L'editoriale di (h)ortus


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… come se la forma nell’architettura non costituisse un problema invariabile, invariabile e permanente, come la bellezza, la proporzione, la fantasia. È chiaro che non pretendo un ritorno all’ornato o alle facciate riccamente decorate che testimoniano un’epoca di mano d’opera ormai scomparsa, ma nell’élan architettonico che troviamo in essi e che le nuove tecniche oggi ci offrono in una scala differente e nelle forme più belle e imprevedibili. Ciò spiega questo breve dialogo, socratico, irrefutabile, che conferma una posizione assunta trentasette anni fa nel progetto di Pampulha: more

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

recensioni_verza(Ri)-costruire la città

Buone pratiche di rigenerazione urbana

Carmela Mariano

mariano_superurbano_01I temi legati alla dispersione del costruito, al consumo di suolo, all’infrastrutturazione debole, all’invadenza della distribuzione commerciale, alla perdita di territori, di risorse ambientali, di qualità abitativa sono alcuni dei grandi ambiti di discussione che animano il dibattito sulle politiche e le pratiche urbane di trasformazione della città.
Le indagini statistiche condotte a livello mondiale  negli ultimi anni hanno dimostrato che dal 1950 al 2000 la percentuale di popolazione considerata “urbana” è passata dal 29,8 al 47,2%. Nel 2000 i 3/4 della popolazione era concentrata nelle aree urbane.

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raccolto_pomodoriUna struttura ricettiva per giovani

Nuovo ostello della gioventù al Quartiere Ostiense, Roma

Tesi di laurea di Marianna Fagiani
Relatore Marina Pia Arredi

fagiani_tIl progetto si inserisce nello scenario del Progetto Urbano Ostiense Marconi, delineato all’interno del nuovo Piano Regolatore di Roma. Lo scopo del Progetto Urbano, avviato nel 2000, è quello di fare di quest’area in radicale trasformazione una Centralità urbana, valorizzandone i punti di forza, come la presenza di luoghi ricchi di memoria e di identità, l’accessibilità al trasporto su ferro, la possibilità di trasformazione dei luoghi, il definitivo assetto delle nuove sedi universitarie, una spontanea vocazione culturale e ricreativa proiettata verso una realtà “giovane”.

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architetture_cipollaAlberto Campo Baeza

Museo de la Memoria de Andalucía a Granada

Michele Costanzo

campobaeza_granada_tIl Museo de la Memoria de Andalucía a Granada progettato da Alberto Campo Baeza (2004-2009), sorge su un terreno in leggero declivio vicino all’autostrada A44 che fa parte di una vasta area urbana, in fase di sviluppo, non lontana dal centro storico. L’opera è una chiara espressione di quel genere di elaborazione progettuale che l’architetto spagnolo ama definire con l’espressione: “la ricerca della bellezza”. Una ricerca, bisogna chiarire, che non persegue solo un ideale estetico, ma è anche un mezzo per favorire la comunicazione di ciò che è l’essenza del progetto.

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recensioni_verzaUgo Mattei

Beni Comuni

Un manifesto

Federica Fava

mattei-u4“Consentire al governo in carica di vendere liberamente i beni di tutti (…) è, sul piano costituzionale, tanto irresponsabile quanto lo sarebbe  sul piano familiare consentire al maggiordomo di vendere l’argenteria migliore per sopperire alla sua necessità di andare in vacanza” (1).
A fermare il maggiordomo, un referendum, quello sull’acqua; ma la vittoria dei “sì” va difesa, compresa, ricordata e per questo Ugo Mattei decide di scrivere un manifesto sui beni comuni.
Emerge, infatti, da un lato l’esigenza dell’elaborazione di una definizione giuridica di “beni comuni” come istituto diverso, alternativo rispetto al dominio sia privato sia pubblico e, dall’altro, la necessità di dare spazio ad una contro-narrativa, fondata su esperienze di lotta per i diritti delle comunità, capace di fare da contraltare alla narrativa egemonica contemporanea basata sulla logica economica.

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architetture_cipollaDalla casa al piano

Le spazialità sottratte di Aires Mateus

Gianpaola Spirito

spirito_12«Lo spazio è un vuoto, una manciata d’aria racchiusa da materia che ne definisce il limite. Disegnare spazi è disegnare le possibilità della vita, materializzandone i limiti. Definito per la sua forma, trama, colore, temperatura, odore, luce, lo spazio si costruisce anche come vuoto, una sottrazione. Si tratta di un processo mentale di controllo della costruzione dove lo spazio è il nucleo centrale, aggiungendo una sottrazione, costruendo uno scavo il centro dell’esperienza si sposta dalla forma alla vita. Protagonista è lo spazio». (1)

Per Francisco e Manuel Aires Mateus l’architettura è «lo spessore tra due spazi», un muro, un tetto che costruisce un limite; la parte restante di una massa-materia scavata per ospitare uno spazio (2). Questo processo di sottrazione – reso evidente dai plastici, positivi e negativi, presentati all’ ultima Biennale di Architettura di Venezia – genera spazi cavi che hanno come scopo principale essere luoghi da abitare, da vivere.

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scritti_broccoliStazione Termini

Per una rilettura critica del progetto

Luca Montuori

20_vista aerea 1950La Stazione Termini è nota a molti, evoca quelle immagini dell’Italia del dopoguerra e del boom economico, con le Fiat 1400 e 1100 parcheggiate sotto la pensilina con Jennifer Jones e Montgomery Clift che si baciano sulle banchine con De Sica dietro la telecamera. Quelle stesse immagini si sovrappongono alla Termini di oggi, con le oltre 500.000 persone che la attraversano ogni giorno, con la sua galleria di testa divenuta vero e proprio luogo pubblico in cui viaggiatori e passanti si mescolano come in una grande piazza del centro di Roma.

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La newsletter di Hortus

Hortus
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Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...
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