L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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maltese.jpgCurzio Maltese 

I padroni delle città

Il disegno di una mappa dei linguaggi del nostro paese

Alfonso Giancotti

I padroni delle città è il titolo dell’ultimo libro di Curzio Maltese, uscito nelle librerie italiane proprio in questi ultimi giorni.
Il testo raccoglie, ampiamente revisionata e ampliata, l’inchiesta che il giornalista ha svolto sulle pagine del quotidiano La Repubblica.
Il viaggio dell’autore, come ricordato nella premessa, completa una personale trilogia avviata da bambino in 500 per raggiungere, dalla adottiva Milano, la Calabria d’origine e proseguita venti anni dopo, nel 1988, come cronista del giro d’Italia – un giro di un mese intero a sessanta all’ora e con l’autista - ultima esperienza da giornalista sportivo.
Il terzo viaggio, rimandato di anno in anno per l’emergenza politica come ricorda lo stesso autore, è raccontato in questo libro nel quale all’interesse per la mappa dei poteri si affianca l’interesse per la mappa dei linguaggi e dei valori del nostro paese, che naturalmente cambiano al variare dei linguaggi stessi.
Le ragioni di questo libro poggiano nella consapevolezza del valore patriottico che le città assumono per i loro abitanti, perché …l’Italia non è mai riuscita a essere per gli italiani quello che Venezia, Genova, Roma, Firenze, Napoli, Palermo, Torino, Milano sono state e sono ancora per veneziani, genovesi, romani, fiorentini, napoletani, palermitani, torinesi, milanesi e per il resto del mondo. L’italiano, diceva Ennio Flaiano, quando si ricorda di essere italiano diventa subito fascista.
Il percorso attraverso le città e i comuni parte da Palermo, la città dove ogni luogo vive affianco al ricordo di un fatto di cronaca e di sangue, dove la borghesia mafiosa fa affari e la disuguaglianza sociale non è motivo di conflitto, come lo è per esempio a Napoli, della quale Maltese ha provato a scrivere ma senza successo, per sua stessa ammissione.
La tappa successiva, Reggio Calabria, ci racconta di una città dimenticata dallo stato dove la peggior emergenza del paese spinge anche gli ultimi calabresi disposti a lottare a rassegnarsi e andare via. Quella dopo ancora, che interessa la città di Taranto, porta alla luce la storia di una città senza un euro in cassa e trenta amministratori in galera.
L’ideale tragitto a ritroso attraversa Bari, che riconquista un fascino perduto attraverso la riannessione della città vecchia, lo stupendo e miserabile dedalo bizantino dove neppure i carabinieri si avventuravano, a quella nuova della borghesia del quartiere murattiano.
Particolare fascino assume la tappa romana, segnata dalla lettura della città come luogo neo-barocco per eccellenza, il cui significato l’autore affida alle parole di Omar Calabrese, attraverso …la prevalenza dei valori estetici su tutto il resto. Nei due sensi, il negativo e il positivo. La ridondanza spettacolare che maschera il vuoto, ma anche il pensiero complesso, il dubbio, l’assenza di fanatismo. Maltese, per facilitare la comprensione dell’Urbe veltroniana, invita alla lettura del saggio del poeta francese Yves Bonnefoy, Roma 1630, esaltandone le analogie attraverso i fuochi d’artificio a Castel Sant’Angelo, le luminarie al Colosseo, i concerti gratuiti, le Notti bianche, le feste e i festival a tema: cinema, matematica, filosofia, letteratura artisti di strada. Il sindaco, al quale l’autore riconosce il successo di aver reso più vivibili e sicure le periferie della città, gran cerimoniere del culto neo-barocco mette in pratica la profezia di Guy Debord, per il quale nella società dello spettacolo sarebbe stata Roma e non New York il nuovo centro e laboratorio universale.  
L’itinerario che lo scrittore intraprende invita alla conoscenza di realtà urbane di dimensioni contenute, ma non per questo meno significative come Perugia, tra le più misteriose e  affascinanti medie città italiane e Ancona, la città campione di mille ricerche di mercato, porta sociologica della grande provincia italiana e termometro dell’economia nazionale.
Ancora Rimini, il luogo comune elevato a industria, un ‘divertimentificio’ che permette di preservare lo splendido quanto sconosciuto centro storico dal logorio che trasforma in scenari vuoti i centri storici delle altre città.
Il viaggio verso le grandi città riparte da Firenze, la parola più conosciuta negli Stati Uniti, ancora alla ricerca di un nuovo Principe, che interpreti l’interesse generale e si prenda la responsabilità di decidere un futuro in bilico fra declino museale, Venezia-Disneyland e un nuovo Rinascimento in grado di riportare qui le intelligenze sparse per il mondo.
La Venezia raccontata da Maltese, invece, segnata dal picco del pendolarismo alla rovescia verso Mestre, si concretizza nella metafora del carnevale e nel potere cittadino che è ancora fermo alle figure cinquecentesche del doge e del patriarca, oggi impersonate dal sindaco Cacciari e dal cardinal Scola.
La perdita dello splendore di Milano, la città con meno verde d’Europa e settecento ricoveri annui per smog, si apre a una speranza legata forse alla nuova oligarchia imprenditoriale quarantenne, sospesa comunque tra finanza immateriale, immigrati e il prosperare nell’indifferenza della più ricca organizzazione criminale del mondo: la ‘ndrangheta.
L’inchiesta si avvia alla conclusione con Torino, sorta a nuova vita dopo il superamento dell’agonia Fiat e che ambisce a riproporre quel modello culturale che avevano provato a instaurare Gualino e Olivetti, e si conclude a Genova, l’unica potenza che a cavallo del 1600 ha dominato il mondo senza un forte esercito o un grande stato alle spalle ma in forza del genio di un pugno di finanzieri.
A questa città compressa tra il mare e le montagne, divisa tra la città bassa del porto e la città aristocratica dei palazzi patrimonio universale dell’Unesco, città di padroni e armatori, la più radicale d’Italia, patria del risorgimento, del socialismo e della resistenza l’autore auspica di ripartire ancora una volta verso il Nuovo mondo.
Con una luce di speranza per il paese si completa quindi il racconto di questo giornalista e scrittore che intraprende, lasciando d’un solo fiato il lettore dalla prima all’ultima pagina, un coraggioso e difficile viaggio d’altri tempi alla scoperta delle città e dei loro padroni.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2007-10-25 n. 1 Ottobre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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