L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Codice di pratica per la progettazione nei piani di zona - 2° PEEP


Il Codice di pratica rappresenta un momento di assoluta sperimentazione, con particolare riferimento allo sviluppo di possibili sinergie tra un’istituzione universitaria e una struttura preposta all’attuazione dei programmi di trasformazione urbana. Il Centro Interdisciplinare Territorio Edilizia Restauro Architettura (CITERA) della Facoltà di Architettura “Valle Giulia” ha infatti sviluppato, su incarico della società Risorse per Roma, preposta all’elaborazione dei Piani di Zona per la città di Roma,  una ricerca che si propone come guida alla progettazione dell’edilizia residenziale all’interno dei Piani stessi, che di fatto costituisce parte integrante dello strumento urbanistico. L’opportunità di dotarsi di un “Codice di pratica” nasce dall’esigenza di dare risposta ad una molteplicità di domande che, in anni recenti, sono impetuosamente venute alla ribalta nell’ambito dell’edilizia residenziale nella città di Roma.
Le sostanziali trasformazioni verificatesi in molti campi hanno reso la consueta pratica del progetto per l’edilizia residenziale se non del tutto obsoleta, almeno parzialmente inadeguata per adempiere alla crescente complessità delle esigenze a livello urbano, costruttivo, tecnologico, sociale, normativo e ambientale.
Il Codice di pratica, prendendo le mosse dall’analisi dei potenziali rapporti che gli edifici residenziali sono in grado di sviluppare con gli elementi propri della struttura urbana, si propone di definire tipologie edilizie sperimentali, in grado di rispondere ai nuovi criteri e temi dell’abitare.
Le ragioni fondative dei contenuti del volume poggiano sulla possibile composizione di criteri guida per la progettazione di edifici residenziali “sostenibili”, tanto sotto il profilo morfologico quanto sotto quello tecnologico e costruttivo.
Il Codice si compone nella sostanza di due parti: la prima definisce, sotto il profilo teorico, i principali criteri di qualità per un disegno dell’impianto urbano e delle tipologie edilizie, misurato sull’impiego di idonee tecniche costruttive. La seconda parte, che costituisce il  momento “operativo” della ricerca, individua una serie di indicazioni, modalità e procedure, per il soddisfacimento dei criteri qualitativi individuati in sede di analisi. La lettura di tale strumento, oltre a consentire al futuro progettista di aderire ai requisiti prescritti dalla recente Delibera 48, si propone in sintesi come uno strumento di supporto al progettista al fine di agevolare una progettazione coordinata e integrata dell’edificio residenziale sotto il profilo morfologico, tipologico e di risparmio energetico.
Il gruppo di lavoro, composto integralmente da giovani ricercatori della Facoltà, ha operato sotto la responsabilità scientifica del prof. Benedetto Todaro e il coordinamento operativo degli architetti Alfonso Giancotti e Federico De Matteis.
Il Prof. Eugenio Arbizzani ha coordinato la ricerca inerente le valutazioni tecnologiche e ambientali delle tipologie edilizie, il prof. Livio de Santoli lo studio sul tema dell’analisi e valutazione dei sistemi impiantistici.

Nei tempi più recenti, come asserito nella premessa del Codice, è chiarito come la pratica progettuale per l’edilizia residenziale pubblica abbia sofferto di una soffocante inerzia rispetto alle mutevoli condizioni che si sono manifestate sotto il profilo urbano, costruttivo, tecnologico, sociale, normativo e ambientale. Le problematiche che il testo individua, in sede di analisi dello “stato dell’arte”, sono riconducibili alla persistenza di normative di vecchia data relative alla composizione tipologica e urbanistica dei complessi di edilizia residenziale, accompagnata di frequente da una certa lentezza delle procedure amministrative, burocratiche e di realizzazione,nonchè all’insufficiente aggiornamento professionale di molti progettisti e operatori tecnici, soprattutto in riferimento alla crescente complessità delle nuove tecniche costruttive ed ai relativi strumenti di controllo. La consapevolezza del “preoccupante scollamento” tra quelle che possono essere considerate le reali e attuali esigenze dei destinatari degli alloggi così come della comunità urbana, ha di fatto indirizzato gli obiettivi del Codice di pratica verso la definizione dei principali criteri di qualità per l'impianto urbano, le unità tipologiche minime, nonché sugli aspetti legati alle tecnologie costruttive.
Con  approfondito e specifico riferimento all’edilizia residenziale pubblica le possibili azioni da intraprendere, dal punto di vista architettonico, sono state circoscritte ai seguenti ambiti:

a) Efficacia dell’impianto urbano;
b) Qualità dello spazio esterno pubblico e privato e della relazione con i fabbricati;
c) Coerenza e flessibilità del sistema tipologico;
d) Aspetti di abitabilità, fruibilità e flessibilità degli alloggi;
e) Capacità della costruzione di generare sistemi ambientali efficienti.

Alla definizione “teorica” degli ambiti appena menzionati è dedicata la parte prima del Codice di pratica.
Lo strumento operativo del Codice, che ne costituisce la parte seconda, si apre con una matrice analitica della struttura insediativa. Tale strumento intende chiarire i potenziali rapporti che l’edificio residenziale è in grado di instaurare con gli elementi propri della struttura urbana. La matrice non esprime una valutazione di carattere strettamente dimensionale, quanto piuttosto si propone di definire il numero più ampio possibile di scenari qualificanti lo spazio urbano. Tali scenari, ordinati secondo un principio di crescente complessità, sono accompagnati da una serie di dati dimensionali relativi agli elementi strutturanti lo spazio urbano di pertinenza dell’edificio residenziale. Dalla lettura della matrice è possibile trarre indicazioni per un possibile disegno della struttura urbana che dovrà necessariamente integrarsi con la definizione delle unità minime di intervento. Queste unità sono state sistematicamente suddivise in quattro sistemi, di tipo lineare aperto, lineare chiuso, puntuale e a sviluppo orizzontale, rappresentando di fatto delle possibili soluzioni che descrivono il rapporto tra l’edificio, il perimetro dell’area su cui esso insiste e lo spazio aperto privato di pertinenza del fabbricato. Le unità minime presentate sono state composte per poter contenere al loro interno un quantitativo adeguatamente proporzionato di alloggi le cui dimensioni sono misurate con la reale domanda di nuclei che ne fanno richiesta. Le modalità di aggregazione degli alloggi che compongono i singoli moduli dell’unità minima permettono un assortimento tipologico flessibile e compatibile con le altre unità minime, in grado di incidere sulla morfologia dell’edificio. Il numero massimo di alloggi servito da ogni corpo scala è subordinato alla realizzazione di alloggi con doppio affaccio contrapposto, obbligatori per i tagli da 90 e da 75 mq e per quasi tutti i tagli da 65 mq. Per ogni tipologia è stato individuato il numero consigliato di piani, in rapporto alle caratteristiche morfologiche della tipologia stessa e all’ipotetico rapporto tra superficie coperta e superficie verde di pertinenza dell’edificio stesso. Sono state altresì individuate, per ogni unità tipologica, possibili configurazioni del lotto minimo che prevedono la possibilità di collocare i parcheggi all’esterno o nei locali interrati. Le tipologie presentate sono state concepite prevedendo un minimo aumento della superficie non residenziale, destinata a favorire principi di ventilazione del volume dell’edificio, ovvero a divenire ambiti interni all’edificio per migliorare i rapporti  sociali, quali aree per il gioco dei bambini, spazi per il tempo libero, per lo studio e per il lavoro, spazi di servizio o ancora strutture per l’assistenza residenziale. La definizione delle unità minime è aperta da una analisi climatica della città di Roma e accompagnata, per ogni sistema tipologico analizzato, da uno studio specifico delle considerazioni in merito alla sostenibilità del sistema stesso. La lettura di tale strumento, oltre a consentire al progettista di aderire ai requisiti prescritti dall’applicazione della Delibera 48 del Comune di Roma, consente di verificare le condizioni di minimo e massimo guadagno solare. Una sintesi tecnologica e tipologico-funzionale permette di fornire indicazioni in merito agli affacci ottimali e alle caratteristiche delle partizioni orizzontali e verticali, nonché delle schermature e della possibile integrazione dei sistemi solari attivi e passivi. La parte terza del Codice fornisce una lettura approfondita dell’aspetto tecnologico e costruttivo, proponendo il quadro sinottico di una serie di possibili soluzioni tecniche conformi alla normativa UNI, consentendo pertanto di valutare i requisiti prescritti dalla normativa in materia di contenimento energetico.
Lo sviluppo successivo del Codice interessa l'indicazione di principi generali inerenti gli spazi dell’abitare. Esso intende fornire degli schemi esemplificativi dei criteri guida di supporto alla progettazione dell’alloggio, in rapporto alle sue caratteristiche di flessibilità, adattabilità, qualità del disegno dello spazio interno e del rapporto tra l’alloggio e gli spazi privati esterni.
La lettura del Codice è completata dall’elaborazione di schemi esemplificativi derivanti dall’applicazione delle soluzioni tecniche proposte nel Codice alle tipologie elaborate. Tali schemi non vogliono rappresentare affatto delle soluzioni di tipo formale da perseguire, quanto piuttosto fornire una suggestione in merito all’immagine che potrebbe emergere dal processo di integrazione tra scelte progettuali sotto il profilo tipologico e scelte di sostenibilità e compatibilità ambientale dell’alloggio stesso, come riscontrabile dalla valutazione dell’efficienza dell’unità analizzata che accompagna lo studio.
In appendice al Codice sono forniti degli schemi esemplificativi relativi ad alcuni piani di zona individuati a campione. I modelli insediativi proposti sono stati elaborati impiegando nella loro composizione le indicazioni del Codice, con particolare riferimento ai criteri di inserimento nel contesto e all’analisi del soleggiamento e delle maschere di ombreggiamento.




 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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