L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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raccolto_pomodoriRiqualificazione del lotto su Via dei Lucani nel quartiere di San Lorenzo a Roma

Tesi di laurea di Pino Bova
Relatore Benedetto Todaro
Correlatore Carlo Maggini

bova_tLe attività che in origine erano poste all’estremità dei contesti urbani, quasi a segnare i confini dell’espansione, oggi ne sono invece completamente inglobate, ma non integrate. Grandi spazi, delimitati da enormi recinti che demarcano drasticamente il dentro dal fuori e che condizionano la reale percezione della città ed il suo sviluppo urbano. Allo stesso tempo però, la presenza di questi eventi all’interno dei centri urbani conduce inevitabilmente ad una serie di riflessioni sulla città e le sue parti; accade quindi di ritrovare parti di periferia all’interno dei tessuti urbani consolidati.


Nel caso in esame, ci troviamo di fronte ad un’area inserita all’interno del tessuto urbano ma non integrata con il quartiere, compresa tra Via dei Lucani, Via di Porta Labicana, Via dello Scalo San Lorenzo. Si tratta di una zona caratterizzata dalla presenza di costruzioni provvisorie, utilizzate come magazzini, depositi ed attività artigianali, sistemati all’interno di un lotto, la cui posizione inclinata e parallela rispetto alla via principale è riconducibile alla volontà da parte dei proprietari di mantenere la trama dei recinti.
A sud si erge la sopraelevata, che dopo aver percorso il tratto tra il cimitero del Verano e via dello Scalo San Lorenzo, curva all’interno dell’area dello scalo merci e si dirige verso il quartiere San Giovanni, offrendo attraverso questa sua forma e consistenza uno scenario quasi inedito alla città, rievocando visioni aeree industriali e meccaniche che si contrappongono alla matericità e consistenza delle permanenze storiche poco distanti. L’intervento si pone come obiettivo il recupero e la riqualificazione del lotto su via dei Lucani.
Partendo dall' analisi del lotto che tenesse conto principalmente degli aspetti morfologici e sociali che ne hanno caratterizzano da sempre la formazione e persistenza, si è individuata una soluzione che contemplasse la  presenza di due fattori fondamentali, quello storico delle attività artigiane che da sempre caratterizzano il luogo, e quella degli studenti legati alla vicina città universitaria che popolano il quartiere. Il tutto dopo aver verificato in che modo intervenire all’interno di un tessuto ottocentesco quale San Lorenzo, caratterizzato da una struttura a maglia ortogonale con prevalenza di isolati a blocco chiuso, compatto, con l’edificio che segue il perimetro dell’isolato e coincide planimetricamente con esso, saturando lo spazio e permettendo che il suo derivato, strada o piazza, funga da valvola di sfogo sociale.
Si pone quindi una imminente necessità di intervento, al fine di garantire una giusta convivenza tra le diverse realtà che popolano il quartiere e di evitare probabili processi di spersonalizzazione, legati a logiche di mercato o ad interessi esclusivamente economici.

Carlo Maggini
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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