L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaGrafton Architects

Nuova sede dell’Università Bocconi a Milano

Eleonora Lucantoni

graftonNel 2001 l’Università Commerciale Luigi Bocconi, a sessant’anni dall’inaugurazione della sua prima sede, ha bandito un concorso per la progettazione di un vasto ampliamento che riunisse, in un unico complesso, gli uffici di docenti e ricercatori, fino ad allora dislocati in diversi punti della città.
La competizione, conclusasi nel 2002, è stata vinta da Grafton Architects, studio fondato nel 1978 da due progettiste irlandesi, Yvonne Farrell e Shelley McNamara, vincitrici, tra gli altri premi, del World Buiding of the Year 2008.


L’intervento, terminato nel 2008, occupa un intero isolato lungo viale Bligny, angolo via Roentgen, a pochi passi dall’edificio di Giuseppe Pagano del 1941. Per la sua particolare posizione, il complesso è chiamato a relazionarsi con un consolidato contesto urbano. Per risolvere tale confronto i Grafton hanno portato avanti poche, ma strategiche, scelte tecnologiche e compositive. Dai materiali costruttivi ai riferimenti formali, tutto conduce ad una innovativa visione del legame con la città e con la sua storia. Il conflitto tra tradizione e innovazione, tipico di interventi di questo peso, è stato brillantemente risolto e, anzi, trasformato in valore aggiunto, mediante l’ottima gestione di alcuni criteri, come la combinazione di materiali vecchi e nuovi – struttura in pannelli prefabbricati di calcestruzzo armato totalmente rivestita di Ceppo, pietra tipicamente milanese, la scelta di una figurazione rispondente al carattere di Milano, chiusa verso l’esterno e aperta all’interno, e il riferimento formale e metaforico al Broletto – mercato medievale nella zona centrale della città – come espressione del parallelismo università-luogo di scambio.
L’intenzione delle progettiste era quella di realizzare un vero e proprio brano urbano, una città in miniatura che si aprisse all’ambiente circostante, lasciandolo permeare al proprio interno. Per questo hanno pensato ad una organizzazione funzionale-compositiva basata sulla sovrapposizione di tre ambiti diversi: un solido basamento seminterrato, un livello libero alla quota stradale ed il “fascio” sospeso degli uffici.


Il piano interrato compatto, denso e scolpito, ospita un’aula magna da 1000 posti, un foyer di 2500 mq – che penetra fin sotto il piano di calpestio del marciapiede – uno spazio espositivo di 500 mq e quattro aule didattiche.
Il livello stradale, che appare totalmente occupato dall’edificio, è, in realtà, in gran parte restituito alla città. Escluso l’imponente sbalzo del volume dell’Aula Magna, che incornicia una grande “finestra su Milano”, il resto della superficie fluisce libera tra il basamento e il baldacchino degli uffici, fonde insieme spazio esterno e spazio interno, attraversa indisturbata l’isolato, invitando il visitatore ed entrare nel cuore del complesso.
Il terzo ed ultimo ambito della sovrapposizione è costituito dai blocchi longitudinali sospesi al di sopra dello spazio pubblico, nei quali si trovano 731 uffici e 34 sale riunioni, per un totale di 1240 postazioni di lavoro. I volumi, affiancati parallelamente l’uno all’altro, creano un’articolazione labirintica accentuata dall’alternanza di pieni e vuoti. Il funzionamento strutturale è demandato a coppie di setti murari in calcestruzzo armato, distanti fra loro 25 metri, che supportano le travi della copertura alle quali, a loro volta, sono “appesi” uffici e giardini pensili.
Fondamentale, nello studio di questo progetto, è l’attenzione che le progettiste hanno dedicato alla ricerca di alti livelli di sostenibilità energetica. Questo aspetto è riscontrabile in tutte le parti dell’edificio: il massivo rivestimento  esterno difende l’aula magna e le sale conferenze, al livello della strada, sia dalle radiazioni solari che dai rumori della città; la struttura “a labirinto” dei cortili interni garantisce ventilazione ed illuminazione naturali agli uffici – tutti dotati di affaccio esterno e di finestre apribili manualmente – e ad alcuni degli spazi pubblici sottostanti; l’azione combinata delle vetrate e dell’illuminazione artificiale graduale – si modifica in contemporanea con il cambio dei livelli di luce esterni – contribuisce a limitare il fenomeno dell’abbagliamento; ed infine, l’utilizzo di una pompa geotermica, che sfrutti, per fornire energia al sistema di riscaldamento, il calore dell’acqua della falda, azzera totalmente le emissioni.
Un intervento impegnato come quello di Grafton Architects a Milano è da considerarsi una scelta quasi doverosa da parte di un ateneo di “eccellenza” come la Bocconi, un edificio rappresentativo ed emblematico del ruolo proprio dell’istituzione che ospita: autonomo, autosufficiente, indipendente, prodotto della coordinazione di molteplici competenze, e, allo stesso tempo, fortemente legato alla tradizione e al contesto storico, cui guarda, però, con un occhio del tutto nuovo.
L’università, fabbrica di conoscenza, fucina di idee, centro di produzione e diffusione del sapere, si dimostra, perciò, coraggiosa essa stessa nel selezionare, per i propri dipendenti, un luogo di lavoro stimolante e all’avanguardia, capace di riproporsi nella sua funzione originale di potenziale propulsore di nuove prospettive e di visioni del mondo innovative.

Grafton Architects. Nuova Università Bocconi a Milano
Committente Università Luigi Bocconi
Ubicazione Viale Bligny angoloVia Roentgen, Milano
Concorso 2002
Realizzazione 2004-2008
Progettista Grafton Architects
Strutture Studio Ingegneria E.Pereira
Impianti Amman Progetti
Ingegneria ambientale BDSP
Acustica Arpservice P. Molina
Consulenti facciata BDA Ltd
Interni Avenue Architects
Contractor G.D.M. Costruzioni S.p.a.
Facciate Permasteelisa Group
Rivestimenti lapidei Marini Marmi s.r.l

Il materiale grafico è stato gentilmente concesso da Grafton Architects.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
LUCANTONI Eleonora 2011-01-18 n. 40 Gennaio 2011
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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