L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaManifesta 8

Gli enigmi del quotidiano

Maria De Propris

manifesta8Manifesta, Biennale d’Arte Contemporanea d’Europa, è giunta alla sua ottava edizione. Si è svolta dal 9 ottobre 2010 al 9 gennaio 2011 in 14 sedi variamente distribuite nelle città di Murcia e Cartagena: edifici storici, siti archeologici, musei, spazi non convenzionali. Stimolando il coinvolgimento diretto degli artisti in trasmissioni televisive, programmi radiofonici, stampa e pagine di Internet. Nata nella metà degli anni Novanta come diretta conseguenza di un’importante cesura storica - la caduta del muro di Berlino - ha sempre lavorato sul concetto di “confine” con l’idea “di abbattere barriere, di superare le frontiere e di creare ponti”.


Ogni due anni la localizzazione della manifestazione cambia, rispondendo a sollecitazioni sociali politiche e geografiche. A partire dal 1996 Manifesta ha avuto luogo a Rotterdam, Lussemburgo, Lubiana, Francoforte, Donosti-San Sebastian, Nicosia e in Trentino Alto Adige.
Nelle passate edizioni tale biennale itinerante ha focalizzato la sua attenzione soprattutto sulle relazioni e le ricerche artistiche, lavorando sull’asse est-ovest. L’attenzione di Manifesta 8 si rivolge (ed è questa la prima novità ) alle relazioni tra nord e sud, con l’intento di affrontare il problema dei nuovi confini dell’Europa - sia geografici, che psicologici - e quello delle migrazioni, del trans-nazionalismo. Le città di Murcia e Cartagena rappresentano con la loro storia una “stratificazione culturale” - in cui si fondono ed interagiscono tra loro cristianesimo, islam ed ebraismo - sottolineata dalla presenza di architetture romane (incluso l’anfiteatro di Cartagena e il relativo museo progettato da Rafael Moneo), tessuti urbani di origine medioevale, medine arabe, chiese barocche, edifici moderni ed importanti esempi di architettura contemporanea, come l’ARQUA (Museo Nacional de Arqueología Subacuática a Cartagena, progettato da Guillermo Vázquez Consuegra) il cui interno è stato in parte utilizzato come base ideale da cui far partire una riflessione che mira ad individuare nel sud della Spagna il punto di connessione tra Mediterraneo e Nordafrica.
La seconda novità di Manifesta 8, come afferma Hedwig Fijen, fondatrice di Manifesta, è la proposta di una “curatela collettiva formata da giovani”, individuando tre teams indipendenti: ACAF [Alexandria Contemporary Arts Forum], Egitto, USA, fondata da Bassam El Baroni e Jeremy Beaudry nel 2005, CPS [Chamber of Public Secrets], Italia, Medio Oriente, Scandinavia e UK - voluta dal duo libanese-italiano formato da Khaled Ramadan e Alfredo Cramerotti che dal 2003 si adopera per la realizzazione di documentari, festival, video, momenti di discussione, mostre - ed, infine, tranzit.org, AUS, CZ, H, S, SK - in cui Vít Havránek, Zbynek Baladrán, Dóra Hegyi, Boris Ondreicka e Georg Schöllhammer si fanno promotori di un network di associazioni autonome esistente dal 2002, provenienti dai loro paesi.
La grande originalità dei tre percorsi di ACAF, CPS e tranzit.org all’interno del main concept “la regione di Murcia in dialogo con l’Africa del Nord”, sta nell’aver coinvolto non solo artisti visivi, ma nella mescolanza anche di produttori cinematografici, documentaristi, scrittori, filosofi, attivisti politici con l’intento di offrire un caleidoscopio di idee e riflessioni attorno a uno stesso tema.
Non mancano progetti speciali come l’incubatore per la Pan-African Roaming Biennial (www.panafricannial.org), sul quale l’ACAF lavora da un anno coinvolgendo, tra gli altri, soggetti provenienti da Kenya, Egitto, Sudafrica al quale, durante Manifesta 8, sarà dedicato all’interno di Overscore un simposio con Bili Bidjoka, N’Goné Fall, Hassan Khan e Senam Okudzeto.
Difficile sintetizzare la miriade d’intenti programmatici/espressivi dei curatori e dei molti progetti degli artisti invitati, ma l’impossibilità di una qualsiasi schematizzazione o narrazione fa parte dei fini sperimentali di questa Manifesta 8. Essa, infatti, si basa sulla discussione e sul dialogo spesso conflittuale, in cui il dubbio prevale sulle certezze, la parola sull’immagine. Ne deriva un insieme di frammenti attraverso cui è facile perdersi, il cui elemento unificante è (forse) la denuncia  delle barriere, le intolleranze, le esclusioni, ma anche delle realtà nascoste o invisibili nel quotidiano.

Il titolo proposto da ACAF per Manifesta 8, Overscore, è: “una sotttile linea sovrapposta su un insieme di parole”. Essa agisce su un duplice livello, “rivelando e oscurando elementi del passato, stabilendo collegamenti con il presente e il futuro”. La sua interfaccia, Theory of Applied Enigmatics è uno sguardo enigmatico sulla complessità delle cose in cui  “estetica, politica, teoria e pratiche artistiche convivono in un confronto con la vita”.
Nell ex edificio delle poste di Murcia, ora in abbandono, Céline Condorelli contrappone una sequenza d’immagini sulla produzione ed esportazione del cotone ad Alessandria nella prima metà del secolo scorso, ad una descrizione dell’emigrazione delle donne dall’Egitto negli ultimi anni: Il n’y a plus rien è il refrain che accompagna il gioco complesso di proiezioni e rispecchimenti delle due narrazioni intimamente correlate. Lorraine O’Grady espone il suo concetto di separazione/unione associando, in dittici fotografici, immagini dei suoi famigliari a sculture iconiche dell’antico Egitto. Il 1936, anno d’inizio della guerra civile spagnola, è la data di una fotografia di gruppo che anima l’installazione Outnumbered - A brief history of imposture (2009) di Jasper Rigole. L’immagine panoramica di grandi dimensioni rappresenta “una foto di gruppo”. I primi piani dei giovani che vi compaiono sono “prelevati” e proiettati nell’ambiente adiacente e una voce narra storie di pura fantasia della loro esistenza. Alexander Singh propone con Assembly Instruction (Tangenzial Logick e Tangential Magick) una serie di riproduzioni xerox, tratte da libri, Flickr, Wikipedia: le immagini sono assemblate in vario modo, tutte connesse da una linea di matita occupano un intero ambiente stimolando imprevedibili associazioni logiche sul pensiero legato alle infermità mentali, ai sogni, fino ai trucchi di magia. Una stanza illuminata e totalmente dipinta di un intenso colore arancio è saturata da una densa nebbia che fuoriesce dalla porta coinvolgendo gli spazi circostanti. Ann Veronica Janssens con questa installazione ‘sensoriale’ For J&L “affronta i temi della luce, dello spazio, della dimensione pittorica e dell’astrazione”. Il particolare colore usato è stato creato dall’artista per Manifesta 8.
Il 13% della frutta e verdura distribuita in Europa è prodotta dalla regione della Murcia: Signal propone all’attenzione una serie di marchi autoadesivi con complesse simbologie (vi appaiono parole come “identità”, “acqua” “europa” scritte in inglese ed arabo) disegnati da Metahaven e applicati sulle merci nei supermercati di Murcia per tuttta la durata di Manifesta 8.
Il regista Simon Fujiwara raccogliendo le testimonianze di operai ingaggiati per costruire un nuovo edificio nel deserto arabo, riproduce un fallo di pietra che sarebbe stato trovato durante gli scavi e distrutto perché ritenuto osceno e lo contorna con elementi tratti dall’ambiente di lavoro del cantiere.
Backbench (Parlamento) 2010 è un progetto presentato da The Action Mill, Metahaven, Red76 e Take to the Sea. Esso ha coinvolto numerosi artisti della biennale ed alcuni critici e teorici in una “tre giornate” di confronto, riprese dal cineasta Ergin Çavusoglu e poi presentate come una vera e propria installazione.
Presso l’ARQUA di Cartagena Mahmoud Khaled realizza una performance in cui, costretto a vivere nel museo in compagnia di pochi oggetti personali - da un notebook a un cellulare - testimonia la precarietà di una gioventù accampata, senza fissa dimora, oppressa da problemi economici e dalla mancanza di lavoro che, tuttavia, non deve mai venir meno all'essere connessa. Il sovrastante cartellone pubblicitario descrive il desiderio capitalistico di uno stile di vita elevato che schiaccia l’individuo.

CPS sollecitato dall’interrogativo The rest is History?, racconta il nostro tempo, le voci dei grandi eventi e le micro-narrazioni sulla quotidianità, attraverso la teorizzazione dell’Aesthetic Journalism. L’operazione implica inevitabilmente il confronto con i sistemi d’informazione mediatica: “con l’appannamento dei margini tra le pratiche artistiche e quelle dell’informazione”, le dimensioni del giornalismo, della produzione televisiva e documentaristica sono coinvolte: è inclusa nella mostra, tra le numerose iniziative, la pubblicazione del settimanale «La Verdad» curato da Fay Nicolson (London), cinque programmi radiofonici curati da Ralf Homann (Berlin). La costruzione della visibilità è un progetto in linguaggio Braille in collaborazione con Wooloo che pone interrogativi sulla trasmissione di conoscenze a livello inconscio.
Il soggetto della serie di video-documentari esposti da David Rych (Encounter) al MUBAM di Murcia è il confronto avvenuto tra sei giovani di un riformatorio in libertà vigilata e sei detenuti presso la Sagonera La Verde, condannati ad una lunga pena. I video sono girati dai giovani (percorrono la loro vita lungo l’arco di un’unica giornata) e sono trasmessi attraverso picccoli schermi televisivi. Su uno schermo contrapposto si assiste all’incontro e alla discussione dei due gruppi di detenuti, i primi illusi di vivere, comunque, una sorta d’intima e privata libertà nella loro quotidianità, i secondi che svelano l’oppressione delle loro esistenze senza speranza.
Lo stesso tema si ripropone a Cartagena, nella sede della la prigione di Sant’Anton. Visitando l’istituto, in disuso da dieci anni, in cui venivano internati i dissidenti durante il regime di Franco, si incontrano gli ex carcerati coinvolti come volontari; lo spettatore ha modo di considerare un’idea “altra” di quotidianità, osservando i murales e gli oggetti d’uso comune. Nello stesso ambiente Brumaria affronta il tema della violenza attraverso immagini di guerra in un luogo invaso dal rumore a livelli altissimi.
In collaborazione con Wooloo, gruppo di socio-attivisti, l'artista albanese Helidon Gjergji nello spazio Párraga conduce il visitatore a scoprire, in un luogo totalmente buio, l’aroma delle spezie usate dalle cinque comunità etniche che vivono in Murcia (spagnola, marocchina, inglese, ecuadoriana, boliviana) curry, cannella, pepe rosso, basilico…. Ogni profumo è il racconto di secoli di tradizioni, di commistioni, d’incontri.
Il giornalista statunitense Michael Takeo Magruder al MURAM di Cartagena elabora una documentazione della detonazione della bomba che i terroristi fecero esplodere nella stazione madrilena di Atocha attraverso un lavoro di scomposizine delle immagini e loro riproposizione nei colori bianco, rosso e nero.
Il tema della frontiera, intesa come luogo fisico/simbolico, viene esaminato da Laurent Grasso con The Batteria Project. Nella sua raffinata videoinstallazione nell’antico Padiglione delle Autopsie, costruito nel 1768 per l’Ospedale della Marina Reale di Cartagena, ci mostra le antiche fortezze militari disposte lungo la costa di Cartagena viste dal mare; in alcune sequenze è, al contrario, il mare ad essere inquadrato dalla costa come luogo di pericolo e mistero: una voce  narra, in contemporanea, storie e leggende, paranoie, ossessioni, fobie.

La sperimentazione su  metodologie curatoriali innovative è tentata da tranzit.org. con C.T.D. Constitution for Temporary Display. Ventisette artisti e due colletivi presentano le loro risposte soggetive all’invito del gruppo curatoriale: “l’esposizione è il risultato di un dibattito circa la possibilità di creare uno spazio autonomo conformato a partire da particolari condizioni estetiche, sociali e politiche, uno spazio in cui curatori ed artisti si interrogano sull’opera e la critica artistica, l’immaginazione e la riflessione fino alla rielaborazione artistica con il coinvolgimento del pubblico”. Sono individuate quaranta domande in seguito dibattute con gli artisti, inaugurando in questo modo un processo che combina l’immaginazione collettiva/soggettiva con temi, poetici o politici, legati alla scienza, sottoposti ad una revisione continua.
Kajsa Dahlberg nel padiglione 1 del Quartiere dell’Artiglieria raccoglie 400 cartoline inviate da Gerusalemme in Svezia dal 1911 al 1999 e realizza un’installazione su un lungo tavolo-bakeka come fosse un archivio. Il famoso artista andaluso Pedro G. Romero mette in mostra nel Quartiere dell’Artiglieria e nel Centro Sociale di Santa Lucia a Cartagena parte della sua opera in progress Archivio F.X.; inziata negli anni Novanta e basata sulla raccolta d’immagini religiose, esempi di iconoclastia anticlericale e politica in Spagna, partendo dalla fine del XIX secolo. Lo status di migrante è oggetto d’analisi della portoghese Carla Filipe che crea, utilizzando materiale organico e acqua del mare, un percorso attraverso quelli che erano i bagni del padiglione 2 del Quartiere dell’Artiglieria. Da una colata di cemento “emergono scarpe, berretti da lavoro e vecchie giacche, simboli della vestizione di popoli arenati a condizioni sociali marginali”. Sempre al Quartiere dell’Artiglieria Erick Beltrán presenta i Modelli per costruire oggetti: “le differenti strategie di costruzione generano distinte prospettive o ideologie per stabilire contatti con il mondo”. Il suo interesse, quindi, non sta tanto nell’affascinante costruzione dei suoi poliedri, ma nel meccanismo mentale che si ripete e che ci pone in relazione con gli altri. Martin Vongrej si autoritrae in Self observing consciousness - Vedomvie attraverso una sequenza d’immagini realizzate tramite disegno, pittura ed oggetti che delineano cerchi concentrici, specchi, scritte o semplicemente lettere dell’alfabeto; all’esterno il ritratto prosegue “lavorando sulla coscienza”. Partecip è il titolo che Tomáš Vanek dà ad una serie di interventi/sperimentazioni, “dimostrazioni di metodo” portate avanti da diversi anni. In Partecip No.111, realizzato per Manifesta 8, utilizza palloni del diametro di 150 cm. che, fatti scoppiare e aggrappare sulla superficie, serviranno come punto di partenza per  un suggestivo “affresco”.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE PROPRIS Maria 2010-09-02 n. 36 Settembre 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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