L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaLa biblioteca Bangmok della Myongji University a Seoul

Gansam Architects & Associates

Luca Reale

gansam_myongjiNo reflex, no shadows, così Alvar Aalto sintetizzava in una serie di disegni a matita i requisiti necessari alla corretta illuminazione - sia naturale che artificiale - di una sala lettura. Dopo settant’anni la nuova biblioteca della Myongji University di Seoul sembra partire dallo stesso principio base: luce zenitale nello spazio centrale di distribuzione a tutta altezza, luce indiretta - diffusa da pannelli traslucidi di Uglass - nelle aree di lettura e consultazione libera. Finiscono forse qui le parentele tra una biblioteca europea del XX secolo ed un’odierna biblioteca multimediale.

 


In questo edificio inaugurato nel marzo 2010, gli aspetti tecnologici e interattivi sovrastano nettamente la tradizionale configurazione di una biblioteca: le funzioni di accesso, prenotazione volumi, consultazione e comunicazione sono completamente informatizzate. La struttura si pone all’avanguardia in Corea, e forse nel mondo, non solo per la copertura wireless dell’intero edificio, ma grazie alla possibilità di scambiare direttamente dati con gli utenti attraverso computer e telefoni personali di addetti e studenti. Questo controllo “a monte” permette allo spazio interno, a parte sale studio e spazi per il personale, di essere completamente accessibile e comunicante, a differenza delle biblioteche tradizionali dove il silenzio e le restrizioni all’accesso erano caratteri costanti e fondamentali.

La forma della biblioteca, semplicissima (un quadrato di 60m x 60m con campata strutturale 8,1m x 8,1m), racconta sia all’esterno che all’interno in maniera molto chiara il suo funzionamento; il rapporto tra spazio, struttura e involucro è del tutto libero. I quattro livelli fuori terra dell’edificio (ci sono poi tre piani di parcheggi interrati) sono leggermente slittati tra loro e si accorpano su doppie o triple altezze in corrispondenza di alcune funzioni importanti: atrio di accesso agli uffici del personale, sala conferenze, corpo scala principale di accesso dalla quota del bancone prestiti, sala consultazione a scaffale aperto. I ballatoi dello spazio connettivo di distribuzione, che si dilatano in spazi anche ampi (anch’essi attrezzati con postazioni veloci, zone relax, superfici e pannelli informativi), affacciano sempre sul grande cavo interno a tutta altezza, il cuore dell’edificio, atrio della biblioteca ma anche foyer della sala conferenze (270 posti), spazio collettivo in continuità con l’esterno e giardino coperto, ovviamente “interattivo”. Questo contribuisce molto all’armonizzazione tra spazi di relazione e spazi d’uso della biblioteca in accordo con l’acquisito modello di biblioteca a tre livelli (tre livelli di progressiva accessibilità dell’utente: il settore d’ingresso, il settore centrale dei servizi per il pubblico, il settore dei servizi interni), nato in Germania negli anni ’70 ed oggi ampiamente diffuso in tutto il mondo.

Il grande atrio separa al piano terra la zona con sala conferenze e aree seminariali dalle sale lettura per gli studenti; al secondo piano 14 salette di studio si affiancano ad una prima area per il deposito libri, archivi e locali per l’amministrazione. Al terzo livello è collocato il vero accesso alla biblioteca, con il bancone accettazione/prestiti e tutte le funzioni dedicate al lettore: sala consultazione a scaffale aperto di libri, riviste e periodici, materiale multimediale, postazioni audio/video; aree con sedute informali; perfino una saletta proiezioni cinematografica la cui programmazione è scelta a votazione giornaliera tra gli studenti. Questo livello è accessibile anche attraverso un ponte dal campus e dagli alloggi studenteschi, che si trovano mediamente ad una quota più alta del nuovo edificio. Il campus della Myongji University occupa infatti una collina della parte nord-ovest della città. Il quarto piano accoglie la gran parte del deposito libri, sempre con la completa accessibilità dell’utente alle scaffalature e la possibilità di usufruire di postazioni lettura. La copertura dell’edificio è un grande roof garden attrezzato per eventi, letture all’aperto, attività varie per docenti e studenti.

 

Anche l’aspetto esterno dell’edificio, per nulla monumentale nonostante le rilevanti dimensioni, trasmette un’idea accogliente e amichevole della biblioteca, quasi familiare, invitando chi si avvicina ad entrare senza alcun imbarazzo. Molto più compatto e indecifrabile appare invece il fronte urbano, completamente chiuso al livello terreno, vetrato ma opaco ai livelli superiori. I prospetti sono declinati attraverso l’uso di tre soli materiali: superfici opache rivestite in legno corrispondenti agli spazi collettivi e alle aree di servizio e di deposito libri; superfici trasparenti a segnare la totale continuità interno - esterno nell’atrio/foyer; Uglass in tutte le zone studio e lettura. Girando intorno alla biblioteca si fatica a memorizzarne la figura quadrata: lo stesso slittamento dei ballatoi interni diventa esternamente un gioco di sottrazioni volumetriche o traslazione di piani che “svolgendosi” su traiettorie curvilinee abbracciano gli angoli più che evidenziare gli spigoli. Ciò ancora una volta contribuisce da un lato a ridimensionare la scala dell’edificio, dall’altro a segnalarne l’enigmatica presenza nel paesaggio urbano di Seoul.



Myongji University Library, Seoul, Corea del Sud
Progettisti Gansam Architects & Associates
Capogruppo Taijip Kim
Collaboratori Kiyoung Han, Mijung Kim, Myunghee Jang, Sun A Park, Kyungsu Jeong
Realizzazione 2007-2010
Inaugurazione Marzo 2010
Fotografie Luca Reale

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
REALE Luca 2010-12-02 n. 39 Dicembre 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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