L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaUna piscina pubblica nella periferia romana

Blow Up e NOOS

Michele Costanzo

noos_piscina_12Adalberto Libera, come gli architetti di una certa età possono ancora ricordare, era uso dire ai suoi studenti una frase dal significato semplice e complesso insieme: “L’architettura è rapporto”. Una frase che era diventata una sorta di motto o, altrimenti, una ideale, magica ‘chiave’ per penetrare all’interno di un mondo che si accingevano a conoscere.
Esistono, dunque, per l’architettura, diverse forme o qualità di rapporto: visivo, concettuale, materiale. Due sono quelle prevalentemente considerate nell’insegnamento dell’architettura, soprattutto se si tratta di un edificio: il rapporto con il contesto e con il programma.


Rispetto a questo schema concettuale e critico, il Centro sportivo sito in località Romanina, Roma, progettato dagli studi Blow Up e Noos, consente di sviluppare alcune considerazioni specifiche sull’opera, unite ad altre a carattere più generale.
campagna_romanaIn questo senso, una delle foto che illustrano il progetto rappresenta un utile pretesto per avviare tale ideale percorso. Si tratta di un’immagine che presenta, in primo piano, un vasto terreno coperto da erbacce, un terreno privo della qualità e del fascino della campagna romana, come permane nei dipinti dei pittori del Grand Tour e nel comune ricordo che, al contrario, era sempre presente nei film del periodo neorealista e della prima commedia all’italiana, quando spesso venivano rappresentati i ‘contorni’ della città in confusa, caotica espansione. Quella campagna di ‘margine’, oltre ad essere ancora bella, era viva e produttiva in quanto utilizzata da contadini o da pastori. Ora ci si domanda quale possa mai essere la nuova identità del territorio intorno a Roma e il suo destino.
Sullo sfondo della foto si staglia un filare compatto, continuo, di palazzi che rappresentano la moderna “città generica” romana, espressione dell’architettura del “tanto al metro quadro”, per ricordare un libro di Giancotti, ironico e pungente, rivolto alla stessa società che nell’operare le sue scelte prive di prospettiva è, in buona parte, causa (unitamente ad amministratori, costruttori e architetti) di questo fallimento urbano.
Al centro della foto, in fine, si staglia il progetto della piscina, che sembra stare lì a rappresentare una forma di resistenza dell’architettura, delle idee, della fantasia misto a un tentativo di fare argine alla minacciosa massa edilizia retrostante.
Il Centro sportivo alla Romanina, se messo in rapporto al contesto circostante, può essere considerato, altresì, un manifesto contro la disimpegnata e apatica realtà costruttiva nella quale la giovane generazione di progettisti italiani tenta di penetrare per lasciare un proprio segno, spesso con risultati sorprendenti.
Dopo tale premessa, bisogna aggiungere che il progetto prevede, nel suo sviluppo futuro, la trasformazione del terreno (di cui si è detto), in cui è inserito il Centro sportivo, in parco pubblico dotato di attrezzature per lo sport e il tempo libero.
Questo importante punto d’approdo del contesto nel suo processo di modificazione, sarà l’elemento determinante nella definizione dell’idea progettuale.
La sua impostazione, dunque, prenderà lo spunto dall’idea di scambio con l’immediato intorno esterno per definire la sua immagine.
«Il manufatto è stato concepito con l’obiettivo di relazionarsi con la natura del contesto in cui si inserisce configurandosi come un segno in grado di marcare il territorio nell’atto di confrontarsi con il paesaggio segnato, in questo tratto di periferia, da una forte presenza vegetazionale» (1).
Per cui, la figura architettonica punterà a trasmettere il senso della permeabilità visiva tradotta attraverso la concezione, a un tempo formale e tecnologica, di un impianto basato sulla installazione di dieci ampi portali in legno lamellare che rappresentano nel loro insieme il nucleo centrale dell’idea progettuale, attorno al quale gli altri elementi dell’organismo troveranno la loro equilibrata collocazione.


Tali portali che costituiscono, dunque, la presenza formale e strutturale attorno a cui si sviluppa il progetto, sono verniciati di bianco per ridurre la loro incidenza semantica; e questo, per evitare di creare interferenze o gerarchie di ruolo tra le componenti dell’unità architettonica.
«La struttura di sostegno di questo corpo è costituita da portali di legno lamellare opportunamente trattati per assumere una coloritura bianca al fine di raggiungere l’immagine di neutralità dello spazio che il progetto si propone» (2).
L’intento del progettista è, infatti, quello di realizzare un oggetto iconico, senza tuttavia mettere in atto un eccesso d’espressività: miesianamente togliendo, sottraendo elementi ritenuti incongrui, eccedenti, inopportuni e giocando sul senso e il valore comunicativo dell’equilibrio come valore assoluto dell’insieme.
«Il disegno minimale degli spazi e la configurazione elementare dei volumi, ha imposto, sotto il profilo formale, la necessità di curare particolarmente la qualità architettonica di materiali e tecnologie caricando la forza espressiva dei dettagli» (3).  
Sotto il profilo morfologico, l’edificio è frutto dell’intersezione di due corpi dalle geometrie essenziali.
Il primo è un volume destinato ad accogliere al suo interno l’invaso della piscina ed è rivestito con pannelli colorati, trasparenti e translucidi, di differenti tonalità di verde, al fine di «[...] instaurare un dialogo, sotto il profilo percettivo, tra lo spazio interno e la campagna circostante e permettendo, altresì, che dall’esterno si possa operare una rilettura degli spazi interni» (4).
Il secondo, che si configura come un estruso, ospita attività di supporto a quella sportiva.  Realizzato in cemento armato a facciavista, è trattato anch’esso con una vernice trasparente di colore bianco.



Note
Il Progetto è stato selezionato per il Premio RomArchitettura edizione 2010, bandito da IN/ARCH, ACER e ANCE come una tra le cinque migliori opere di architettura realizzate a Roma negli ultimi cinque anni
(1) Dalla relazione di progetto.
(2) Ibidem.
(3) Ibidem.
(4) Ibidem.

Centro sportivo in località Romanina, Roma
Progettisti Blow Up Architecture - Tommaso Avellino
Noos Architetti - Alfonso Giancotti
Collaboratori Manlio Amadio, Enrico Casadonte, Laura Di Pasquale, Sebastiano Giannuzzi
Progetto 2005-2008
Realizzazione 2008-2010
Committente Consorzio “Romanina” – I.S.V.E.UR. S.p.A.
Impresa esecutrice Italiana Costruzioni S.p.A.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2010-12-08 n. 39 Dicembre 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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