L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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DELISABATINI Architetti. Progetto per la riqualificazione del lungofiume di Maribor

Federico De Matteis

mariborMaribor, piccolo centro della Slovenia alla ricerca della sua riconoscibile identità culturale, soprattutto attraverso il suo ruolo di Capitale Europea della Cultura 2010, propone a fine 2009 un concorso di idee per la riqualificazione della parte centrale del suo lungofiume, in corrispondenza del suo centro storico, tra i quartieri di Lent, Tabor e Studenci, già fra loro collegati da un ponte carrabile, ma nettamente separati sotto il profilo della percorrenza pedonale. Il fiume Drava, preziosa risorsa urbana e paesaggistica, deve essere valorizzato, reso parte integrante della vita che si svolge fra le strade del centro storico.


Oggi che la portata dei corsi d’acqua può essere gestita con sistemi di dighe e chiuse dislocate sul territorio, non è più necessario che i fiumi vengano imbrigliati anche nei loro tratti urbani: possono così fondersi con la città, diventando, quasi per loro natura, un sistema di parco lineare capace di liberare, in un’area precedentemente considerata degradata, una notevole estensione di spazio urbano di qualità.
Non è questa un’operazione nuova: molte città, grandi e piccole, in Italia ma soprattutto nel panorama internazionale, hanno puntato alla riqualificazione dei waterfront quale occasione per recuperare lo spazio perduto, il verde dentro la città, un luogo da dedicare al tempo libero, allo svolgimento di eventi a scala urbano o, più semplicemente, alla meditazione sulla riva dell’acqua. In questi casi, come anche a Maribor, l’occasione della riqualificazione del riverfront diventa pertanto un ambito liminare tra il progetto urbano e l’architettura del paesaggio, configurandosi pertanto come operazione liminare e complessa, a cavallo tra più discipline.
L’intervento progettato da DELISABATINI architetti, che del concorso vince il primo premio, risolve la complessa situazione urbana dei due lungofiume di Maribor con pochi, abili segni. Sul lato sinistro del fiume, in prossimità del quartiere di Lent, a congiungerli anzi passando al di sotto del ponte carrabile, un lungo deck a scala urbana in legno, elemento dalla geometria lineare e altrettanto essenziale nell’impianto architettonico, intervento almeno teoricamente reversibile. Il pontile si estende lungo tutto il tracciato dell’antica città antica: continuo in corrispondenza delle mura, più fratto e sensibile laddove l’edificato minuto ne richiede una più sensibile articolazione. L’asciutta qualità di quest’oggetto viene poi declinata da alcuni moderati movimenti che corrugano la piastra, consentendole di cucirsi delicatamente intorno alle preesistenze, lambire il pelo dell’acqua dove occorre collegare la piazza di Lent al fiume. Non pare mal riposta la similitudine tra questa forma architettonica e quella dei grandi ghat sui fiumi e laghi indiani, semplici pontili a scalinata che prima ancora di ospitare la ritualità religiose nascono come naturali punti di contatto fra terra e acqua.
Nel suo percorso mistilineo, il grande pontile si modella, piega, condensa, stilando una teoria di piccoli spazi urbani, scanditi prospetticamente da alcuni, minimi, elementi di arredo. Su un lato e sull’altro del ponte, a complemento di entrambi i quartieri storici, il pontile attrezzato si articola poi attraverso alcuni volumi che guadagnano la dimensione verticale, forme primarie quasi pre-architettoniche, semplicemente ancorate al deck che ne diventa sostegno: un faro, un recinto, una vasca, un osservatorio sull’acqua. Pochi, semplici oggetti, non di legno ma di cemento a vista, che non intendono rubare la scena: tutt’altro, evidente è la volontà che il lungo pontile ha di solo connettere cose distanti fra loro, donandogli un comune sostrato, una via per raggiungerle agevolmente, senza nemmeno farci caso. Quando la vita delle persone prenderà il sopravvento sulle forme, queste recederanno discretamente sul fondo, facendosi estensione dello spazio urbano.
In mezzo scorre il fiume: la complessa sezione urbana, idealmente continua tra la riva destra e quella sinistra, è collegata da un ponte pedonale, il cui terminale si innesta nella piazza di Tabor, destinata ad accogliere sculture. Il semplice oggetto, quel quasi nulla che si adegua, plasmandosi sulle forme della città e del fiume, mette in piedi quanto basta per far muovere e interagire fra loro le persone, ospitandone la presenza, dando spazio per lo svolgimento di eventi. Usando soltanto pochi segni, il resto del campo semantico può essere occupato da altro: dalle folle che debordianamente occuperanno questo luogo, o da presenze metafisiche quali le teste di Brancusi o Mitoraj che i progettisti collocano nelle loro prefigurazioni architettoniche. Spazi liberi, essenziali, destinati un giorno ad essere riempiti di forme e movimento.
Sul lato di Studenci, il terreno dell’argine mantiene una condizione naturale, declinando dolcemente per coprire un dislivello ben più accentuato rispetto a quello sul fronte del centro storico.  Su questo pendio trovano spazio semplici percorsi pedonali ed elementari movimenti di terra che danno luogo a discreti punti di osservazione, rivolti verso il lato del pontile: se da un lato del fiume gli architetti progettano il teatro per la vita umana, sulla sponda opposta costituiscono piccole torri da cui chi preferisce ritirarsi da questa ne potrà, leopardianamente, osservare da lontano lo svolgimento.
Un progetto, dunque, fatto di poco: minime forme ben congegnate, pochi segni indispensabili, in una grande parsimonia architettonica, che ha valso, nel giudizio del concorso, la vittoria al gruppo di architetti romano.

Progetto per la riqualificazione del lungofiume di Maribor
Progettisti DELISABATINI Architetti. Francesco Deli e Francesco Sabatini, con Aurelia D´Andria, Alessandro Console, Gina Oliva, Francesco Belvedere
Anno 2010

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE MATTEIS Federico 2010-11-16 n. 38 Novembre 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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