L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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PDF

architetture_cipollaDue progetti di Sauerbruch / Hutton

Michele Costanzo

sauerbruch_uba_09I due progetti di Sauerbruch / Hutton Architects qui presentati, l'Agenzia Federale per l'Ambiente e gli Uffici Maciachini sono tra loro relativamente distanti nello spazio e nel tempo: il primo si trova, infatti, a Dessau il secondo a Milano, ed intercorrono cinque anni dalla loro rispettiva realizzazione. Tale distinzione che potrebbe essere in sé insignificante torna utile, in questo caso, per mettere in rilievo due aspetti che contraddistinguono il fare progettuale dello studio tedesco: la continuità nell’approfondimento tecnologico-costruttivo unitamente nell’affinamento espressivo del linguaggio progettuale, e l’attenzione alla specificità ambientale/culturale di ciascun contesto in cui lo studio opera, ritrovando in questa sensibilità ai luoghi la giusta compensazione ad una impostazione organizzativa tutta rivolta ad una realtà produttiva/costruttiva ormai globalizzata.

Nei diversi progetti è da notare, inoltre, che Sauerbruch Hutton, fa ampio uso del colore per il rivestimento delle superfici esterne, nonché di linee curve impiegate, in numerosi casi, nella definizione formale dell’oggetto architettonico, avendo come fine quello di renderlo avvolgente, accattivante, come nel caso dell'Agenzia Federale per l'Ambiente; in altre situazioni, che rispondono sempre a condizioni specifiche del sito, la costruzione ha un profilo geometrico, rigidamente sagomato, composto da superfici piane, come nel caso degli Uffici Maciachini.

La sede dell'Agenzia Federale per l'Ambiente di Dessau (1998-2005) è un edificio per uffici dalla forma sinuosa e ben modellata che come un lungo nastro (di 460 metri) dinamicamente si snoda chiudendosi in se stesso e dando luogo ad un ampio vuoto centrale, una sorta di corte o un “foro” in quanto ha la funzione di luogo pubblico, coperto da una struttura a griglia che sfrutta l’irraggiamento solare.
Tale struttura, oltre all’aspetto iconico tiene conto delle più sofisticate strategie tecnologiche, impiegando fonti energetiche rinnovabili.
La lunga facciata esterna è composta da un’alternanza di fasce continue orizzontali poste all’altezza del parapetto, costituite da pannelli prefabbricati rivestiti di larice, e da una serie di finestre arretrate rispetto alla superficie del corpo di fabbrica per far posto alle lamelle del dispositivo d’aerazione  realizzate in acciaio e verniciate utilizzando una gamma di 33 colori.

Questo principio d’integrazione tra ricerca tecnica e formale interessa, sia le ampie superfici vetrate esterne, che quelle rivolte verso il vuoto interno.
L’edificio sorge su un terreno contaminato di un ex insediamento industriale, trattato prima d’essere ri-urbanizzato. Il resto dell’area è utilizzata come parco pubblico.
Nel sito, si trova l’ex stazione Wörlitzer parzialmente recuperata per ospitare alcuni dei servizi aggiuntivi, quali: un auditorium, una biblioteca pubblica, uno ambiente espositivo, un centro d’informazione e una caffetteria.
Sono presenti, inoltre, sotto forma di ruderi, altre costruzioni del trascorso industriale, variamente dislocate nel lotto, che conferiscono all’insieme un aspetto che è stato definito (seppure impropriamente) “pittoresco”, con un chiaro riferimento a quell’estetica del pittoresco che nasce in Inghilterra all’inizio del XVIII secolo.
L’area, ha anche un rapporto di vicinanza con alcuni complessi abitativi, in particolare con uno del XIX secolo ad est, e a sud con un insieme disomogeneo di condomini e di edifici commerciali del XX secolo.
L’imponente dimensione dell’intervento e il disegno curvilineo delle superfici, reso vieppiù vivace per l’impiego del colore conferiscono, all’eterogeneo e disgregato intorno, un carattere di omogeneità. E questo, a seguito della sua capacità magnetica di polarizzare su di sé l’attenzione del pubblico.



Gli uffici Maciachini a Milano (2006-2010) è un insediamento destinato ad uffici (e parzialmente ad attività commerciale e residenza), attualmente in via di ultimazione. Sorge nell’area dello storico complesso Carlo Erba, un’importante industria per la produzione di farmaci, nata alla fine dell’Ottocento; il complesso verrà dismesso nel 1998.
L’area metropolitana milanese, bisogna osservare, ha numerosi vuoti urbani che hanno la stessa origine e che, in qualche modo, scandiscono la storia industriale della città lombarda. In particolare, l’edilizia ottocentesca che contraddistingue con il suo carattere sobrio e vitale il settore nord di piazzale Maciachini, storicamente occupato dalla Carlo Erba, ha indirizzato buona parte del percorso ideativo di Sauerbruch / Hutton Architects.
La proposta progettuale si basa su tre edifici tra loro paralleli ed ortogonali rispetto a via Bracco. Due di questi sono congiunti tra loro mediante un piccolo volume destinato all’ingresso e ai collegamenti verticali che , in questo modo, va a comporre una figura architettonica a forma di  “H”. Il terzo edificio è posizionato lungo via Imbonati. Lo spazio che separa tale immobile da quello ad “H” è costituito da un ampio passaggio pubblico, reso vivace per la presenza di negozi e caffè, che porta verso un’area verde.

Le tre costruzioni hanno un’altezza di cinque piani per rispettare il carattere del tessuto storico circostante. Tuttavia, all’incrocio tra via Imbonati e via Bracco e tra via Monte S. Genesio e via Imbonati esse presentano una maggiore altezza, quasi annunciando il futuro sviluppo a sud e a nord.
Le tre costruzioni sorgono su una platea sollevata dal livello stradale di 1, 50 metri, sotto il quale si trovano un parcheggio, dei locali tecnici ed un magazzino.
Le facciate degli edifici sono realizzate con un doppio strato di vetri, montati su profili d’alluminio, dall’intercapedine ventilata. E questo, sulla base della strategia ambientale su cui sono impostati gli edifici, che punta a ridurre il consumo energetico di oltre metà rispetto ad un normale fabbricato.
Le fronti esterne sono realizzate con vetri serigrafati in trenta colorazioni diversi e brise soleil apribili elettronicamente, per rompere l’incidenza diretta dei raggi solari e, allo stesso tempo, per conferire ad esse una forte caratterizzazione formale. In questo progetto, funzione e immagine  architettonica trovano la loro sintesi proprio nel linguaggio che realizza una convergenza tra le ragioni proprie della figura architettonica e la qualità fisica/spaziale dell’oggetto.

Agenzia Federale per l'Ambiente a Dessau
Programma funzionale Edificio per uffici con auditorium, biblioteca e ristorante
Concorso 1998
Inizio costruzione 2001
Completamento 2005
Superficie 39.800 mq
Costo 62.3 M €
Committente Agenzia Federale Tedesca per l'Ambiente
Progettisti Sauerbruch Hutton, Berlino
Matthias Sauerbruch, Louisa Hutton, Juan Lucas Young, Jens Ludloff
Andrew Kiel (project architect), Nicole Berganski, Denise Dih, Andrea Frensch, Matthias Fuchs, Frauke Gerstenberg, Andreas Herschel, Rasmus Joergensen, Agnieszka Kociemska, Mareike Lamm, Jan Laeufer, Jan Liesegang, René Lotz, Ian McMillan, Julia Neubauer, Konrad Opitz, Olaf Pfeifer, Jakob Schemel, David Wegener, Nicole Winge
Gestione del cantiere Harms & Partner, Hannover
Ingegneria ambientale Zibell Willner & Partner, Colonia/Berlino
Strutture Krebs & Kiefer, Berlino
Paesaggio ST raum a, Berlino

Si ringrazia lo studio Sauerbruch / Hutton Architects, per aver concesso la pubblicazione degli elaborati progettuali.
Si ringrazia Annette Kisling per la foto della corte interna.


Uffici Maciachini, Milano
Concorso 2005
Costruzione 2008-2010
Superficie 32.000 mq
Committente Via Imbonati S.r.l.
Progettisti Sauerbruch Hutton, Berlino
Matthias Sauerbruch, Louisa Hutton, Juan Lucas Young
Bettina Magistretti (Project Architect), Christian Toechterle-Knuth, Peter Apel, Jörg Albeke, Florence Girod, Vera Hartmann, Stephanie Heese, Yusuke Koshima, Seamus Kowarzik, Ken Koch, Lina Lahiri, Andrea Ludwig, Karolin Möllmann, Tobias Vogel
Project management Europa Risorse S.r.l., Milano
Supervisione cantiere C & M Consultancy & Management, Treviglio; Planning S.r.l., Bologna
Strutture S.C.E. Project S.r.l., Milano
Ingegneria ambientale Tomaselli Engineering, Fontanafredda
Ingegneria elettrica Studio Tecnico Giorgio Destefani, Monza
Prevenzione incendi CITI, Cremnago d’Inverigo
Si ringrazia lo studio Sauerbruch / Hutton, per aver concesso la pubblicazione degli elaborati progettuali.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2010-11-02 n. 38 Novembre 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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