L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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architetture_cipollaBenno Albrecht

Tracce di sostenibilità urbana: un parcheggio di biciclette antistante la stazione di Brescia

Alfonso Giancotti

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L’intervento che presentiamo rientra all’interno di un programma avviato dalla città di Brescia con l’obiettivo di favorire il più possibile ogni forma di mobilità sostenibile. Entrato a regime nella primavera del 2008, sulla base di una domanda di co-finanziamento posta al Ministero dell’Ambiente, questo programma prevede la realizzazione di una serie di nodi scambio auto-bici e bici-treno all’interno del comune della città lombarda.
Il più significativo tra questi nodi, realizzato su progetto di Benno Albrecht, interessa il ridisegno di un parcheggio esistente, antistante la stazione ferroviaria di Brescia, al fine di incrementarne l’originaria capienza di 280 biciclette.


L’opera si propone in primo luogo l’obiettivo di recuperare l’invaso esistente: un vuoto di forma rettangolare coperto da una pensilina in acciaio.
Le scelte operate dal progettista muovono nella direzione di articolare lo spazio sottostante la pensilina su due livelli, lungo la superficie dei quali trovano complessivamente posto 660 bici (grazie anche all’utilizzo di un sistema di meccanizzazione per l’ottimizzazione del numero dei parcheggi), un info-point, il personale di sorveglianza e un piccolo magazzino per riparazioni urgenti.
Elemento centrale del progetto è la soluzione di chiusura/schermatura di questo spazio rispetto a quello urbano circostante. Una soluzione che nasce dal confronto tra due istanze: la necessità di porre in sicurezza il parcheggio e la volontà di non conferire al sistema di chiusura la ‘facies’ di un vero e proprio recinto.
L’esito di questo rapporto spinge la ricerca dell’architetto verso un’operazione progettuale di contaminazione tra l’elemento naturale e quello artificiale: una sorta di azione di ‘naturalizzazione del vuoto’.
La struttura portante in acciaio del nuovo piano orizzontale intermedio e quella esistente della pensilina, ancora in acciaio, rappresentano allora gli ancoraggi per un reticolo spaziale di supporto alla vegetazione, composto da barre di tondino liscio in ferro zincato del diametro di 10 mm.
L’idea di parete e quella di vegetazione, nell’atto di fondersi, perdono la loro tradizionale consistenza fisica, rispettivamente bidimensionale e tridimensionale.
Il nuovo limite fisico dell’invaso del parcheggio, nel concedere una forte permeabilità percettiva, sottolinea la propria consistenza tridimensionale e fisica attraverso una significativa articolazione morfologica, la cui forte espressività è garantita dalla selezione di diverse essenze rampicanti, in grado di garantire un impatto visivo differente per forma e colore nel corso delle stagioni.
Una serie di rampe permettono il raccordo tra la quota della città e quella del nuovo livello intermedio favorendone l’uso.
Il lavoro di Albrecht lo qualifica come una figura assolutamente atipica nel panorama italiano: da molti anni sensibile alle tematiche legate alla sostenibilità, in particolare a quella su scala urbana è membro della Commissione scientifica per il Global Award For Sustainable Architecture, il più prestigioso riconoscimento internazionale all’interno di questo specifico ambito di ricerca.
Allievo e collaboratore di Leonardo Benevolo prima, co-autore con lo stesso Benevolo di diversi testi e progetti poi, Albrecht, docente di Progettazione presso lo IUAV, dove ricopre il ruolo di coordinatore della laurea magistrale di Architettura per la sostenibilità, possiede un pregio assolutamente non comune.
Il pregio di imperniare saldamente il proprio lavoro, aiutato sicuramente da una dimensione professionale che ha scelto deliberatamente di assumere, sul fecondo rapporto che insiste tra pratica professionale e ricerca, all’interno di un percorso nel quale l’una alimenta l’altra e viceversa.
Un segnale, se mai ce ne fosse bisogno, per rafforzare il principio secondo il quale pratica professionale e ricerca rappresentano, per il mestiere dell’architetto, fattori assolutamente inscindibili, così come pratica, didattica e ricerca lo sono per ogni docente deputato a formare nelle scuole i futuri architetti.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2010-07-19 n. 34 Luglio 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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