L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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recensioni_verzaEsami in piazza!

Claudia Bernardini

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Sono le ore 9:00 del 13 luglio a piazza Navona, quando comincia a sentirsi la presenza di un popolo insolito, tra lo stupore e la curiosità di passanti e turisti. Studenti, professori e collaboratori allestiscono lo scenario che li vedrà impegnati nelle prossime ore: oggi esami in piazza.
Una fune, tesa tra due lampioni, taglia trasversalmente uno dei luoghi urbani tra i più famosi e celebrati. Ad essa sono appese le tavole del Laboratorio di Progettazione Architettonica di alcuni degli studenti al secondo anno, della Facoltà di Architettura Valle Giulia.
Ecco che la protesta prende forma, attraverso la forza e la suggestione dell’immagine dei disegni sospesi al vento, così come è sospesa la situazione delle università italiane.

Si protesta contro i tagli agli atenei statali e alla ricerca, contro un DDL che condanna alla povertà intellettuale la pubblica università, sottraendole i finanziamenti statali e destinando gli Enti di ricerca ad una lenta scomparsa. Nonostante le proteste di piazza e la reale minaccia da parte dei ricercatori di bloccare le lezioni per il prossimo anno, il popolo accademico non sembra ascoltato dalla Pubblica Amministrazione, quasi non esistesse.  
Quale modo migliore, allora, di una manifestazione collettiva per dare prova del lavoro reale, che si svolge quotidianamente oltre i muri delle sedi universitarie, se non attraverso degli esami di piazza?
Come una performance, per qualche ora i plastici e gli elaborati progettuali sono stati esposti all’attenzione, prima ancora che della commissione esaminatrice, di tutti coloro che passando hanno voluto prenderne parte. In più occasioni, infatti, i passanti hanno mostrato interesse, fotografando e facendo domande, sia riguardo ai contenuti degli elaborati sia rispetto al motivo della straordinaria presenza in quella sede, trovando risposta nelle spiegazioni fornite loro dai ragazzi, autori dei progetti stessi.
Gli studenti hanno sostenuto gli esami regolarmente: come fossero stati in aula, hanno discusso i loro progetti alla presenza di una commissione completa e arricchita da alcuni docenti, membri ospiti per l’occasione. Al termine della mattinata, dunque, gli esami sono stati normalmente verbalizzati.
L’intraprendenza dei professori ha trovato riscontro nell’entusiasmo degli studenti, per i quali la prova più ardua è stata forse quella di resistere alle elevate temperature capitoline.
Essendo stati affrontati, in questa sede, esami di corsi diversi, la protesta è divenuta inoltre un’esperienza diversa dalla  norma, generando un significativo momento di confronto e di crescita, sia per i ragazzi sia per i docenti, i quali hanno potuto testare la reciproca preparazione e metodologia.
Questo tipo di manifestazione si pone in continuità con iniziative dello stesso genere, intraprese anche da altre facoltà: gli esami sostenuti in piazza e nei giardini della città universitaria, di giorno e di notte, non sono il sintomo di un improvviso, generalizzato e dilagante protagonismo, ma la necessità di un immediato cambio di rotta.
Alle ore 13:00, terminati gli esami, la zona “occupata” della piazza è stata restituita alla città, così com’era qualche ora prima.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
BERNARDINI Claudia 2010-07-15 n. 34 Luglio 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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