L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Jakob+MacFarlane. Docks en Seine, Paris

Michele Costanzo

Docks en Seine, l’edificio realizzato da Jakob+MacFarlane (2005-2008), è il nome con cui l’Institut Francais de la Mode è maggiormente conosciuto.
Il progetto consiste nel recupero e nella trasformazione di una struttura di servizio del porto di Parigi: un magazzino merci in cemento armato realizzato nel 1907, scandito in quattro blocchi organizzati su tre piani. Di forma allungata, disposto lungo la riva sinistra della Senna, veniva rifornito attraverso delle chiatte che attraccavano ai Magasins Généreaux di Austerlitz, nel 13° Arrondissement, per poi trasferire ulteriormente le merci tramite carri o treno.
Con l’intento di rivitalizzare, dal punto di vista economico e sociale, il 13° Arrondissement, nel 2005 sarà bandito dal Comune di Parigi un concorso di idee per la trasformazione e il riutilizzo del luogo. Jakob+MacFarlane risulteranno vincitori con la proposta di utilizzare la struttura come base del progetto.
L’opera è definita Plug-Over. L’idea è quella di creare una sorta di nuova pelle che riveste la costruzione preesistente dando ad essa un diverso carattere formale/spaziale ed anche un diverso significato.
Tale nuova pelle, di colore verde, punta ad entrare in consonanza con il fluire dell’acqua del fiume e con quello delle passeggiate lungo le sue sponde. “L’idea è stata quella di creare un edificio”, osserva Brendan MacFarlane, “che si mescola bene con il fiume. Questa nuova facciata rispecchia il traffico della Senna e della gente che si muove tramite le barche”.
L’involucro è creato dal concorso di un insieme di materiali: vetro, acciaio, legno ed erba. Il Plug-Over non solo è un modo per sfruttare al massimo l’edificio, ma permette anche agli utenti di percorrerlo dal livello più basso a fianco della Senna al ponte-tetto e poi indietro, una sorta di percorso continuo (come un loop) che consente alla costruzione di diventare parte della realtà urbana.
La costruzione ospita numerose attività che vanno dal design alla moda, dagli spazi per esposizioni all’Istituto Francese della Moda (IFM), alle librerie, al caffè e al ristorante.
L’aspetto che particolarmente attrae l’attenzione del progetto è il sistema strutturale a sostegno di questa pelle che è il risultato di una deformazione in senso concettuale della maglia struttuale in cui consiste l’edificio-banchina portuale.
Il progetto è la diretta espressione della linea di ricerca dello studio Jakob+MacFarlane, tesa ad esplorare le tecnologie digitali come contributo concettuale e come mezzo di produzione, al fine di creare ambienti più flessibili, più responsabili e più vicini all’utente utilizzando nuovi materiali.
Tale approccio progettuale si traduce in questo caso in un modello desunto da germinazioni arborescenti, utilizzato per creare un differente sistema rispetto a quello preesistente. Il nuovo edificio è, dunque, il risultato della crescita di nuovi rami, come potrebbe avvenite in un albero.
Facendo riferimento ad un loro scritto teorico, che accompagna il video presentato alla Biennale di Architettura di Venezia del 2008, il processo generativo della forma è determinato da un meccanismo di modellazione regolato «[...] mediante algoritmi computazionali ricorsivi che attingono a fonti di dati contrastanti. [...] Le funzioni ricorsive richiamano se stesse e si incrementano sulla base di se stesse, eseguendo ripetutamente il medesimo codice e sviluppando una struttura ramificata allorché messe in uso mediante un modelling software» (1).
La pratica dell’addizione o dell’innesto di un corpo in un altro corpo in architettura rientra, com’è noto, nella tradizione. Tuttavia, tale genere d’intervento nel presente ha assunto un’accelerazione, dovuta a nuove norme edilizie in campo nazionale ed europeo, che tendono ad indirizzare la produzione verso la trasformazione dell’esistente in maniera diffusa spesso con l’intento di trasformare le architetture in landmarks, anche se elaborati con estrema abilità.
C’è da considerare, rispetto a ciò che rappresenta l’Institut Francais de la Mode di Jakob+MacFarlane - dal punto di vista del suo contributo nell’ambito della ricerca formale - che quanto sta avvenendo nell’evoluzione del ruolo del digitale in campo architettonico ha condotto nel tempo (a partire dalle prime sperimentazioni degli anni Novanta) ad una fase in cui la ricerca espressiva è arrivata in maniera progressiva a determinare una svolta radicale della stessa pratica della progettazione. Per cui, la rapida evoluzione e diffusione di nuovi strumenti digitali, che permettono il controllo e la simulazione di aspetti costruttivi, strutturali, economici e ambientali della progettazione rappresentano di fatto il punto nodale del cambiamento della struttura della professione architettonica.

Note
(1) Dal catalogo Experimental Architecture della 11. Mostra Internazionale di Architettura, Venezia, p. 116.

Le foto 9-10-11-12-13 sono di Nicolas Borel

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2010-07-12 n. 34 Luglio 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack