L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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GAP Architetti Associati

1993-2008

Edilstampa, Roma 2010

Alfonso Giancotti

gap_copertina.jpgNell’ormai lontano 1995, Marcello Fabbri, l’allora direttore di Controspazio, mi chiese di comporre una rassegna di lavori giovani architetti italiani. Tra i progetti selezionati c’era quello per una casa bifamiliare a Bari alto di Federico Bilò e Francesco Orofino.
L’accezione e la definizione di giovane in architettura è operazione complessa e pericolosa. Allora avevo deciso di porre come limite quello dei trent’anni.
Oggi Federico e Francesco, insieme ad Alessandro Ciarpella e Claudia del Colle compongono lo studio GAP e quegli stessi disegni aprono la raccolta dei progetti e delle opere elaborati e realizzati dal 1993 al 2008 dello studio pubblicata per i tipi di Edilstampa.
Premetto tutto questo per sottolineare, in primo luogo, il senso di questa monografia.
Una pubblicazione che vuole rappresentare l’esito, o meglio ancora, un temporaneo atto di verifica di un percorso di lavoro e di ricerca, sufficientemente rappresentativo, dedicato con energia e passione alla risoluzione di quesiti quotidiani, quei quesiti che gli architetti dello studio pongono per iscritto in apertura del volume, quasi costituissero una sorta di antefatto, materiali del progetto, come li definiscono loro stessi.
Antefatto e non manifesto, credo, perché il pregio del lavoro dello studio GAP è di presentarsi come il lavoro di un gruppo di architetti per i quali ogni progetto può avere un senso, ogni progetto si presenta semplicemente per quello che è, un atto di responsabilità che merita attenzione e impegno, a prescindere dalla sua consistenza dimensionale ed economica.
E ogni progetto, realizzato o meno, si presenta nella sua sorprendente diversità di scelte tipologiche, lessicali, materiche perché diversa è la realtà cui esso si riferisce e si offre. Ristrutturazioni di immobili, esperienze concorsuali, architetture temporanee, installazioni, edifici sperimentali, opere pubbliche rappresentano gli elementi che compongono la costruzione di un pensiero che muta in rapporto all’opportunità di organizzazione e formalizzazione dello spazio che agli architetti viene concessa. Perché l’architettura è prima di ogni cosa un servizio per l’utente e all’utente per primo dovrebbe risultare accessibile.
Realismo radicale lo chiama Valerio Palmieri nel suggestivo scritto che chiude il volume.
Lo studio GAP appartiene a quel tipo di studi in rapporto ai quali non posso nascondere la mia personale affinità pur a fronte di esiti conclusivi assai differenti – elemento che di fatto ne rafforza la stima – che con rinnovato e incommensurabile sforzo resiste alle lusinghe delle mode e delle sirene della post-produzione generata dai sistemi mediatici.
Lo studio GAP, e questa monografia lo testimonia, è uno di quegli studi dove ci si riunisce intorno a un tavolo per decidere quale sarà lo spirito e il significato del progetto che sta per cominciare, dove se si vuole scegliere un materiale si va a studiare fisicamente un’opera dove quel materiale è stato realmente applicato, per comprendere le potenzialità e quindi adoperarlo in maniera assolutamente autonoma.
Lo studio GAP è uno di quegli studi dove puoi trovare un campione di un rivestimento lapideo poggiato sopra una vecchia copia, ormai consumata, di The Image of the City di Kevin Lynch.
Per chi ha scelto il mestiere dell’architetto tutto questo dovrebbe essere prassi.
Non bisogna andare molto lontano per capire che non è così. Tanto vale, quando questo accade - e il libro lo testimonia - tenerlo di conto.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2010-05-14 n. 32 Maggio 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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