L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Ponte pedonale a La Roche-sur-Yon

Bernard Tschumi e Hugh Dutton

Michele Costanzo

Il 6 febbraio di quest’anno è stato inaugurato in Francia un ponte pedonale che scavalca la nuova linea dell’alta velocità (TGV) presso la stazione di La Roche-sur-Yon (2008-2010): un comune di 50.000 abitanti, capoluogo del dipartimento della Vandea nella regione della Loira. Il progetto è di Bernard Tschumi Architects (BTA) e Hugh Dutton Associates (HDA); un team, quest’ultimo, composto da architetti e ingegneri strutturali che offre servizi specializzati di progettazione tecnica e architettonica.
I due studi BTA e HDA avevano già collaborato in precedenti progetti, quali: il Lerner Hall Student Center, Columbia University a New York (1994-1999), il Public Transport Interface a Losanna (1994-2001), la Concert Hall a Rouen (1998-2001), il New Acropolis Museum ad Atene (2003-2009). E questo, perché uno degli aspetti che contraddistingue la linea progettuale di Tschumi,  l’altra faccia della medaglia della sua ricerca teorica, è proprio l’attenta analisi del processo di definizione formale della figura architettonica, considerata nella sua essenza fisica, attraverso il filtro teorico/pratico dell’indagine tecnologica.
Anche in questo caso, dunque, lo sviluppo del tema progettuale farà emergere l’esigenza di una sua forte caratterizzazione, a un tempo, figurativa e tecnico-costruttiva; cosa che porterà ancora una volta i due studi, BTA e HDA, a collaborare insieme.
L’idea progettuale sarà quella di portare avanti l’integrazione tra un originale sistema strutturale ed un concetto architettonico che nel tradursi in segno iconico punta ad assumere un ruolo rappresentativo rispetto ad un vasto ambito territoriale.
Il duplice intento del progetto ha, quindi, come comune traguardo quello di rendere la struttura di servizio un landmark, un segno identitario della nuova realtà urbana che si sta configurando nell’area circostante la stazione, attraverso un segno contemporaneo marcatamente contraddistinto da un’avanzata ricerca tecnologica.
E questo, senza porre in secondo piano la ragione primaria della costruzione del sovrappasso pedonale che è quella di creare un diretto collegamento tra i nuovi quartieri e la città storica, fondata da Napoleone e denominata le Pentagone. La ferrovia, infatti, pur avendo un importante significato per la città, divide la parte storica dal quartiere moderno dove si trovano i più importanti servizi (supermercati, scuole, ospedali, stadio, etc.). Il progetto mira, dunque, a ristabilire un’interrelazione concreta e simbolica, a un tempo, tra le due parti della città.
Per raggiungere la quota della passerella sono state predisposte tre scale e tre ascensori (chiusi all’interno di un prisma di vetro strutturale di color fumé), posti agli estremi del percorso e in un suo punto non esattamente mediano, ma corrispondente ad una banchina nell’area centrale della stazione.
Il prolungamento della linea ferroviaria ad alta velocità (TGV) fino a La Roche-sur-Yon ed altri centri lungo la costa dell’oceano Atlantico, segna un momento importante non solo per l’ammodernamento della rete ferroviaria europea e francese, ma anche un’occasione per avviare miglioramenti degli spazi e delle attrezzature pubbliche.
La passerelle sostituisce una precedente struttura corrispondente ad un progetto standard delle ferrovie ed è ispirata all’opera di Gustave Eiffel. Essa è basata sull’impiego di due doppie di travi in ferro poste ai due lati dell’impalcato del ponte e collegate tra loro da montanti verticali e da un reticolo composto da fasce piatte, anch’esse in ferro, incrociate diagonalmente e imbullonate.
Sulla scia di questo precedente, anche l’opera di Tschumi e Dutton si rifà ad un’altra importante personalità di studioso di strutture spaziali, l’ingegnere Robert le Ricolais, nato proprio a La Roche-sur-Yon. Il quale, dopo aver lavorato in Francia, alla fine degli anni Cinquanta si trasferirà negli USA per insegnare all’Università della Pennsylvania.
Un filo ideale lega la ricerca di Eiffel a Le Ricolais ed è rappresentato dal modello automorfico che entrambi in varia forma e da diverse prospettive hanno analizzato nel corso dei loro studi; ma uno dei temi che maggiormente contrassegna la ricerca di Le Ricolais è il principio (caro anche a Buckminster Fuller) della continuità dello spazio-materia-energia.
Il progetto del ponte pedonale, nella sua equilibrata espressione di struttura leggera e rigida e nella sua ricerca di ottimizzazione tra esigenze strutturali e sensibilità architettonica, fa dunque diretto riferimento a Le Ricolais e ai suoi studi portati avanti nel periodo statunitense. Esso si basa sulla costruzione di un reticolo di tubi a tutta altezza che fornisce non solo un supporto per la sicurezza delle maglie, come richiesto dalle autorità ferroviarie, ma anche la massima inerzia strutturale.
Il tema formale dell’intervento è quello di un cilindro cavo, realizzato con travi a T e ad H, incrociate in senso diagonale. La dimensione della sezione dei diversi componenti strutturali variano in funzione del carico per ottimizzare la conformazione dell’insieme. Il modello di triangolazione della travatura segue il cambiamento di direzione delle forze del sistema e nel contempo lo rappresenta tramite una composizione armonica-geometrica.
Con questo, i progettisti hanno cercato di rappresentare un vettore pedonale finalizzato all’idea di movimento, simbolo contemporaneo delle relazioni urbane. Il colore rosso-arancio brillante è stato scelto per sottolineare il senso di tale impostazione concettuale. Come Tschumi afferma, “non vi è architettura senza movimento. Un ponte pedonale non è solo un oggetto statico, ma rappresenta un vettore dinamico sia nel suo utilizzo che nella percezione urbana”.
Il ponte esprime questa caratteristica dinamica, tanto attraverso il sistema strutturale, che tramite le finiture dei materiali. La superficie di policarbonato protegge gli utenti dagli agenti atmosferici.


Ponte pedonale a La Roche-sur-Yon
Architects
Bernard Tschumi and Hugh Dutton
Architectural Design
Bernard Tschumi Architects (BTA), joint representative, including general design and preliminary urban studies 
Architectural and Structural Design
Hugh Dutton Associates (HDA)
BTA Design Team (Schematic Design, Design Development)
Francoise Akinosho, Ben Edelberg, Kim Starr
Construction Documents/Site Supervision
Véronique Descharrières, Vincent Prunier, Rémy Cointet, Alice Dufourmontelle
HDA Design Team
Pierluigi Bucci, Pierre Chassagne, Francesco Cingolani, Maria Angela Corsi, Pietro Demontis, Gaëtan Kolher, Cathy Shortle, Romain Stieltjes, Carla Zaccheddu
Client
City of La Roche-sur-Yon
Project Team
SNCF-Engineering Department, Jean-Marie Garnier
Contractor
Renaudat Centre Constructions
Photography
Christian Richters

Le immagini sono state gentilmente concesse da Bernard Tschumi Architects

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2010-03-15 n. 30 Marzo 2010
 
Hortus

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hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

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