L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Mario Guido Cusmano

Le parole della città

Viaggio nel lessico urbano

Franco Angeli, Milano 2009

Eliana Sulpizi

cusmano.jpgParole chiave tipiche del lessico urbano, sostantivi ed aggettivi, ed anche termini che non vi appartengono propriamente, ma che, attratti dalla forza di gravità della città contemporanea, vengono nel tempo trascinati nella sua orbita. Sono queste le “parole della città” di Mario Guido Cusmano. Nella loro etimologia, nelle loro definizioni, come in un piccolo glossario, è il punto di partenza di questo testo che raccoglie pensieri e riflessioni sulla città di oggi.
Tale analisi si dipana dal termine “città” con la sua complessa e doppia interpretazione di urbs e civitas, spazio fisico e spazio sociale, forma e contenuto; sostantivo ampiamente indagato nel corso dei secoli e di cui esistono infinite definizioni, come infinite sono le sfaccettature della città nel suo continuo divenire.
All’autore non interessa in questa sede coniare una nuova definizione, bensì, basandosi su quelle esistenti, porre al lettore domande, provocazioni, spunti di riflessione sulla città contemporanea.
Così, nell’accostare al sostantivo “città” alcuni aggettivi quali “storica”, “bella/brutta”, “diffusa”, “esistente”, “grande/media/piccola”, Cusmano compone le sue riflessioni sullo stato in cui versa la città attuale, con le sue contraddizioni, problematiche e necessità.
Ha senso parlare oggi di città storica e città contemporanea?
Può forse esistere una città al di fuori della storia?
Ogni città ha una sua precisa identità, che le deriva dalle radici, dalla storia e da tutti quegli elementi che esistono, anche se non sono misurabili, e che fanno sì che ogni individuo possa riconoscersi in essa.
È sensato oggi parlare di città nuove senza radici né memoria?
Il termine “memoria” non appartiene al lessico urbano; ha una valenza prettamente sociale, ma come l’uomo non può vivere senza ricordi così la città non esiste senza la memoria della preesistenza. Quello su cui dobbiamo interrogarci non è tanto se ricordare o dimenticare, ma in che modo la memoria vada esercitata per diventare equilibrio perfetto tra presente e passato; e far sì che il progetto si inserisca in maniera lieve nel “pentagramma urbano” tra le note famose dei monumenti e quelle che l’autore definisce note seminascoste; tratti di una città ancora poco conosciuta, ma non per questo priva di qualità, con cui il progettista deve rapportarsi e che deve usare come “ingredienti per mantenersi nella giusta prudenza della non distruzione e con l’assiduo esercizio della creatività”.
La cultura della città contemporanea non sembra aver posto molta attenzione ai problemi della continuità, perseguendo piuttosto un distacco tra città e paesaggio-territorio, tra centralità consolidata e anonime periferie. Lo scambio tra le parti dovrebbe invece essere duplice. Le periferie non possono essere ridotte a mero prodotto indesiderato, invadente e pesante, della crescita urbana.
È necessario iniziare a guardare la città esistente con occhi nuovi e soprattutto con un atteggiamento endogeno al fine di coglierne non solo i mali, ma anche e soprattutto i desideri nascosti. L’esistente non deve essere realtà da cancellare, ma terreno fertile su cui sperimentare un piano che sia progetto, nella sua accezione di “gettare avanti” idee; e al tempo stesso sia strumento, nel senso di mezzo, tramite, in grado di rendere fattiva l’idea.
Cusmano punta ad un approccio progettuale specifico, da individuarsi caso per caso, e non sulla base di criteri prefissati ed universali. Paragona il territorio ad una funzione matematica che varia tra due limiti, uno superiore cui tendono quegli ambiti urbani ricchi di valori riconosciuti, e uno inferiore che comprende le parti di territorio maggiormente trasformate che hanno perso il loro carattere originario. Allora il progetto, di volta in volta, dovrà inserirsi all’interno di questo intervallo puntando ad un’attenta salvaguardia delle porzioni di territorio tendenti al limite superiore ed una vera e propria riprogettazione per quelle verso il limite inferiore.
Progettare nei vincoli diventa quindi il percorso da seguire; compito complesso ma latore al tempo stesso di qualità. “Perché una cosa è gettare avanti nel vuoto di tempo e di spazio della città nuova e un’altra – ben più impegnativa ma affascinante – è pro-gettare nella città sedimentata”.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
SULPIZI Eliana 2010-03-03 n. 30 Marzo 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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