L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il progetto tra memoria e invenzione

Tre architetture di Nieto y Sobejano

Fabio Quici

L’architettura spagnola è lungi dal tradire le aspettative che  aveva sollevato verso la fine degli anni Ottanta, con la nuova generazione di progettisti impegnata nel rinnovamento della Barcellona olimpica e nell’allestimento dell’Expo di Siviglia del 1992. Anzi, a quella generazione che vedeva gli astri nascenti di Enric Miralles e Carme Pinòs, Santiago Calatrava, Alberto Noguerol e Pilar Díez, Carlos Ferrater, Alberto Campo Baeza, Guillermo Vazquez Consuegra, ne sono seguite altre che hanno dato e stanno dando ulteriore impulso alla scena architettonica e hanno portato, oggi, la scuola spagnola a rappresentare l’avanguardia più interessante dell’architettura contemporanea, soppiantando anche quella olandese. Il contributo dato dai media, come i numeri monografici di El Croquis e le numerose pubblicazioni della Actar e della Gustavo Gili, non bastano a dare ragione di un consenso fondato sulla carica innovativa della ricerca architettonica e sulla raffinatezza delle soluzioni costruttive. La mostra On Site. New Architecture in Spain, svoltasi al MoMA di New York nel 2005 – che fece seguito ad un’altra grande vetrina quale fu il Forum di Barcellona del 2004 –,  non ha fatto altro che riconoscere la centralità del panorama architettonico spagnolo. Progettisti come quelli già citati, insieme a nuovi architetti oramai affermati come Mansilla y Tuñon, Eduardo Arroyo, Federico Soriano y Dolores Palacios, MGM Arquitectos (Morales, Giles, Mariscal), Foreign Office (Alejandro Zaera-Polo, Farshid Moussavi), RCR Arquitectes (Aranda, Pigem, Vilalta) stanno portando la firma spagnola anche al di fuori dei confini iberici, meritando un consenso che supera per ampiezza quello ottenuto da maestri storici come Oriol Bohigas, Rafael Moneo o Juan Navarro Baldeweg.
Il binomio professionale che lega Fuensanta Nieto e Enrique Sobejano è sicuramente da annoverare tra i gruppi di punta dell’onda spagnola e il 2008 è stato l’anno della loro definitiva consacrazione, sancita anche da una mostra monografica, dedicata alla loro produzione, ospitata nella prestigiosa sede della Kunsthaus di Graz. Il palazzo dei congressi di Zaragoza, realizzato in occasione dell’Expo 2008, è una delle poche realizzazioni che sono rimaste patrimonio della città; dopo anni di lavori è giunto a compimento il cantiere del museo di Madinat al Zahra a Cordoba, mentre l’ampliamento del museo d’arte Moritzburg a Halle, in Germania, ha rappresentato il loro primo lavoro inaugurato al di fuori della Spagna.
Nieto y Sobejano si sono fatti notare nel 2004 con l’Auditorium e Centro Congressi di Mérida e, allo stato attuale, hanno diversi cantieri in corso, mentre si moltiplicano i concorsi che si stanno aggiudicando. La matrice europea del loro modo di affrontare il progetto sta nell’attenzione posta all’interpretazione dei differenti contesti – piuttosto che al perseguimento di una cifra stilistica ¬– e nella costante oscillazione tra memoria e invenzione. Gli interventi di Nieto y Sobejano riescono ad innestarsi nell’esistente denunciando la loro contemporaneità senza mimetismi ma anche senza la gratuita ricerca di segni contrastanti. Realizzazioni come l’ampliamento del museo nazionale di scultura a Valladolid (2007) e il museo marittimo nel Castillo de la Luz di Gran Canaria (2003) dimostrano che le preesistenze del XV secolo con cui si trovano a dialogare – in un caso un convento, nell’altro un fortilizio – più che fornire un ostacolo da aggirare, suggeriscono esse stesse, ai progettisti, la chiave della loro interpretazione e le modalità di conformazione del nuovo.
Questo atteggiamento si ritrova anche in tre progetti che Nieto y Sobejano stanno portando a compimento in Germania, Austria e Spagna.
In Germania, nella città di Halle, non lontano da Leipzig, i lavori di ampliamento del museo di arte vanno ad interessare l’antico castello di Moritzburg, un esempio di architettura militare gotica, tipica della Germania di fine XV secolo. Il castello, seriamente danneggiato durante la Guerra dei Trent’anni, fu convertito in museo verso il 1900, ma gran parte della costruzione rimase in rovina, pur conservando leggibili le sue principali caratteristiche architettoniche, rappresentate dalle mura perimetrali, dal cortile centrale e da tre delle quattro torri cilindriche angolari. Il progetto di Nieto y Sobejano, risultato vincitore di un concorso svoltosi nel 2004,  muove dalla scelta di mantenere la rovina così come appare, nella sua consistenza e immagine, e di innestare nuovi “frammenti” metallici, ispirati dalle forme espressioniste dei dipinti di Lyonel Feininger qui conservati, così da continuare il processo fatto di cambiamenti che appartiene alla storia del castello. Una nuova copertura, concepita e modellata, come una grande piastra piegata, si alza e si frastaglia per convogliare la luce naturale all’interno delle nuove sale, mentre una nuova torre sfaccettata, in forma di portale, dall’aspetto decisamente contemporaneo, va a prendere il posto di quella mancante, fornendo l’accesso alle nuove aree espositive e al panorama sulla città.


Di analoga concezione è il progetto di ampliamento del Kastner & Öhler Department Store a Graz, anche in questo caso risultato vincitore di un concorso ristretto, svoltosi nel 2006, dove Nieto y Sobejano hanno avuto la meglio, tra gli altri, su Wiel Arets, Dominique Perrault e sugli austriaci Riegler&Riewe. A Graz, l’approccio progettuale dei due spagnoli non ha avuto vita facile come a Moritzburg, dal momento che l’edificio si trova in pieno centro storico, divenuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1999. A poco è valso il precedente rappresentato dalla bolla blu della Kunsthaus di Peter Cook e Colin Fournier che si trova esattamente in corrispondenza del sito della Kastner & Öhler, ma sulla riva opposta del fiume Mur, ovvero, non all’interno dell’area del centro storico. Dopo un iniziale arresto dell’iniziativa, tuttavia, la proposta di Nieto y Sobejano è riuscita a superare la diffidenza del comitato dell’UNESCO, dimostrando la pertinenza delle scelte fatte ma anche ridimensionando del 35 percento l’altezza del volume e cambiando il materiale di rivestimento. Il progetto di ampliamento interessa 10.000 mq  con i quali si dà all’edificio esistente una nuova copertura dove ristoranti, caffetterie e terrazzi rappresentano un completamento del sito commerciale. L’opposizione dei conservatori si è concentrata sull’aspetto della copertura, formata da un piano piegato (torna il tema sviluppato nel castello di Moritzburg) la quale, ispirandosi ai tetti inclinati del centro storico di Graz, va a definire una serie di lucernai di geometria variabile, tra le cui pieghe trovano posto tre terrazze con affaccio sui tetti del centro storico. Due nuovi nuclei verticali sono collocati in corrispondenza dei lucernai più alti e fanno calare la luce per tutta l’altezza dell’edificio in ricordo dei grandi corpi scala esistenti nell’organismo originario. Il nuovo ampliamento è rivestito da un unico materiale: fogli di bronzo anodizzato senza alcun giunto visibile all’esterno. L’immagine ricorda – in una diversa scala – il profilo del palazzo dei congressi di Zaragoza, ma in questo caso intende imporre la sua evidenza nel panorama del centro medievale e rinascimentale di Graz, fondendosi nella silhouette della città, ben visibile dall’alto dello Schlossberg.

Diverso è il contesto in cui Nieto y Sobejano si sono trovati ad operare in Spagna, a San Sebastian, anche se il tema progettuale riguarda sempre il confronto e il dialogo tra vecchio e nuovo. L’ampliamento del museo di San Telmo deve fare i conti con la sua sede storica, rappresentata da un convento domenicano del XVI secolo situato immediatamente alle pendici del monte Urgull, dove la maglia urbana del centro storico incontra la topografia della montagna. L’intervento comporta la realizzazione di un nuovo padiglione che darà accesso al museo direttamente da plaza Zuluoga, passando attraverso un vestibolo dal quale i visitatori potranno scegliere il loro itinerario – la mostra permanente, nel vecchio edificio, o quelle temporanee nelle nuove sale. Nel padiglione troveranno collocazione, oltre alle nuove sale di esposizione, disposte su due livelli, anche locali amministrativi, l’auditorium, la mediateca, il guardaroba, sale didattiche, un negozio e la caffetteria. La proposta progettuale (ancora una volta uscita vincitrice da un concorso ristretto svoltosi nel 2005) risolve le richieste del bando ed i vincoli del contesto con “un gesto radicale e diretto” – come affermano i due progettisti di Madrid – che implica la sua dissoluzione nel paesaggio di Monte Urgull. Il nuovo padiglione (7000 mq) si presenta come un muro di contenimento con andatura spezzata, dissimulato da una pelle di metallo traforata ricoperta di muschio, licheni e da altre specie vegetali; nel corso del tempo, le piante arriveranno a ricoprire l’intero edificio il quale apparirà così come un “muro verde” che cambia col passare delle stagioni e che manifesterà il suo artificio solo di notte, con le luci che traspariranno dall’interno. Per lo studio della combinazione dei pannelli che costituiscono la pelle del muro, Nieto y Sobejano si sono avvalsi della collaborazione degli artisti Leopoldo Ferràn e Augustina Otero così da realizzare “un intervento insolito in un’area pubblica della città che rappresenta un campo di azione comune tra arti plastiche e architettura”. Il cantiere di San Telmo è in corso d’opera e il suo completamento è previsto per il 2010.


Espansione del Kunstmuseum Moritzburg, Halle
Localizzazione Halle, Germania
Committente Stiftung Moritzburg, Stato della Sassonia-Anhalt
Architetti Fuensanta Nieto – Enrique Sobejano
Collaboratori (concorso) Vanesa Manrique, Nina Nolting, Sebastian Sasse, Olaf Syrbe
Collaboratori (progetto) Udo Brunner, Nina Nolting, Sebastian Sasse, Johannes Stumpf, Dirk Landt
Plastico Juan de Dios Hernandez-Jesus Rey
Fotografie Aurofoto s.l.
Progetto di concorso 2004
Realizzazione 2005-2008

Espansione del Kastner & Öhler Department Store, Graz
Localizzazione Sackstrasse, Graz, Austria
Committente Kastner & Öhler
Architetti Fuensanta Nieto – Enrique Sobejano
Collaboratori Dirk Landt, Sebastian Sasse, Joachim Kraft
Progetto di concorso 2006
Realizzazione 2007-2009

Ampliamento del Museo San Telmo, San Sebastián
Localizzazione Plaza de Zuloaga, San Sebastián, Spagna
Committente Ayuntamiento de San Sebastián
Architetti Fuensanta Nieto – Enrique Sobejano
Collaboratori Miguel Ubarrechena, Stephen Belton, Juan Carlos Redondo
Progetto 2005-2006
Realizzazione 2007-2010

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
QUICI Fabio 2010-02-12 n. 29 Febbraio 2010
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

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