L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Nuova architettura finlandese

Quattro opere di Lahdelma & Mahlamäki

Michele Costanzo

Uno degli aspetti distintivi della nuova architettura finlandese è il suo sottrarsi agli eccessi, alle forzature formaliste dell’architettura contemporanea, per lasciare posto ad un rapporto in sé non eclatante, ma fortemente sentito con la natura e con l’uomo.
Gli edifici, in questo modo, non tendono ad imporsi dal punto di vista iconico, ma per il loro più profondo e studiato rapporto con il luogo, nonché per l’attenzione, il senso della misura con cui sono definiti gli spazi (pubblici o privati) in relazione alla loro vivibilità.
Questa ricerca, quasi “silenziosa”, prosegue nella determinazione di figure architettoniche basate su un repertorio formale semplice e diretto; approfondite, poi, nella loro essenza, attraverso un sensibile e mirato impiego di materiali naturali (come il legno e la pietra) o  artificiali (come il vetro, l’acciaio, il cemento, il mattone) ed un sapiente ed oculato modo di interpretarli. E poi, ancora, attraverso l’abile uso della luce (naturale e artificiale) per conferire profondità di senso ed equilibrata suggestione agli ambienti domestici, del lavoro, del tempo libero, dell’incontro, della cultura e di quant’altro.
In questo quadro, sinteticamente delineato, la ricerca di Lahdelma & Mahlamäki Architects ne è una delle più interessanti è complete espressioni. A partire dal 1997, anno in cui nasce come nuovo landmark, dopo precedenti esperienze da parte dei suoi fondatori in altri studi, gli architetti finlandesi avranno modo di sperimentare l’intera gamma delle scale architettoniche: dalla progettazione di nuovi edifici, agli oggetti di design, dal rinnovo o riutilizzo di vecchie costruzioni, alla progettazione a scala urbana, al progetto d’interni. Realizzando sempre delle opere semplici, ma incisive nella loro concezione spaziale/figurativa, funzionali, attente alle esigenze della vita quotidiana dell’uomo, al miglioramento del suo standard di vita e le caratteristiche spaziali/ambientali del contesto.
La Lohja Main Library, a Lohja (2002-2005), è un progetto che bene rappresenta lo spirito della nuova architettura finlandese e, nello stesso tempo, il modo caratteristico in cui Lahdelma & Mahlamäki Architects tende ad esprimerlo. L’incarico progettuale proviene da un concorso per la costruzione della nuova biblioteca cittadina, bandito dalla città di Lohja nel 2002 e vinto dallo studio finlandese.
L’edificio si trova nel centro della città in un’area compresa tra il centro civico, la chiesa di St. Lawrence, la scuola di Laurentius e l’istituto di musica di Lohja. 
Obiettivo preliminare del progetto è quello di definire la sua posizione e la sua forma rispetto alle costruzioni circostanti; e questo è stato raggiunto individuando, una configurazione allungata dell’oggetto architettonico che s’insinua nello spazio tra i volumi esistenti.  
Le linee ad angolo delle pareti esterne accentuano la sagoma oblunga del volume. Tale involucro murario esterno è costituito da mattoni rossi in accordo con le costruzioni vicine. Lo stesso rivestimento entra all’interno degli spazi, operando come un elemento organizzatore che dà unità agli ambienti aperti e continui, scandendo le diverse funzioni e dirigendo la vista degli utenti verso le ampie vetrate che si aprono in direzione delle presenze architettoniche più importanti, quali: la vecchia chiesa e il centro storico. Le sale di lettura sono illuminate anche dall’alto, attraverso dei lucernari che hanno la forma di grandi volumi troncoconici.
“Abbiamo rotto l’effetto dell’orizzontalità scandendo l’interno in due livelli”, osservano gli autori, “e illuminando le zone centrali attraverso dei volumi conici posti sul tetto che inoltre entrano a far parte del townscape. La biblioteca di Lohja è stata pensata in modo da risultare parte integrante del luogo, e il rivestimento della struttura in mattoni ne favorisce l’integrazione, in senso visivo”.
Per la sua centralità rispetto alla circoscritta area urbana (Lohja ha 37.000 abitanti) la biblioteca si pone come un punto di riferimento della vita pubblica, un luogo d’incontro per utenti di tutte le età.


La New Primary School, a Joensuu (2003-2006) è situata lungo l’asse principale della città (dove, peraltro, sorge il municipio progettato da Eliel Saarinen) che termina, aldilà del fiume, con il campus universitario dove si trovano degli edifici particolare pregio architettonico, come l’Università Aurora di JKMM (in precedenza presentato da «hortus»).
Il nuovo progetto di Lahdelma & Mahlamäki Architects sostituisce un precedente edificio scolastico di Viljo Revell che è stato demolito perché la sua trasformazione, per adeguarlo alle attuali esigenze tecniche e spaziali, è stata considerata non conveniente.
L’incarico progettuale della Primary School proviene da un concorso ad inviti bandito dalla città di Joensuu nel 2003 e vinto dagli architetti.
Si tratta di un interessante edificio a tre piani ad impianto centrale, la cui planimetria sembra ispirarsi all’immagine di un quadrifoglio o alle pale di mulino a vento.
L’organismo scolastico è, dunque, composto da quattro corpi identici, corrispondenti a quattro gruppi di tre aule più uno spazio comune per piano. Come la famosa villa palladiana ogni fronte è identica all’altra e l’accesso alla scuola può avvenire da ogni lato; e, al fine facilitarne il riconoscimento, sono state differenziate tramite l’impiego di colori diversi.
Il disegno planimetrico degli ambienti interni ha come obiettivo primario il raggiungimento di una assoluta chiarezza spaziale. Ogni ala è un’unità didattica in sé chiusa e le sue funzioni sono concentrate intorno ad uno spazio comune. Tali unità sono tenute assieme per mezzo di un corpo centrale a croce che ha una molteplicità di funzioni: di atrio, di spazio di distribuzione ai diversi piani e di spazio multiuso.
Il piano terra è dedicato alle aule speciali: officine del metallo e del legno, ambienti per attività artistica e per lo studio della tessitura e cucine in cui i bambini possono imparare la preparazione dei cibi. Questi stessi spazi la sere possono essere utilizzati dagli adulti.
La struttura muraria è composta da pareti di cemento e da pilastri d’acciaio. I piani orizzontali sono composti da solette di cemento armato: permettendo, in questo modo, la massima flessibilità nella organizzazione interna degli spazi.
I materiali di rivestimento della facciata hanno il fine di caratterizzare l’edificio rispetto al paesaggio urbano circostante; essi cono il frutto della combinazione di rame ossidato scuro e vetro stampato e sono messi in opera a fasce orizzontali.



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack