L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Il Maritime Centre Vellamo, a Kotka (2004-2009) è una struttura espositiva che ospita al suo interno il Museo marittimo finlandese ed il Museo di Kymenlaakso.
Come con le precedenti opere l’incarico progettuale proviene da un concorso bandito dalla città di Kotka nel 2004 e vinto da Lahdelma & Mahlamäki Architects con una proposta avente come motto Hyöky [onda lunga]. Il profilo della costruzione, infatti, ricorda il movimento di un’onda gigantesca che si solleva a ridosso del mare aperto. L’intento è quello di perseguire, in forma creativa e simbolica, una stretta integrazione con il paesaggio.
“L’immagine astratta della lunga onda che contraddistingue la sagoma del volume”, osservano gli architetti, “e il rivestimento delle facciate, progettate per catturare il luccichio dell’acqua, tendono a fornire una rappresentazione fisica del mare”.
Il progetto rappresenta, altresì, il primo atto di un programma a più ampia scala, il cui obiettivo è quello di trasformare l’area portuale in polo della cultura. Per questa ragione esso si fa carico di svolgere una funzione configurativa di tipo strategico dell’intero contesto. La costruzione è destinata, così, coesistere con altre attrezzature, quali: uno spazio polifunzionale, una multisala cinematografica, un terminal per traghetti e un porto turistico.
I due musei sono in grado di funzionare in modo indipendente. Il Museo marittimo finlandese si trova nella parte centrale dell’organismo il cui spazio ha la singolarità di essere è un vuoto a tutta altezza, attraversato da passerelle di collegamento. Il Museo di Kymenlaakso si trova, invece, sul lato verso il mare e, dalla parte opposta del volume architettonico, trova luogo uno spazio per esposizioni temporanee. Con l’ingresso e il foyer tale insieme dà vita ad un’unità spaziale modellata da forme libere ottenute, ora con strutture di metallo contraddistinte da un colore verde acido e vetro serigrafato, ora con superfici di quercia naturale trattate con differenti finiture.
Gli altri servizi che compongono la struttura espositiva sono: una biblioteca, situata a piano terra con ingresso separato, un auditorium di 250 posti, uno spazio vendita, un bar; un ristorante, delle sale per riunioni e seminari e gli uffici direttivi. 
Sulla copertura del volume è alloggiato un piano inclinato percorribile che da terra sale dolcemente fino al culmine dove si trova una gradonata, coperta da una pensilina di acciaio e vetro, che è uno spazio di sosta, utilizzabile per attività diverse: espositive o di spettacolo.
La struttura è realizzata con un sistema a telai, in acciaio con pilastri tubolari riempiti di calcestruzzo e travi scatolari anch’esse in acciaio, mentre la copertura è il risultato di una combinazione di acciaio, vetro e alluminio.  


La Finnish Embassy, a Tokyo (2009-) è un edificio che vuole essere una vetrina aperta della Finlandia moderna, in Giappone. L’incarico progettuale, ancora una volta, proviene da un concorso bandito nel 2009 dal Ministero degli Affari Esteri finlandese e vinto da Lahdelma & Mahlamäki Architects con una proposta avente come motto Aiki, una parola il cui significato racchiude in sé la volontà di far coesistere nel progetto due culture (la finlandese e la giapponese).
I principi cardine su cui si basa il progetto sono l’ordine geometrico della struttura, l’iterazione dei volumi e la loro trasparenza. Come gli autori affermano: “La nostra proposta si basa sui valori universali e senza tempo dell’architettura. Abbiamo impiegato gli elementi primari della cultura edilizia finnica e giapponese, trasferendo in maniera semplice una parte dei nostri saperi a Tokyo”. In questo senso, il design modulare della struttura intende essere il collegamento più immediato dei caratteri architettonici distintivi dei due paesi.
L’impianto strutturale della costruzione è costituito da un’intelaiatura di travi e pilastri in legno, al loro interno sono inseriti dei piani orizzontali e delle superfici verticali di differente fattura.
L’involucro esterno è composto da una doppia pelle, per favorire la regolazione della temperatura interna e la ventilazione naturale dei volumi che costituiscono la figura architettonica. Il primo strato che riveste la struttura in legno è in vetro serigrafato e opalizzato; il secondo, è la somma di un muro pieno e di una parete in vetro isolata acusticamente. Lo spazio vuoto tra i due strati garantisce la circolazione dell’aria e la protezione degli interni dalla luce in eccesso.
All’interno dell’organismo, la presenza dei cortili verdi e delle superfici vetrate semitrasparenti, consente un equilibrato afflusso di luce naturale.
Le attività dell’ambasciata sono suddivise per sezioni e distribuite nei diversi piani dell’edificio.
Gli spazi polifunzionali, quelli dedicati alle istituzioni finlandesi e la grande sala riunioni sono  liberamente accessibili al pubblico dall’ingresso principale. Gli altri ambienti sono raggiungibili solo dopo aver superato i controlli della sicurezza.

Biblioteca centrale a Lohja
Client Lohjan Kaupunki
User Lohjan kaupunki Kirjastotoimi, Martina Aminoff-Remes
Building owner Lohjan kaupunki Kaupunkisuunnittelukeskus, Tilapalvelut
Project coordinator Ilkka Nyman
Authors Architects Lahdelma & Mahlamäki Ltd., Ilmari Lahdelma M.Sc. (archit.), Professor Juha Heino M.Sc (archit.)
Collaborators Mia Bungers B.Sc. (archit.) student of architecture, Teemu Halme M.Sc. (archit.), Arttu Hyttinen student of architecture/student of arts, Maria Jokela M.Sc. (archit.), Lasse Kojo B.Sc. (archit.), Eeva Lithovius interior architect, Katri Rönkä student of architecture, Petri Saarelainen M.Sc. (archit.), Marko Santala B.Sc. (archit.) student of architecture, Taina Silmujärvi M.Sc. (archit.), Heikki Viiri M.Sc. (archit.)
Interior designer Sisustusarkkitehtitoimisto Gullsten-Inkinen Oy/Jari Inkinen, interior architect, Maria Krause, interior architect, Eeva Kallis M.Sc. (archit.)
Structural design Jorma Puhto; Insinööritoimisto Magnus Malmberg Oy
HVAC design Markku Harju; Insinööritoimisto Kontermo Oy
Electrical design Jukka Auvinen; Insinööritoimisto Tauno Nissinen Oy

 

New Primary School, a Joensuu
Author Ilmari Lahdelma
Project Architect Heikki Viiri
Client City of Joensuu
Designers/competition phase Arkkitehtitoimisto Lahdelma & Mahlamäki Oy/Ilmari Lahdelma, Rainer Mahlamäki, Heikki Viiri, Samuli Sallinen (assistant), Adactive Oy/ Arttu Hyttinen (visualization), Insinööritoimisto Magnus Malmberg Oy/DI Jorma Puhto (structural design), Insinööritoimisto Kontermo Oy/Ins. Jukka Hyttinen (HPAC design), Insinööritoimisto Stacon Oy/Ins. Kalevi Hämäläinen (electrical design)
Designers Arkkitehtitoimisto Lahdelma & Mahlamäki Oy/Ilmari Lahdelma (author) Heikki Viiri (project architect), Petri Saarelainen, architect SAFA, Paula Julin architect SAFA, Pia Rantanen, architect SAFA, Miguel Silva, architect SAFA, Tarja Suvisto B.sc. archit., Risto Wikberg, student of interior architecture, Leila Hyttinen, technical assistant, Hanna Suomi student of architecture
Interior designer Arkkitehtitoimisto Lahdelma & Mahlamäki Oy, Liisa Viljakainen, interior architect SIO, Anne Harju, interior architect SIO.
Structural design Insinööritoimisto Magnus Malmberg Oy, Eero Pekkari
HPAC design Insinööritoimisto Jormakka Oy/LVI - toimisto Reino Mikkonen Oy
Electrical design Insinööritoimisto Jukka Hirvonen Oy, Jouni Matilainen

 

Maritime Centre Vellamo, a Kotka
Client City of Kotka
Project manager ISS Proko Oy
User The Museum of Kymenlaakso, The Maritime Museum of Finland
Architectural design Architects Lahdelma & Mahlamäki
Author Professor Ilmari Lahdelma, M.Sc (archit.)
Design phase Juha Heino, M.Sc (archit.)
Building phase Marko Santala, M.Sc (archit.)
Collaborators Tarja Suvisto, B.Sc (archit.), Teemu Halme, M.Sc (archit.) Minna Lahdelma, M.Sc (archit.), Katri Rönkä, M.Sc (Archit.), Juho Vuolteenaho, M.Sc (archit.), Jesperi Vara, M.Sc (archit.), Risto Wikberg, student of interior design, Anne Harju, interior designer, Leila Hyttinen, technical assistant
Interior design Architects Lahdelma & Mahlamäki, Marjo Korolainen, M.Sc, (archit.), interior designer, Liisa Viljakainen, interior designer
Exhibition design/The Maritime Museum of Finland Architects Lahdelma & Mahlamäki, Timo Ripatti, interior designer, Mia Bungers, B.Sc (archit.)
Exhibition design/The Museum of Kymenlaakso Demodesign Oy/Jy
Civil Engineering Insinööritoimisto Magnus Malmberg Oy
Electrical Engineering Insinööritoimisto Lausamo Oy
HVAC Engineering Kontermo Oy

 

Ambasciata finlandese a Tokyo
Authors Ilmari Lahdelma arkkitehti SAFA, Rainer Mahlamäki arkkitehti SAFA
Project team Sampsa Palva, arkkitehti SAFA, Katri Rönkä, arkkitehti SAFA, Jukka Savolainen, arkkitehti SAFA, Motoki Kosaka, Nihon Sekkei Inc., Kaori Kondo, Nihon Sekkei Inc.
Scale model Seppo Rajakoski


Le immagini sono state gentilmente concesse da Lahdelma & Mahlamäki Architects

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2010-02-07 n. 29 Febbraio 2010


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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