L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Italian A.ID.

Medir, Moduloquattro, Morq, Iodice, 5+1AA

Luca Nicotera

Italian A.ID.(1), il ciclo di conferenze organizzate da Camminare Roma (2) all’interno della Facoltà di Architettura "Valle Giulia", ha come oggetto il tema del confronto. L’obiettivo primario è quello di aprire una finestra sul mondo che sta al di fuori dell’Università dando spazio a giovani studi in rappresentanza delle diverse aree del Paese per comprendere meglio, attraverso un percorso che và dalla ricerca alla costruzione, la multiforme realtà a cui è soggetta l’architettura al tramonto di questo primo decennio di nuovo millennio.
É possibile tracciare un iniziale resoconto di questo primo miniciclo di conferenze.

Conferenza del 27/11/2009

Il primo di questa serie di incontri si è tenuto venerdì 27 novembre e ha visto la partecipazione degli studi Medir (Roma, Campobasso), Moduloquattro (Messina) e Morq (Roma, Perth).
La presentazione dei loro lavori è stata introdotta da un intervento del Prof. Alfonso Giancotti, il quale, citando il Moneo de “La solitudine degli edifici”, ha messo in evidenza tre elementi fondamentali da riportare al centro del dibattito architettonico e ai quali gli stessi studi rimandano attraverso le loro opere: il nesso che intercorre tra l’architettura e la sua costruzione, una nuova attenzione verso la tematica del luogo e il tentativo di produrre una qualità diffusa. Tre temi che richiamano il “mestiere” dell’architetto, la sua componente “artigianale” (da cui il paragone col ciabattino che Michelucci fa ne “La felicità dell’architetto”) e “sociale”, in quanto il compito dell’architettura, come dice Carmassi, è quello di “svolgere un servizio”.
Lo Studio Medir (Roberto Ianigro, Valentina Ricciuti) si è presentato con quattro progetti-spartito che hanno messo in evidenza il loro modo di operare programmatico e interdisciplinare. Il primo, la Nuova Sede della Società Melfi, nella zona industriale di Pettoranello di Molise (IS), ha fatto emergere una sintesi compiuta tra il tentativo di perseguire tale ricerca e le tradizionali esigenze della committenza. Il rapporto tra gli elementi è plastico, euritmico, intonato. Un’attenzione al lato percettivo che emerge sia dall’esterno che dall’interno e, attraverso un lavoro di “scrittura” dei prospetti, anche dall’interno verso l’esterno, visto che ad ogni bucatura delle facciate corrisponde una parte studiata di paesaggio circostante da “inquadrare”, che diventa, così, permeabile.
La capacità di fondere i propri precetti progettuali con le richieste dei committenti affiora in maniera ancora più chiara nel progetto per il Wellness Resort vicino Isernia. In questo caso al rapporto con la preesistenza si accompagnava la precisa richiesta di diversificare il linguaggio architettonico per ogni differente tema progettuale trattato. Così, la piazza in quota, per esempio, è stata recuperata lavorando sull’aspetto “cromatico-materico”, in modo da instaurare un nuovo rapporto col paesaggio attraverso l’uso dell’acciaio corten (materiale che muta nel tempo) e dell’acqua; l’accesso al golf club è diventato iconicamente riconoscibile grazie all’ottimo accostamento dei materiali (pietra e acciaio) e ad un disegno semplice che ne permette l’integrazione con l’ambiente circostante; infine un’anonima pensilina di pannelli solari che deturpava il panorama è stata occasione di reinterpretazione progettuale grazie all’inserimento di funzioni interne e di una schermatura lignea che ne fanno non solo un episodio riuscito, ma un esempio da seguire.
Nei due lavori non realizzati emerge in modo ancora maggiore il processo che esemplifica la diversità dell’approccio progettuale dei due architetti: rigoroso e sottrattivo quello di Ianigro, di addizione ed accostamento di elementi, quindi forse più interdisciplinare, quello della Ricciuti. Le loro opere nascono proprio da tali interferenze. E possono essere “macchine iconiche” che sfruttano puntualità preesistenti, come nel caso del Concorso internazionale per la realizzazione di 4 interventi nell'area dell'Arsenale di Venezia, dove le capriate e le colonne vengono sfruttate per dare enfasi al doppio ritmo dei percorsi; oppure veri e propri esperimenti multidisciplinari, derivati dal confronto fra discipline diverse (l’architettura, la musica e la scultura) come nel caso dell’oggetto sperimentale pensato per modificare e deformare lo spazio interno di una galleria d’arte romana attraverso le condizioni spaziali della compressione, della rarefazione, dell’instabilità e dell’isolamento.

1:Sede Melfi (IS) 2002-2007
2:Wellness resort & golf_Isernia_in corso
3:(particolare d’ingresso) Wellness resort & golf_Isernia_in corso

É stata poi la volta dello Studio Moduloquattro (Fabrizio Ciappina, Giuseppe Fugazzotto, Antonello Russo e Gaetano Scarcella). La loro scelta è ricaduta su quattro lavori accomunati dal tema della preesistenza, esemplificativi della loro capacità di usare il progetto come uno strumento per decodificare gli ambiti di intervento.
La riqualificazione e rifunzionalizzazione degli uffici e del padiglione d’ingresso del quartiere fieristico di Messina ha dato loro l’occasione di confrontarsi con un edificio oggetto in passato di interessanti sperimentazioni da parte di grandi architetti (Libera, De Renzi…) e maltrattato nel tempo da modifiche successive. La loro proposta di riqualificazione è simile ad un’operazione chirurgica; si basa, cioè, sull’asportazione di alcune parti e sull’introduzione di nuovi elementi (per esempio un grande portale) che, simili a protesi architettoniche, soddisfano la richiesta di nuove funzioni. Una risposta impegnativa per un banco di prova impegnativo: il recupero del moderno, il confronto con una certa tradizione dell’architettura italiana.
Il rapporto con l’esistente è il tema della seconda proposta di concorso, la riqualificazione urbana del lungomare di Levante nell’Isola di Ortigia (Siracusa), che li porta a spostare l’attenzione dal tradizionale manufatto architettonico al disegno dello spazio aperto. La rivalorizzazione di un bordo dell’isola è concepita mediante il progetto di un grande parco che faccia da trait d’union tra le vicine mura e il parcheggio attiguo. La presenza di vere e proprie “tessiture d’acqua” garantisce il recupero del rapporto con il mare, mentre opere d’arte raffiguranti grandi numeri provano a ridare misura ad uno spazio dilatato, che misure non ha. Un progetto in qualche modo evocativo, che tramite il disegno di vere e proprie sculture architettoniche evidenzia i caratteri archetipici della loro progettazione.
Un modus operandi che ritroviamo anche nei progetti realizzati. La casa per due medici a Messina, per esempio, è un progetto di interni, ma è sembrato quasi naturale anche qui confrontarsi con l’esistente, proiettando fra le mura di casa le suggestioni spaziali che caratterizzano le corti della città. É come se le norme progettuali che hanno concepito l’esterno venissero trasportate all’interno. Il risultato è una rilettura in chiave moderna dell’alloggio d’inizio secolo le cui tracce vengono mantenute appositamene per poter dialogare con il nuovo linguaggio architettonico. Con il progetto di completamento dell’anfiteatro di Siderno Superiore (RC), invece, si presenta l’occasione per rapportarsi con un centro storico, caratterizzato, peraltro, da un naturale dislivello del terreno. L’idea è quella di realizzare un grande muro che faccia anche da prospetto della città. Tale decisione da un lato permette l’ampliamento del teatro all’aperto e dall’altro consente di sfruttare la parte sottostante il palcoscenico come spazio espositivo: un vero e proprio museo en plein air. Il rapporto col contesto appare risolto anche grazie alla scelta dei materiali che ben si coniugano con l’esistente.

1:Progetto di completamente dell’anfiteatro di Siderno Superiore (RC) 2009
2:Concorso di progettazione per la riqualificazione degli uffici e padiglione di ingresso del quartiere fieristico di Messina
3:Concorso di progettazione per la riqualificazione urbana del lungomare di Levante siracusa_2009

A chiudere le presentazioni dei lavori è stato lo Studio Morq (Andrea Quagliola, Matteo Monteduro ed Emiliano Roia), che, lavorando tra l’Italia e l’Australia, è rappresentativo della situazione con la quale molti architetti italiani si trovano a convivere per poter avere l’occasione di lavorare o vedere realizzate le loro idee.
L’apparente diversità con le proposte degli studi che li hanno preceduti (forieri di un linguaggio che per molti aspetti ha basi comuni, ma reinterpretate con una certa disinvoltura) appare ancor più chiara nei lavori australiani, dai quali, però, emerge un attenzione verso il lato naturalistico (in Australia rappresenta la principale preesistenza con cui confrontarsi, vista la minore importanza dell’aspetto “storico” e la conseguente maggiore “libertà” compositiva) che li accomuna agli altri due gruppi. Quest’attenzione appare chiara già nel progetto per la Courtyard House di Margaret River, che si sviluppa attorno ad una corte centrale e rappresenta uno spazio che è intimo, privato e pubblico al tempo stesso, come sottolineato anche dall'uso di due differenti tipi di legname per il rivestimento (cedro rosso per l'esterno, legname indonesiano per l'interno). Ma che si ripresenta anche nella Karry House, attraverso la precisa scelta di preservare i due alberi che occupavano l’area di progetto e studiando un interessante sistema che permette all’acqua piovana che scende dalle gronde di innaffiarne le radici a terra. Una decisione che inizialmente non trovava il parere favorevole della committenza (solitamente lo studio è molto attento alle necessità della stessa, esigendo preventivamente che vengano scritte in modo dettagliato tutte le sue richieste… una sorta di “compito a casa” per il committente…), ma che alla fine è stata ampiamente apprezzata.
Il progetto per la East Freo House è quello che forse presenta maggiori analogie con un linguaggio comune che potrebbe accomunare i tre studi. Grande attenzione è stata data all’aspetto tecnologico; interessante a tal proposito la tecnica del “rand concrete”, una sorta di calcestruzzo stabilizzato, non liquido, ma in polvere mista ad additivi e pressato all’interno di casseformi. La sua resistenza a compressione, più che a flessione, ne fa una sorta di muro portante in mattoni e richiama alla mente l’eterna tecnica del “pisè”. Emerge, inoltre, nella realizzazione delle superfici, un certo carattere artigianale che conferisce un alone anti-patinato al manufatto. Infine nel progetto per la Shinkenshiku Residential Design Competition, è interessante notare il tentativo, mediante l’accostamento di abitazioni tutte al primo livello, di attribuire alla composizione il carattere organizzato e dinamico di un vero e proprio tessuto urbano.
Il seguente dibattito ha visto il Professor Muratore pronunciarsi sull’apparente distanza ma sulla sostanziale congruenza dei tre studi invitati, tutti figli, fondamentalmente, di una famiglia romana o “romanesca” di fare architettura. É stata, quindi, anche l’occasione per guardarsi un po’ allo specchio, scoprendo piacevolmente, peraltro, come tecniche costruttive che hanno radici antiche siano oggi riutilizzate in chiave moderna esattamente agli antipodi del mondo, come nel caso del sopracitato pisè. Il successivo intervento del Professor Petreschi ha sottolineato l’importanza dell’evento proprio in quanto ha messo a confronto gli studenti della facoltà con professionisti più vicini alla loro età; progettisti che, tra l’altro, parlano del loro lavoro in maniera diretta, lineare, coscienti del ruolo sociale che svolgono nella società, consapevoli della “necessità della calce” e meno attenti all’architettese.
Studi che, intervenuti nuovamente nel dibattito a seguito di precise domande, hanno sottolineato proprio questo aspetto. Un aspetto che se da un lato è sostenuto dalla cruda verità del cantiere, da quella “corruzione progettuale” che caratterizza qualsiasi esperienza costruttiva, unico strumento di reale verifica anche dei precetti teorici e accademici, dall’altro, di fronte ad una realtà italiana difficilissima, si scontra con l’esigenza di mantenere una propria linea di coerenza di linguaggio nell’ambito delle poche e difficili occasioni lavorative che oggi si presentano.

1:Shinkenchiku Residential design competition 2008
2:Cottesloe (Surf Life saving club) Australia
3:Casa privata (Australia)



 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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