L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Giovanni Duranti, Enrico Puccini

Testaccio

Il quartiere operaio di Roma Capitale 1870-1930

Palombi Editori, Roma 2009, pp 94
ISBN: 978-88-6060-224-4, € 15,00

Alfonso Giancotti

copertinatestaccio.jpgIl volume Testaccio. Il quartiere operaio di Roma Capitale. 1870-1930 rappresenta l’esito di un interessantissimo lavoro condotto da due giovani studiosi: Giovanni Duranti ed Enrico Puccini.
Il libro si compone essenzialmente di tre parti. La prima accoglie i contributi critici degli autori; la seconda, aperta da una serie di tavole sinottiche che rappresentano le principali fasi evolutive del quartiere, propone una schedatura delle opere più rappresentative che lo compongono. La terza e ultima parte, dedicata agli architetti, i protagonisti della nascita di questo storico quartiere operaio romano, si conclude con un’ampia ed esaustiva bibliografia.
Il contributo critico degli autori, cui è affidata l’apertura del volume, si presenta nei contenuti profondamente complementare.
Enrico Puccini si sofferma sulla lettura della struttura urbana del quartiere, analizzandone lo sviluppo sotto il profilo storico e sociale, e, soprattutto, individuando le ragioni del disegno e della composizione dello spazio. Attraverso lo studio delle differenti declinazioni del rapporto che insiste, in questo caso di studio, tra lo spazio pubblico, quello semi-pubblico e quello privato delle residenze, l’autore ne sottolinea l’attualità delle variazioni morfologiche, nonché delle soluzioni tipologiche particolarmente rappresentative.
Il secondo saggio, a cura di Giovanni Duranti, si sofferma sull’analisi della struttura linguistica degli edifici che compongono il quartiere, evidenziandone le scelte lessicali maggiormente significative. Il quadro che emerge permette di porre in luce una logica progettuale in cui le istanze funzionali, le scelte costruttive e, ancora, gli apparati decorativi concorrono con sorprendente armonia a determinare la consistenza e la facies degli edifici.
Potrebbe apparire superfluo (ma non lo è) sottolineare come Testaccio sia antecedente a molte delle esperienze condotte nei primi anni del novecento in Europa e che oggi costituiscono le basi per lo studio della città contemporanea.
Nella scelta di rafforzare questo principio risiede il primo pregio di questo volume. Pregio da sottolineare in un contesto culturale, come quello romano, che tende spesso a dimenticare il valore del proprio recente passato, andando a cercare altrove gli esempi su cui fondare la progettazione dei nuovi quartieri della città.
In questa stessa ottica si inserisce la scelta di rivalutare figure professionali, come quelle degli architetti protagonisti di questa straordinaria vicenda urbana, determinanti, con la loro opera, per la costruzione del linguaggio che diventerà proprio del movimento razionalista.
Ma la qualità più preziosa di questo testo, che lo rende di estrema attualità, risiede nella volontà degli autori di riportare l’attenzione sul significato e sull’importanza, per una città, dell’esistenza di un principio generale di qualità diffusa.
Una testimonianza di un modus operandi che a distanza di un secolo rappresenta, per l’impegno della committenza, degli architetti e delle maestranze coinvolte, un riferimento di eccellenza per la progettazione, oggi, dei quartieri di edilizia popolare e non solo, con particolare riferimento al tema, di grande modernità, dell’isolato urbano.   
 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2009-12-13 n. 27 Dicembre 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack