L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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L'asilo nido aziendale di BNL Gruppo BNP PARIBAS

spsk+ architetti – Franco Masotti

Federico De Matteis

Un nido aziendale per un grande committente, pubblico o privato, è uno di quegli incarichi che ogni architetto italiano socialmente coinvolto e responsabile dovrebbe ambire a realizzare almeno una volta nella propria vita professionale. La restrizione al panorama nazionale dei professionisti è d’obbligo, visto che nel resto del mondo gli strumenti reali del welfare sono elementi ordinari del vivere civile e quindi incarichi abituali per tutti i professionisti disponibili. Nel nostro paese di queste strutture ce ne sono sempre troppo poche e spesso, anche se frutto di intenzioni virtuose, sono ospitate in contenitori non completamente idonei. Non è questo il caso del Nido BNL_BNP Parisbas, una struttura fortemente voluta dalla committenza, sentita come una necessità irrinunciabile per dare servizi e serenità al personale, e quindi un ottimo ritorno in termini di coesione interna e di costi sociali non sostenuti.
L'asilo nido aziendale della Banca Nazionale del Lavoro - Gruppo BNP PARIBAS a Roma si inserisce in una delle sedi operative di maggiore rilievo per dimensione, per importanza strategica e per numero di impiegati ospitati al suo interno. Trova la sua collocazione al piano terra e al primo piano di un edificio a corte realizzato negli anni '80 interamente destinato a uffici, in quello che era stato lo spazio destinato alla formazione interna del personale. L’edificio, realizzato attraverso l’utilizzo di un sistema industrializzato in calcestruzzo, è fortemente caratterizzato dalle pannellature continue delle facciate in cemento armato facciavista bocciardato. Nonostante l’austerità della struttura e la visibile presenza del sistema di controllo e sicurezza per l’accesso al complesso, la localizzazione su un poggio assolato lungo la direttrice Aurelia di uscita da Roma, relativamente isolato dagli altri edifici anch’essi destinati ad attività direzionali, permette di godere delle morbidezze di quell’agro romano che in più punti si insinua nella città di espansione. Le condizioni della localizzazione e della scelta degli ambienti da adibire ad asilo sono state particolarmente felici perché hanno permesso di dotare il nido di un accesso diretto al parco che circonda l’edificio sul lato sud est, in un punto con una visuale completamente libera, reso ancora più gradevole dalla presenza di alcuni pini romani ad alto fusto.
La precedente configurazione degli ambienti poi destinati al nido e le caratteristiche costruttive della struttura hanno reso particolarmente delicata la trasformazione dei locali, sia per lo sfruttamento dei volumi tecnici disponibili che per l’intervento sui pesanti pannelli prefabbricati, che sono stati tagliati in più punti per permettere l’apertura di nuove finestre, necessarie per dotare gli ambienti della giusta quantità di luce ed areazione naturale. Da queste aperture , grazie alla posizione dominante sul paesaggio semi-rurale, i bambini sono in un continuo rapporto visivo con l'intorno.


La ristrutturazione di questi ambienti ha permesso l’organizzazione degli ambiti funzionali dell’asilo nido – le sezioni – sfruttando razionalmente sia l’articolazione planimetrica dei locali da trasformare sia la loro grande altezza utile, che ha permesso di realizzare ambienti riconoscibili anche dalle loro altezza interne (configurazioni spaziali).
Questo spazio per sessanta bambini (0-3 anni) nasce dalla stretta collaborazione tra i progettisti, la committenza ed il gruppo pedagogico scelto dall'azienda per la gestione della struttura attraverso una selezione di operatori ed educatori del settore. Il progetto degli spazi rispecchia un preciso progetto educativo proponendo un bambino ricco di abilità sociali e di curiosità nel conoscere. I piccoli vivono gli oggetti e i luoghi con tutto il corpo, stringendo un legame emotivo con lo spazio più intenso rispetto agli adulti. Il contesto che li accoglie deve sviluppare e testimoniare queste competenze. Così gli ambienti sono progettati per aderire al metodo pedagogico in modo flessibile e per adattarsi, di volta in volta, alle scelte didattiche.
Il nido si sviluppa su due livelli per una superficie complessiva netta di 1060 mq di cui circa 750 per le attività dei bambini e 300 destinati ai servizi per gli educatori e per il personale, alla cucina completa e dedicata esclusivamente al nido e alla lavanderia. Al primo piano si accede con una rampa pedonale coperta che conduce dal piazzale antistante l'edificio all’ingresso principale della scuola. A questo livello troviamo l’accoglienza e gli spazi dedicati alle attività psicomotorie, agli incontri con i genitori e alla segreteria; gli stessi spazi possono essere usati come “centro bambini genitori” al di fuori dell’orario scolastico e in futuro potrà essere proposto l'uso di parte di questi ambienti per una sezione di scuola materna. Al piano terra uno spazio di relazione centrale distribuisce in modo lineare i laboratori e le tre sezioni dedicate ai bambini lattanti o piccoli (spazi contraddistinti dal colore giallo), semidivezzi o medi (colore blu) e divezzi o grandi (colore verde).
I laboratori per le attività sporchevoli sono separati dal connettivo con una decisa interruzione cromatica ripresa anche nei soffitti e nelle pavimentazioni in gomma; nei laboratori il colore dominante è il bianco, mentre nel connettivo attrezzato il colore è arancio. I laboratori sono quindi componenti speciali, complementari alle sezioni, in cui possono essere proposte con continuità attività specifiche, generano curiosità e consentono nuove esperienze per un progressivo arricchimento delle capacità di apprendimento.

I laboratori sono i luoghi del fare che ampliano le esperienze del bambino. É interessante notare come le sezioni dei medi e dei grandi, in questo asilo, siano completamente apribili sugli spazi di laboratorio mediante grandi porte che, ruotando su se stesse possono essere riposte nelle pareti attrezzate.
Le sezioni sono gli ambienti di riferimento e di relazione dei gruppi di bambini. In questa scuola, questi spazi hanno la caratteristica di accogliere il gioco, le attività educative, il pranzo e le attività fisiologiche, proponendo diverse soluzioni compositive tra gli ambiti; sono pensate come un’unità appartenente a un mondo domestico.  Le pareti sono ricche di variazioni e di punti che attraggono l'attenzione dei bambini; la trasparenza tra gli angoli morbidi interni e gli spazi collettivi è assicurata da vetrine o concentrata nei due oblò sulle porte uno ad altezza bambino e l'altro ad altezza adulti. Per lasciare maggior spazio alle attività educative e di gioco interne alla sezione lo spazio del riposo si può allestire facilmente chiudendo una parete scorrevole. Tutte le sezioni sono in continuità con il giardino, in relazione con ciò che accade fuori, dal cambiamento delle stagioni al variare della luce nelle diverse ore della giornata.
Il giardino è concepito come un unico grande gioco. Si alternano pavimentazioni in gomma, superfici a prato con giochi in legno e sedute per stare insieme o per le attività didattiche all'aperto. Una pensilina in acciaio che conduce dal parcheggio all'ingresso al pian terreno del nido, diventa anch'essa ulteriore motivo di divertimento; rinunciando a un percorso rettilineo per la presenza di grandi alberi, copre il percorso che i bambini usano abitualmente con i loro tricicli. La pensilina, proseguendo la metafora ludica, proietta una strana ombra di metallo verde sul prospetto dell'edificio agganciando e incorniciando l'una con l'altra le bucature, andandosi ad armonizzare con le altre sagome coloratissime di animali poste in punti particolari della struttura per stimolare la curiosità del bambini e rendere più giocoso il rapporto con la tetragona struttura dell’edificio.
L’esperimento di inserimento funzionale e ambientale sembra assolutamente riuscito, la struttura è stata metabolizzata dal personale e dal quartiere a cui si è aperta mettendo a disposizione alcuni posti per i bambini residenti nella zona, andando a supportare l’offerta di questo servizio fondamentale per la qualità della vita del bambino e del genitore.
La sperimentazione progettuale è forse andata anche oltre le più rosee aspettative di riuscita, i vincoli strutturali e la necessita stringente dell’assoluta rispondenza alle norme in un contesto tecnologicamente tanto caratterizzato sono stati gestiti con sicurezza e competenza fin nei più piccoli dettagli funzionali e decorativi, sempre inscindibilmente connessi al progetto pedagogico condiviso con la committenza e con gli educatori.

Asilo nido aziendale
BNL Gruppo BNP PARIBAS

Luogo
Roma
Dati dimensionali
superficie lorda 1.250 mq
superficie netta 1.060 mq
superficie attività all'aperto 460 mq
Progetto 2008
Realizzazione
2008-2009
Costo complessivo
€ 1.200.000
Committente
BNL Gruppo BNP PARIBAS
Progettazione architettonica e direzione dei lavori
arch. MATTEO GIANNINI (spsk+), arch.  FRANCO MASOTTI
Collaboratori
arch. FRANCESCO LAI, arch. iunior CARLO PEISER
Progettazione tecnologica
arch. CAROLA CLEMENTE (spsk+)
Responsabile della sicurezza
ing. FRANCESCO BIGI (spsk+)
Progettazione impiantistica
ing. MARIO SEMPRONI
ing. VALENTINO DELL'ARMI
Progetto pedagogico
responsabili per Pulcini & Co:
Project Leader - CRISTINA GAMBA
Coordinatrice pedagogica - TIZIANA RIMOLDI
Impresa esecutrice
BNP PARIBAS REAL ESTATE
   





Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE MATTEIS Federico 2009-12-10 n. 27 Dicembre 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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