L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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La Cappella di Otaniemi di Kaija e Heikki Siren

Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, Treviso 2009

Michele Costanzo

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, è stato conferito nel mese di maggio quest’anno (2009) alla Cappella di Otaniemi di Kaija e Heikki Siren.
La manifestazione è alla sua ventesima edizione (1) . Il premio, istituito dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche ha il fine di onorare la memoria di Scarpa come uno dei maestri del Novecento ed ha anche l’intento di diffondere le scienze e le arti del “governo del paesaggio”.
Quello che contraddistingue il premio è il suo essere dedicato ad un luogo o ad un paesaggio e non destinato ad un’opera frutto dell’ingegno, della sensibilità umana, come potrebbe essere: una poesia, un testo letterario, una composizione musicale, un lavoro artistico o un progetto architettonico. La singolarità e l’interesse della scelta stà, dunque, nel suo essere tutta rivolta a un definito, riconoscibile ambito spaziale appartenente ad un territorio: una sorta di luogo dell’anima in cui si sono intersecati, stratificati patrimoni di natura e di memoria e del quale qualcuno porta la responsabilità di una sua poetica testimonianza, la traccia di una comprensione profonda di quel paesaggio e la trasfigurazione in senso formale e materiale di tale sentimento.

Il luogo scelto, nell’edizione del premio quest’anno, è un bosco confinante con il campus di Otaniemi, l’Helsinki University of Technology (TKK), di cui nel primo dopoguerra Alvar Aalto (1949) ha progettato il masterplan; e, immediatamente dopo, alcune tra le sue opere più note, insieme ad altri progettisti, quali Raili e Reima Pietilä e Kaija e Heikki Siren che, pure, hanno lasciato notevoli testimonianze del loro fare progettuale.
E’ interessante ricordare che le prime costruzioni ad essere stata realizzate sono le case per gli studenti, progettate dai Siren; e questo, prima del completamento del complesso universitario, per poterle utilizzare come villaggio per gli atleti delle Olimpiadi del 1952.
Il piano di Aalto non prevede alcuna chiesa. L’esigenza di un centro di vita religiosa e comunitaria, non è contemplata dal piano, tuttavia essa è promossa dai primi gruppi di studenti trasferiti nelle case dopo le Olimpiadi. Nasce dunque un’associazione studentesca, la Ristin Kilta, che propone la costruzione di uno spazio ecclesiale, sceglie il luogo, organizza la raccolta dei fondi necessari alla sua costruzione e, infine, affida la progettazione agli architetti Siren. L’opera è inaugurata nel 1957.

La Cappella di Otaniemi è situata in un punto centrale, facilmente raggiungibile. Sorge in mezzo al paese e con le sue attività fa parte della vita di tutti i giorni degli abi¬tanti; ma è anche nascosta tra gli alberi della foresta che rico¬pre una collina. E, dunque, circondata dalla foresta, si apre all’ambiente umano e per questa sua duplicità è riuscita a mantenere da decenni una posizione importante nel campus.
I Siren hanno saputo utilizzare al meglio i caratteri dell’ambiente e questo, anche all’interno dell’edificio. I materiali scelti sono naturali e tradizionali: il legno e i mattoni. L’uso della luce diurna è stato amplificato grazie alla grande finestra della parete retrostante l’altare di vetro.
In particolare, la soluzione dell’altare rende unica la Cappella. La natura qui è marcatamente presente proprio grazie alla estesa vetrata che in questo caso si trasforma in una enorme pala d’altare che richiama all’interno l’immagine della natura, della fitta presenza degli alti e sottili tronchi arborei e anche delle stagioni che si succedono. Tale densa foresta che, tuttavia, lascia intravedere tra i rami delle piante l’ampio cielo, rendono l’ancona una visione in sé unica. Sembra quasi che la natura e la cappella s’identifichino in una sola realtà.
Natura, architettura, società s’incontrano così in questo mirabile crogiuolo di forma e di vita. E in tale realtà sono chiaramente leggibili i caratteri fondativi di un’antropologia che trova nella natura il legame più profondo e durevole con la propria storia, nonché rasserenante e contemplativo rifugio.
Il visitatore entra attraversando un cortile recintato. I motivi predominanti dei dettagli interni sono rappresentati dal movimento a zig-zag delle strutture del tetto di legno e dal semplice disegno grafico della struttura dell’altare.
“Il significato del legno è essenziale per l’architettura nordica”, scrive Siren, “non solo per via della lunga tradizione storica e dell’abbondanza e della facile reperibilità di questo materiale, ma anche per le sue eccellenti qualità. La linea di una struttura di legno è morbida e per¬fino leggermente ondulata perché il materiale stesso è vivo. Una superficie di legno si pre¬senta sempre morbida e risponde quando l’uomo la tocca. Essa non è mai fredda e aspra”.



Note
(1) Dalla Prima edizione del 1990, i premi sono stati attribuiti, in ordine annuale: 1990 Sítio Santo Antonio da Bica, Barra de Guaratiba, Rio de Janeiro, Brasile (casa e laboratorio paesaggistico di Roberto Burle Marx); 1991 Premio speciale a Rosario Assunto, filosofo italiano impegnato nella cura e difesa del paesaggio; 1992 Sissinghurst, Kent, Regno Unito (casa e giardino di Vita Sackville-West e Harold Nicolson); 1993 Désert de Retz, Ile de France, Francia (affascinante e raro giardino in stile anglocinese); 1994 Viale degli Eroi a Tirgu Jiu, Romania (opera di Costantin Brancusi); 1995 Foresta della Memoria, Enskede, Stoccolma, Svezia (cimitero, opera di Erik Gunnar Asplund); 1996 La Fresneda, Spagna (luogo di Filippo II nei dintorni dell’Escorial); 1997 Dessau-Worlitzer Gartenreich, Germania (settecentesco giardino che si estende su oltre 300 chilometri quadrati ispirato al sentimento della natura roussoniano); 1998 Cerca do Mosteiro de Tibaes, Portogallo (monastero benedettino nei dintorni di Braga); 1999 Cave di Cusa, Sicilia, Italia (cave di pietra per i templi di Selinunte, secolo V a. C.); 2000 L’Agdal, Marrakech, Marocco (orto e frutteto fondato dagli Almohadi nel XII secolo d. C.); 2001 Castelvecchio, Verona, Italia (rinnovato come complesso museale per iniziativa di Licisco Magagnato e per opera di Carlo Scarpa); 2002 I Giardini del Castello di Praga, Repubblica Ceca (rinnovati per iniziativa di Tomáš Garrigue Masaryk e per opera di Jo?e Plečnik); 2003 I sentieri di fronte all’Acropoli, Atene, Grecia (opera di Dimitris Pikionis); 2004 Kongenshus Mindepark, Jutland, Danimarca (memoriale degli agricoltori, opera di Carl Theodor Sørensen e Hans Georg Skovgaard); 2005 Deir Abu Maqar, Wadi en-Natrun, Egitto, (monastero copto di San Macario, fondato nel  secolo e rifondato nel xx dal monaco Matta El Meskin); 2006 Val Bavona, Canton Ticino, Svizzera (un luogo e una comunità della montagna); 2007 Complesso memoriale di Jasenovac, Slavonia, Croazia (luogo della memoria sulla riva della Sava); 2008 Museumplein di Amsterdam, Paesi Bassi (intervento di Sven-Ingvar Andersson); 2009 Cappella di Otaniemi, Espoo, Helsinki, Finlandia (opera di Kaija ed Heikki Siren).


 

 

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2009-11-26 n. 26 Novembre 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

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Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
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Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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