L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Roberto de Rubertis

La città mutante

Indizi di evoluzionismo in architettura

Franco Angeli, Milano 2008, pp 119

Claudia Bernardini

La città mutante è un tentativo molto originale di dare un'interpretazione, decisamente fuori dagli schemi, ai cambiamenti che avvengono nel corso del tempo in architettura, e quindi nelle nostre città.
Roberto de Rubertis si rivolge soprattutto ad episodi comuni di architettura non colta, esplorando numerosi casi che si estendono dal singolo manufatto alla dimensione urbana.
La tesi che si vuole dimostrare prende le mosse da due precisi riferimenti: la teoria darwiniana dell’evoluzionismo, che a sua volta si fonda sulle intuizioni di Empedocle ed Epicuro riguardo alla casualità del divenire.
L’autore vuole da un lato offrire un contributo al pensiero darwiniano, applicandolo per la prima  volta ad una materia tecnica ed estetica, in secondo luogo intende dimostrare l’assoluta mancanza di finalità in ogni atto.
Secondo la teoria evoluzionistica le mutazioni genetiche sono il risultato di un cambiamento spontaneo e non controllabile. Gli individui subiscono una selezione naturale in virtù della loro capacità di adattamento alle mutate condizioni ambientali, ai fini della sopravvivenza.
A differenza dell’ambito scientifico, le trasformazioni della tipologia e della morfologia urbana avvengono ad intervalli più o meno di un decennio, sono quindi osservabili in tempo reale.
Gli interventi dell’uomo in ambito urbanistico-architettonico non sono altro che un adattamento di precedenti situazioni al progressivo modificarsi delle esigenze. Sono  mosse quindi da una spontanea e non programmata necessità, così come avviene in ambito chimico-organico. Infatti in architettura i cambiamenti sono spesso di natura accidentale e nascono dalla necessità di adattarsi a nuove opportunità d’uso, precedentemente non previste.
La città, mutante, è l’aspetto fisico e mnemonico dell’avanzare della storia evolutiva dell’uomo. Nel libro si fa riferimento alla storia “vera dei tentativi falliti, delle sperimentazioni senza esito, e tuttavia incisive nello svolgersi delle vicende umane”. (1)
Così come in ambito naturale può accadere che gli individui tendano a confluire in una comunità più organizzata, in cui le singole autonomie perdono il diretto controllo in favore dell’azione complessiva, altrettanto succede che gli aspetti che regolano la vita delle nostre città divengano sempre più complessi: in tale contesto, l’individuo perde il controllo generale dell’insieme. Non a caso viviamo in un’epoca nella quale si aspira ad avere conoscenze sempre più settoriali e specializzate.
Infatti non di rado in urbanistica, si paragona la città contemporanea ad un organismo vivente, proprio per dimostrarne la complessità. In quanto tale, esso “nasce, si sviluppa, si trasforma, sperimenta soluzioni morfologiche, soffre e si ammala” (2), procedendo instancabilmente verso la propria sopravvivenza. L’esito di questo progressivo cambiamento deriva da una pluralità di fattori in cui è difficile rintracciare le singole variabili.
Si può ipotizzare che per la prima volta stia avvenendo sul pianeta un processo di mutazione genetica al di fuori dell’ambito biologico in senso chimico-organico, ma attraverso operazioni prodotte con l’ausilio di meccanismi generati dall’uomo. Un esempio lampante di questo fenomeno è rappresentato dalle reti informatiche, di vario obiettivo e metodologia applicativa, che oggi regolano ogni aspetto complesso della vita, sfuggendo a volte al controllo di coloro i quali, individualmente o in gruppo, erano predisposti al loro funzionamento.
Questa posizione si scontra inevitabilmente con i punti di vista più tradizionali o con gli ambiti applicativi di ogni disciplina, in cui si è portati a considerare un qualsiasi miglioramento come la causa motivante del cambiamento e non la sua conseguenza involontaria.
Affermare la teoria evolutiva in architettura, significa rinunciare alla convinzione che le nostre azioni siano mosse da fini nobili o moralmente elevati, riconoscendo che tutto ciò che facciamo non ha un obiettivo prestabilito ma segue inconsapevole le regole della conservazione della specie. A tutti coloro che possano preoccuparsi per questa interpretazione della realtà, l’autore suggerisce di non “dolersene, dato che siamo ciò che l’evoluzione ci ha portati ad essere e non potremmo essere altrimenti, senza meriti o demeriti per nessuno” (3).

Note

(1) Roberto de Rubertis, La città mutante, Milano 2008, p. 59
(2) Ibidem, p. 65
(3) Ibidem, p. 11
 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
BERNARDINI Claudia 2009-09-30 n. 24 Settembre 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack