L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Michele Costanzo (a cura di)

Costantino Dardi. Architetture in forma di parole

Quodlibet, Macerata 2009

Alfonso Giancotti


dardi_copertina.jpgL’ultima fatica di Michele Costanzo presenta numerosi elementi di pregio, primo tra tutti quello di riportare l’attenzione sul pensiero di un architetto che le recenti stagioni culturali hanno ‘colpevolmente’ dimenticato.
Architettura in forma di parole, infatti, è un volume che raccoglie ventinove scritti (tra cui alcuni inediti) di Costantino Dardi pubblicati tra il 1976 e il 1991, vere e proprie riflessioni che interessano il proprio impegno progettuale, l’impegno di architetti suoi contemporanei come Stirling, Piano, Isozaki e, ancora, la costruzione dello spazio nella storia dell’architettura.
Il senso di questa raccolta, la cui lettura integrale aiuta non poco nel processo di comprensione del significato dell’opera di Costantino Dardi, continuamente tesa verso la ricerca di un’identità (e quindi di una reciproca corrispondenza) tra teoria e progetto, è già ampiamente declinato dall’ossimoro contenuto nel titolo, che bene ne sintetizza il contenuto e il valore aggiunto.
E’ lo stesso Dardi, nell’introduzione alla prima edizione di Semplice lineare complesso, a proporre, come ci ricorda Michele Costanzo, un singolare  paradosso nello scrivere che …l’area della teoria appare assai più opportunamente coperta dai disegni, dai progetti e dal sistema di riferimenti ad essi sotteso […]. L’area del progetto, al contrario, per la esplicita assunzione delle posizioni di campo, per l’approccio deliberatamente orientato alla fondazione di una base di riferimenti, di un approccio critico, di un retroterra storico, di una collocazione culturale, mi pare che più correttamente sia occupata dai contributi scritti
Il curatore del libro, per suo conto, assolve a un ruolo determinante decidendo, nel saggio di apertura, di impegnarsi a condurre per mano il lettore nella “selva” di riflessioni ‘dardiane’, aiutandolo di fatto nella percezione di questo insieme di saggi come un ‘continuum’, di ogni saggio come tassello di un ‘corpus’ unico.
Attraverso la raccolta e la riposizione di questi contributi, frutto di un complesso (e travagliato) lavoro di ricerca, Michele Costanzo consente al lettore di ri-scoprire il senso del lavoro dell’architetto friulano (di origine) e romano (per scelta), dall’attenzione al tema del luogo al valore che la geometria assume come significato progettuale, per citare solo due tra i consistenti temi di riflessione.
Temi che emergono altresì dalla commossa testimonianza scritta da Aldo Rossi, in occasione della scomparsa del suo amico e collega, alla quale Costanzo affida il ruolo di atto conclusivo del suo volume.
Gli scritti di Donata Tchou, Renato Nicolini e Stefano Cacciapaglia (cui il curatore ha affidato la scelta dei disegni di Dardi che accompagnano gli scritti) completano la serie dei contributi che si affiancano a quello di Aldo Rossi con l’obiettivo di tracciare un ricordo della figura del protagonista del volume.
Al termine del libro viene naturale considerare Architettura in forma di parole come ideale momento conclusivo di una trilogia aperta dall’edizione del 1976 di Semplice lineare complesso e proseguita con l’edizione del 1987, rivista da Dardi anche nel titolo, attraverso la significativa aggiunta di Acquedotto di Spoleto, che molto incide sulla comprensione della sua ricerca.
La differenza, in questa circostanza, risiede nell’opportunità di conoscere un Dardi raccontato da fuori, per quanto in larga parte attraverso le sue stesse parole.
La raffinata selezione dei testi operata da Michele Costanzo lascia emergere, in una nuova ottica, la passione e l’entusiasmo di uno dei grandi maestri della generazione che si è formata sotto il suo insegnamento, tanto nell’atto dell’esposizione del proprio operato quanto, con altrettanta passione, nell’esposizione dell’operato altrui, qualità che oggi sembra appartenere sempre meno alla figura dell’architetto.
Un libro che aiuta, in un momento difficile per questo mestiere, a ritrovare la passione per il progetto di architettura, attraverso – per adoperare le parole stesse del curatore del volume – …una rilettura della visione teorica come guida dell’azione progettuale.
Ma un libro diretto, soprattutto, alle nuove generazioni, con l’intento di alimentare la passione per l’architettura e favorire la conoscenza di una figura significativa della nostra (comunque) recente storia progettuale.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2009-09-23 n. 24 Settembre 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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