L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Beyond Media 2009. Visions

Redazionale

La nona edizione di “Beyond Media” Visions (9/17 luglio), curata da Marco Brizzi si è conclusa con successo, come l’affluenza e l’interesse del pubblico, nonché le ottime critiche della stampa specializzata testimoniano.



La manifestazione è stata allestita all’interno dei coinvolgenti spazi della Stazione Leopolda di Firenze, pervasi dal sottile fascino che è in grado di trasmettere una struttura ex industriale per la sua vastità e, quasi come logico contrasto, per le possibilità che spesso fornisce di allestire interventi, discreti, allusivi, minimali.
La singolarità di questa costruzione sta, dunque, nella prevalenza del senso del vuoto e della grande dimensione che attrae e, contemporaneamente, stordisce chi entra.
L’edificio è stato il contenitore di un evento culturale composito consistente in una mostra di progetti di architettura ed in una serie di, simposi, video (presentati secondo un preciso calendario) ed altre sollecitazioni intellettuali.
La visione complessiva, che ha inteso proporre la mostra/evento, è stata quella di tracciare un profilo possibile dell’architettura del prossimo futuro. E, dunque, l’intento dell’iniziativa è stato quello di analizzare le molteplici sfaccettature che offre sul piano estetico/culturale il rapporto tra progetto e universo dei media.
Come afferma Brizzi: “L’architettura contemporanea sembra aver perso, negli ultimi anni, la capacità di ricercare visioni ampie, di raccogliere in uno sguardo esteso la complessità dei fenomeni di trasformazione dell’ambiente abitato, di guidare il pensiero e la coscienza aldilà di quello che è consueto, empirico, visibile. Le immagini dell’architettura, la loro massiva produzione e il loro consumo hanno avuto come diretta conseguenza, negli ultimi anni, una maggiore vicinanza del pubblico alla progettualità mondiale. Ma, al contempo, hanno realizzato una modificazione nel modo di pensare l’architettura e inciso sulla capacità e sull’opportunità di realizzare visioni, e quindi teorie, radicate nel nostro tempo, ma aperte verso nuovi possibili scenari”.
Negli anni passati il progetto era stato messo a confronto con le nuove e mutevoli condizioni derivate dalla pubblicità - intimità (Intimacy 2003), poi sulle forme di scrittura che accompagnano il suo sviluppo in senso teorico (Script 2005). Con Visions il festival “Beyond Media” ha inteso soffermarsi sulla questione della rappresentazione del progetto e, più in generale, sull’idea della figurazione. Temi, a un tempo, teorici e concreti da cui è stato possibile estrarre, secondo gli intenti degli organizzatori, delle indicazioni sulla realtà in divenire. Anche perché, in questa mostra/evento sono stati invitati a partecipare con le loro opere, con le loro idee, numerosi progettisti, teorici, un po’ da tutto il mondo e studiosi attenti alle trasformazioni del modo di pensare, rappresentare, realizzare, vivere la nuova architettura.



La sequenza dei video presentati che hanno interessato diversi studi noti in campo nazionale e internazionale sono stati curati da Paola Ricco. E, le personalità invitate ai diversi simposi, scelte con estrema cura, sono stati curati da Pietro Valle.
La mostra “Spot on Schools”, a cura di Paola Giaconia, ha presentato numerose scuole di architettura: dalla Grecia a Taiwan, dagli USA alla Svizzera, alla Spagna, all’Italia, al Canada. L’obiettivo è stato quello di porre in evidenza le diverse linee di ricerca all’interno della didattica architettonica. La mostra “Urban Visions”, a cura di Michele Bonino, ha inteso porre all’attenzione del pubblico “la capacità di visione che alcune città hanno saputo mettere in campo”. Le città selezionate, sono: Helsinki, Milano, Saragozza, Medellin, Belgrado, Torino, New Orleans, Parigi, Mumbai, Bologna.

VIDEO CONTEST



SPOT ON SCHOOLS



URBAN VISIONS



Infine, sono da segnalare due workshop dedicati ai bambini, a cura di Jorge Raedó ed Eva Serrats: “Ser Pippo ed il  quadrato magico” e “¿Què és Arquitectura?”, i cui risultati saranno messi in mostra alla Stazione Leopolda alla fine della manifestazione.
E’ chiaro che dalle manifestazioni architettoniche/artistiche, a partire dal festival fiorentino, variamente distribuite nei paesi occidentali (e non solo), contrariamente a quello che si potrebbe credere, non si possono ottenere immediate risposte agli ansiosi interrogativi che i giovani e meno giovani intellettuali si pongono. Si potrebbe aggiungere, piuttosto, che sono proprio esse a creare, a porre degli interrogativi; in quanto, la loro vera funzione è quella di risvegliare l’attenzione del pubblico sulla realtà in trasformazione, di indurre alla riflessione su molteplici temi e, in definitiva, produrre e diffondere conoscenza. Tutto questo, avviene attraverso modalità che sempre più tendono a comunicare idee in forma sensibile, ossia attraverso un procedimento para-spettacolare che investe, prima dell’intelletto, i sensi creando come subitanea risposta o come repentino riflesso comunicativo, stupore, coinvolgimento emotivo. E’ solo dopo, passato il tempo necessario, ricordando la manifestazione (in forma più o meno inconscia), metabolizzando tutto quello che è andato depositandosi sulla gelatina della memoria, che l’esperienza silenziosamente riemerge e guida la riflessione verso nuove direzioni, verso territori che attendono di essere esplorati, manifestando in questo modo indiretto la necessità di averla, sotto qualche forma, vissuta.

www.beyondmedia.it

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
Redazionale 2009-07-17 n. 22 Luglio 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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