L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Sara Marini

Architettura parassita

Strategie di riciclaggio per la città

Quodlibet, Macerata 2009

Michele Costanzo

marini.jpgIl saggio di Sara Marini, Architettura parassita, è una riflessione su un genere di realtà in continua modificazione riguardante l’edilizia corrente che metaforicamente costituisce la trama e l’ordito del tessuto delle città.
Nel suo percorso concettuale, si scandisce in capitoli tematizzati e si arricchisce di numerosi esempi progettuali e d’interviste-dialogo con gli autori di alcune delle diverse forme di parassitismo, che sono dall’autore esaminate nelle loro strategie espressive e nei diversi riflessi in ambito costruttivo, politico, sociale.
Questo fenomeno di “innesto di un corpo in un altro corpo” è sempre avvenuto in architettura, ma ora tale pratica ha assunto un’accelerazione dovuta a nuove norme edilizie in campo nazionale ed europeo, che indirizzano la produzione verso la trasformazione dell’esistente. In tale operazione non c’è mimesi, ma piuttosto un’esplicita distinzione tra nuovo e preesistente, quando addirittura non è perseguita la strada del contrasto.
Tale approccio, che porta alla modificazione del paesaggio urbano ormai consolidato nella memoria collettiva, negli ultimi decenni ha riguardato anche importanti trasformazioni di edifici storici. Così, da un lato si può ricordare l’ampliamento della Tate Britain da parte di James Stirling a Londra (1986) e dall’altro, in tempi più recenti, l’ampliación di Rafael Moneo del Museo del Prado a Madrid (2007) o, ancora, il progetto di Herzog & de Meuron per il centro culturale/sociale CaixaForum a Madrid (2008), ma è chiaro che gli esempi che potrebbero essere fatti sono tantissimi.
La gamma delle così dette “superfetazioni” si è estesa enormemente e non si tratta più di quella prassi abituale, più o meno abusiva, di “ampliamento” degli edifici che si sviluppa nelle città, grandi o piccole poco importa, come una sistematica forma d’erosione dell’immagine e della spazialità consolidata che contraddistingue i diversi habitat. «A Roma ogni edificio è stato soprelevato [...] una o più volte quindi di per sé l’intervento ridolfiano» (1) di via Paisiello, ricorda nella prefazione Pippo Ciorra, non rappresenta un caso emblematico di “rottura di regole”, come altrimenti il concetto di parassitismo in sé rappresenta.
Il nodo della questione è riflettere sulle ragioni, sulle conseguenze o sulle valenze culturali (se ce ne sono) di questa sempre più estesa trasformazione del reale, su questa sorta d’instabilità permanente, dell’immagine urbana che si riflette sul senso del presente; ossia della città, degli edifici, delle cose che diventano altro, perdendo il loro significato originario, acquistandone uno nuovo, magari improprio rispetto alle ragioni intrinseche di ciascun oggetto architettonico, ma coerente con la vita che si muove attorno ad esso, nonché con le diverse esigenze che affiorano come una forma di “bradisismo” continuo, dilagante.
«Questo percorso di ricerca», osserva Marini nell’incipit del suo scritto, «parte dalla volontà di riflettere sulle modalità di crescita della città mettendo in dialogo le pratiche di trasformazione in corso nei territori con il ruolo del progetto architettonico» (2).

Note

(1) Pippo Ciorra, Prefazione, in: Sara Marini, Architettura parassita. Strategie di riciclaggio per la città, Quodlibet, Macerata 2008, p. 8.
(2) Sara Marini, Architettura parassita, op. cit., p. 19.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2009-06-18 n. 21 Giugno 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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