L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Regatta de Blanc 980

[In] ..consciamente sostenibile!

Laura Calcagnini

Esistono due livelli di intelligenza progettuale: quella in grado di rispondere con soluzioni tecniche e tecnologiche ai requisiti e alle aspettative della commessa (prescrizioni di un bando di gara, vincoli normativi, etc) e che concorre con un leggero e quasi impercettibile sfalsamento temporale rispetto alla genesi del processo ideativo, e quella in grado di sovrapporre, sovrascrivere e soprattutto condizionare con la scienza e la tecnica delle soluzioni necessarie la qualità dello spazio architettonico. Quest'ultima intelligenza o “capacità”, in grado di lasciare la sensazione di compiutezza di un progetto, è la sensazione vincente nell'approccio sostenibile del progetto Primo classificato nel concorso ''abitareECOstruire – nuove residenze per il comune di Pesaro' di 2tr architettura e Noos architetti (1).
Gli elaborati presentati raccontano il progetto e le molteplici soluzioni nell'ottica della progettazione sostenibile e del risparmio energetico, ma dallo studio del progetto stesso scaturisce una riflessione: la forma architettonica, la distribuzione spaziale dei piani contengono già in sé una soluzione/intuizione energeticamente intrigante nell'articolazione volumetrica dei piani (fig.1) e una valida intuizione nell'uso dei colori delle facciate (fig.2). Entrambi questi aspetti, estremamente stimolanti nell'ottica dell'integrazione della forma e della tecnica (e dell'energia) sembrano emergere inconsciamente dal progetto architettonico.
La forma architettonica: il progetto, distribuisce gli alloggi secondo uno schema nel quale gli spazi privati delle abitazioni e gli spazi semi privati ad essi integrati sono articolati attorno ad un vuoto centrale. Dalla relazione si legge che “la variabilità dello schema dipende dalla distribuzione dei singoli alloggi e dalla distribuzione all'interno dell'organismo edilizio” e la soluzione finale di questa aggregazione, come visibile negli schemi dei piani, comporta che la sezione del vuoto centrale si rastremi dal piano terra fino a metà dell'edificio, allargando nuovamente la sezione negli ultimi due piani. La “forma del vuoto”, e non solo il vuoto stesso, contribuisce in questo modo alla ventilazione naturale degli ambienti, calibrando la dimensione senza limitare contributo della luce naturale.
I colori: i fronti sud-est e sud-ovest, sono trattati con colori scuri, mentre i fronti meno esposti sono trattati con rivestimenti di colore chiaro. La differenziazione del colore dei fronti dell'edificio, così come progettata, relazionata alla futura e corretta progettazione del dettaglio dell'involucro, diventa significativa nei termini della ventilazione naturale delle pareti maggiormente esposte; viceversa se si provasse a invertire i colori delle facciate, in accordo ad una ipotesi di involucro massivo su tutti i fronti, i colori – stavolta scuri nelle facciate “fredde”e chiari in quelle “calde”- contribuirebbero a smorzare l'assorbimento della radiazione solare sui fronti sud-est e sud ovest. I colori delle facciate in relazione alla tecnologia dell'involucro diventano in questo progetto uno stimolante condizionamento alla integrazione delle scelte compositive e tecniche (energetiche).

Riportiamo di seguito le soluzioni “coscienti” in termini di risparmio energetico e basso impatto ambientale:
- I camini di ventilazione nella corte interna, peraltro vetrata per avere un ambiente comfortevole in condizioni invernali.
- Le soluzioni della copertura: tetto giardino e roof pound, per sfruttare la capacità termica delle masse d'acqua ai fini del riscaldamento e raffrescamento del piano sotto copertura.
- I sistemi di schermatura per calibrare l'ombreggiamento della facciata e degli ambienti della corte interna.
- Il recupero delle acque piovane per l'irrigazione del verde.
- Le serre solari: presenti a sud-est e sud-ovest al fine di ottenere un maggiore guadagno solare e di contribuire a riscaldare le masse dell'edificio comprese quelle dei giardini interni
- I materiali sostenibili e a basso consumo energetico: sono la struttura in legno sia per le componenti verticali (legno lamellare) che orizzontali (solai in pannelli stratificati). Tamponature in terra cruda.
- Le componenti impiantistiche: le pompe di calore, i pannelli radianti per il riscaldamento a pavimento, il solare fotovoltaico (integrazione con le fonti rinnovabili).

Schemi planimetrici delle piante – estratto dalle tavole del concorso (fig.1)



Vista prospettica angolo ovest – estratto dalle tavole del concorso (fig.2)



Note

(1) Architetti: 2tr architettura: Luca Montuori – capogruppo, Riccardo Petrachi, Alice Lentisco, Simone Stabile, noos architetti: Alfonso Giancotti, Manlio Amadio, Enrico Casadonte, Sebastiano Giannuzzi, Valerio Pallotta, Federica Pierdominici, Cecilia Pingelli. Progettazione sistemi bioclimatici, impianti e strutture: Ing. Matteo Mariotti

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CALCAGNINI Laura 2009-06-03 n. 21 Giugno 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack