L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

“NON CURANTE, MA NON INDIFFERENTE”

(epitaffio riportato sulla lapide di MAN RAY, esponente del filone americano della corrente artistica del surrealismo)

Tesi di laurea di Monia Pellegrino

Il progetto, già oggetto di un concorso internazionale di idee svoltosi senza risultati nel 1966, riguarda l’ampliamento della Camera dei Deputati a Piazza del Parlamento, con la realizzazione di nuovi uffici a servizio dei Parlamentari, spazi per la ricezione del pubblico autorizzato, una biblioteca con accesso anche per l’utenza pubblica, spazi di ristorazione solo in parte accessibili anche da quest’ultima, un ufficio postale, un’autorimessa interrata per le auto dei deputati.
I progettisti che negli anni ‘60 si cimentarono con un tema tanto complesso sia per il contesto urbano in cui si attesta sia per le molteplici prescrizioni del bando, si divisero tra chi, nel rispetto di un contesto di tale carattere, si cristallizzò in una paralisi creativa che diede vita alla mera ripetizione di forme e stili già presenti nel centro storico di Roma, ma per niente attuali e contemporanee e chi, negando totalmente il condizionamento delle preesistenze, ideò un oggetto architettonico che apparve generalmente espressione innovativa di uno spazio, ma non necessariamente dello spazio che mancava a Piazza del Parlamento.
L’aspetto attuale del Palazzo del Parlamento, e dell’omonima piazza, si deve al progetto di E. Basile che, vincitore del concorso bandito nel 1880, realizzò il raddoppio in profondità del nucleo iniziale progettato per Papa Innocenzo X da Bernini nel XVII sec.
Per far posto a questo intervento, vennero demoliti numerosi edifici medievali e barocchi, con la conseguente riorganizzazione della struttura cittadina. La conformazione del tessuto risultante dallo scontro tra le preesistenze medievali, le alterazioni barocche, gli interventi ottocenteschi e quello del Basile ha tuttora l’aspetto di nodo irrisolto ed è oggi incongruamente utilizzato come parcheggio per le auto dei parlamentari.
Le fonti storiche hanno rivelato che fino all'intervento del Basile, non vi erano state trasformazioni di rilievo; la parte demolita e i vuoti urbani in essa contenuti, venivano a costituire il naturale filtro per lo smistamento del traffico di quartiere.
Osservando il centro storico di Roma, la suggestione è stata immediata: il Cretto che Burri ha realizzato a Gibellina!
Da una parte le rovine dell'antica città di Gibellina trasfigurate in opera d'arte da Alberto Burri che ha cristallizzato le macerie con una colata di cemento bianco.
L’antico impianto viario racchiude e modella la materia: Il vuoto contiene il pieno.
Dall’altra i percorsi interni al centro storico di Roma che sono spazi risultanti dalla stratificazione storica degli edifici avvenuta a partire dall'epoca romana; un tessuto che consolida la sua forma nel corso dei secoli XI-XIV sulla base della preesistenza delle strutture viarie e delle insulae romane preesistenti: il vuoto detta il pieno.
Il progetto si inserisce quindi come il tassello mancante di questo sistema di volumi.
Questo corposo elemento pieno viene ritagliato nei suoi limiti esterni dalle strade che lo delimitano e poi tagliato, scavato e scosso dalla serie di percorsi che si agitano al suo interno:  il vuoto scava il pieno.
Un primo taglio generato da Via del Campo Marzio irrompe sul volume e lo divide orizzontalmente: una lastra sembra emergere dal terreno e una nuova piazza si apre, mentre la strada continua a scendere. Dall’antico Largo dell’Impresa, che ora viene a riconfigurarsi, lo sguardo penetra nel volume e lo scinde; questo asse fa ruotare parte della struttura.
L’attestazione alle preesistenze costituisce il legame definitivo con l’intervento; appaiono immediatamente leggibili gli allineamenti con il contesto e i limiti così ben segnati dal tessuto viario: qui e mai altrove questo tassello mancante poteva essere ricollocato.
I numerosi vincoli posti dal bando riguardo alla collocazione di numerose funzioni con particolari prescrizioni circa l’interferenza tra i diversi tipi di utenza, sono stati spunto per realizzare l’intersezione spaziale e funzionale di percorsi che possono sfiorarsi, ma non miscelarsi completamente; spazi da condividere, ma mai per caso; servizi che, da un’origine comune, si sdoppiano ad uso delle diverse categorie di fruitori. La costrizione spaziale all’interno di un volume così caratterizzato dal luogo da cui è ricavato, ha provocato una sorta di tilt: il pieno si spezza, si svuota, argina percorsi, visuali e materiali; l’involucro si frattura, superfici emergono dal suolo, percorsi diventano volumi ed infrangono altri volumi: una spinta vitale di novità interviene su un tessuto cristallizzato nel tempo, lo scuote, ma ne rimane racchiuso e descritto.
Dal punto di vista tecnologico, l’edificio ha tenuto conto del particolare posizionamento e dell’orientamento delle facciate, proponendo soluzioni progettuali che consentissero un contenimento significativo delle dispersioni termiche e dei consumi energetici per la climatizzazione sia in inverno che in estate.
A sud, l’intervento si attesta alla preesistenza mantenendo un adeguato distacco ed una opportuna altezza massima, che consentono di preservare l’esposizione alla luce naturale degli edifici esistenti e un guadagno solare diretto per l’edificio progettato, a mezzo di una superficie captante completamente vetrata che funge da collettore solare in inverno.
Inoltre la finitura della facciata sud con una doppia pelle ventilata permette all’edificio di respirare in estate favorendo la ventilazione naturale.
L’involucro opaco è totalmente realizzato con la tecnologia della parete ventilata, in cui la tamponatura è isolata a cappotto, in modo da abbattere quasi totalmente le dispersioni di calore dovute ai ponti termici.
Le vetrate esposte a est, nelle sale di lettura, sono anch’esse pensate come pelli in grado di interagire con i cambiamenti climatici non solo su scala stagionale, ma anche giornaliera, posizionando all’interno della camera di ventilazione, un sistema di oscuramento a brise- soleil per evitare il rischio di abbagliamento; vi sono poi griglie di ventilazione per garantire il continuo ricircolo di aria naturale in estate e nelle ore calde della giornata e una camera d’aria ferma e isolante in inverno e nelle ore notturne.
Si è posta particolare attenzione anche alla distribuzione degli ambienti all’interno dell’edificio: il magazzino dei volumi è stato posizionato nel livello semi-interrato per meglio conservare gli stessi senza l’eccessivo impiego di impianti di climatizzazione; i locali di servizio della caffetteria, della biblioteca e dell’ufficio postale sono stati localizzati nel primo livello interrato eliminando le operazioni di carico e scarico merci e la conseguente congestione del traffico in superficie; le sale di lettura, i locali della caffetteria, e quelli delle sale di scrittura per i parlamentari godono, anche in copertura, di ampie superfici vetrate adeguatamente schermate per ridurre il ricorso a illuminazione artificiale; infine i vani ascensore e i locali di servizio, sono posizionati sulla parete nord, quasi totalmente opaca per ridurre le dispersioni dovute all’orientamento sfavorevole.
Intendendo la configurazione della città come un processo dinamico, il progetto si è quindi riproposto di ricucire l’attuale lacerazione del tessuto edilizio, con un edificio in grado di dare all’area una risposta moderna ed attuale; attuale nella forma e nei contenuti, ponendosi in dialettica con le preesistenze e proponendo una nuova quinta urbana che possa competere con la facciata ideata e realizzata dal Basile; attuale nell’interesse verso tematiche proprie di questi tempi quali quella dell’efficienza energetica dei componenti edilizi utilizzati e nell’attenzione posta alle problematiche e alle risorse che emergono dalla precipua posizione dell’edificio rispetto al layout urbano.

…apparentemente NON CURANTE, MA assolutamente NON INDIFFERENTE.

 

Vincenzo Giuseppe Berti

 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack