L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Enrico Mauceri. La Sicilia nei paesaggi e delle geografie

Valeria Scavone


Il viaggio

L’idea del viaggio come contemplazione delle “bellezze” del paesaggio è indissolubilmente legata al Grand Tour, obbligatorio per gli uomini di cultura del mondo occidentale, esperienza raffinata ed intellettuale riservata ad una èlite. Nel corso del XIX secolo i viaggiatori diventano sempre più numerosi e ben presto saranno indicati come «turisti», utilizzando il vocabolo che Stendhal in Memorie di un turista consacrò a dignità letteraria.
Mauceri scrive proprio nel momento in cui si diffonde la cultura del tempo libero, i mezzi di comunicazione diventano più confortevoli ed economici, nel momento in cui ai viaggiatori si affiancano i turisti, negli stessi anni - 1894 - in cui nasce il Touring Club per fornire loro supporto e aiuto. Nel passaggio fra Ottocento e Novecento si verifica una trasformazione nella concezione del viaggio: il Novecento, con il suo rapido progresso tecnologico accelera i processi e produce un uomo senza identità. Il progresso industriale fa sì che l'uomo, non riconoscendosi in una civiltà così posta, sogna la fuga verso luoghi in cui esprimere la propria umanità. Da affermazione della libertà individuale, esaltata dai romantici, il viaggio si trasforma in fuga, nella maggior parte dei casi illusoria poiché non aiuta l'intellettuale a risolvere il suo profondo disagio esistenziale, si pensi ad esempio a Pirandello ne Il fu Mattia Pascal.

Geografie

La carriera storico-artistica di Enrico Mauceri inizia concretamente intorno alla fine del XIX secolo quando, grazie alla sua assidua e costante ricerca scientifica, si dedica alla redazione di guide che si ispirano a quelle ottocentesche, ma con l’intento di fare del viaggio un «paradigma dell'esperienza autentica e diretta» (Leed, 1992, 14), anche grazie alle sollecitazioni di Corrado Ricci, propulsore della collana “Guide d’Italia”.
Con maestria, ad esempio, accompagna il lettore in Sicilia e Malta lungo il periplo della sua isola; in pochissime battute percorre la costa a partire dallo stretto di Messina, descrivendone le bellezze con dati tecnici, geologici, naturalistici, storici e aneddotici. Cita le emergenze architettoniche e archeologiche che incontra nel suo viaggio, spiegando geograficamente i motivi che hanno portato alle vicende storiche che caratterizzano la civiltà che le ha prodotte. Questa attenzione particolare per la realtà narrata, è la sua geografia che sostiene e sviluppa questo spostarsi, reale o virtuale, per arricchire la propria cultura valorizzando al meglio l’esperienza del viaggiare, di conoscere il mondo. La geografia, orientata all’educazione spaziale, non può - però - fare a meno di strumentazioni grafiche nella realizzazione didattica, con riferimento alla cartografia, alla fotografia e al disegno, supporti indispensabili anche per gli urbanisti. Alle carte e alle foto Mauceri si affida per essere più efficace nelle descrizioni, sempre incaricando i fotografi più abili attivi in Sicilia o richiedendo immagini direttamente ad Alinari o Brogi.
Gli scritti di Mauceri rispecchiano certo il fermento culturale dell’Europa dell’ultimo quarto dell’Ottocento, quando viene definita la geografia storica o artistica, in seguito applicata da Henninger nel 1916 a Vienna. Riprendendo il messaggio di Ratzel, infatti, egli studia «i fatti storico, artistici e culturali in stretta connessione e dipendenza dei fattori ambientali». Nelle sue descrizioni delle città, come delle rovine, come dei paesaggi, è riscontrabile quel processo di «ricontenstualizzazione geografica», che non è solo una collocazione dell’opera nel suo ambiente originario, ma «mira a ricostruire storicamente i nessi di questo antico rapporto» (Sciolla, 2001, 98). Ed ecco che, ad esempio, nel narrare di Palermo si sofferma sulle caratteristiche geografiche che ispirarono «i fondatori di Panormos» (Mauceri, 1906, 10).
Un altro apporto gli arriva dalla geografia culturale che, nata proprio in quel periodo, si occupa dello spazio prodotto dall’agire umano, di oggetti e luoghi che «accentuano in sé tutti i valori della cultura, ne testimoniano il carattere peculiare»; questi luoghi e questi oggetti sono i beni culturali, segni incisi nel territorio quali simboli di una cultura propria di un popolo, sono i segni del paesaggio, «simboli culturali» (Guarrasi, 1994, 17). Quali segni più esemplificativi del valore di una cultura che le rovine archeologiche di cui la Sicilia è disseminata, dove le «bellezze della natura si fondono così armoniosamente alla mestizia delle rovine e al ricordo dei secoli trascorsi» (Mauceri, 1908, 13)?
Sulla natura Mauceri si sofferma soprattutto quando gli elementi naturali assumono valenza di bene culturale, laddove, cioè, «ne sia esaltata la qualità e la funzione di spazio vissuto e insieme simboli della identità» (Caldo, 1994, 20). Il paesaggio con Mauceri entra appieno come oggetto di indagine «nel campo della storiografia», secondo quanto introdotto da tempo da Burckhardt, una «cultura che indaga tutte le manifestazioni di una civiltà» (Tosco, 2007, 44).
La sua formazione positivista lo porta ad un’attenzione minuziosa verso le altre discipline tant’è che, consapevole che le componenti costitutive del paesaggio, gli elementi climatici, agrari, i fenomeni naturali contribuiscono a restituire la facies del territorio, in periodo più maturo, fornirà dati scientifici sempre più precisi e completi grazie allo studio degli scritti di Fischer (1902), cui continuamente rimanda.
Come già Jacob Burckhardt, ne Il Cicerone appena qualche anno prima, «tradisce una partecipazione viva alla narrazione storica» (Tosco, cit., 45), Mauceri, anche nelle descrizioni più attente ai dati tecnici, nonostante l’accurata scientificità che permea i suoi scritti, riporta spesso accenti personali. La variabile soggettiva è elemento imprescindibile per ogni analisi del territorio, nell’approccio di Mauceri così come in quella che è definita geografia umanistica, per la quale ogni realtà può essere influenzata dalla diversa percezione da parte dei fruitori. Tant’è che, ad esempio, nel descrivere Selinunte rimarca che il «villaggio di pescatori, detto La Marinella, […] dà una tinta più scura al luogo e desta le riflessioni più tristi sulle vicende umane» (Mauceri, 1928, 92).
Con la geografia umanistica, accanto ai consueti testi di lettura della realtà, compaiono brani letterari, racconti di viaggio, leggende, integrati con approfondimenti riguardanti opere d’arte, archeologia e beni culturali e ambientali. L’effetto finale di tale lettura è più eusariente e interessante rispetto al passato, come si evince, ad esempio, dalla descrizione del fiume Anapo nei pressi della sua città natale, quando - in un contesto ricco di informazioni tecniche - precisa che «ha in ogni tempo commosso dotti e poeti per i ricordi che vi aleggiano in un’atmosfera tutta di classicità» (Mauceri, 1928, 32). Le sue notazioni personali non prevalgono mai sulla ricostruzione geografico-storica, forse per la missione che sembra animare lo studioso: «trasmettere alle generazioni future il patrimonio italiano di storia, d'arte e di natura, «bene insostituibile» (come cita lo Statuto del T.C.I).

Il fiume Anapo con i papiri, da Mauceri, Siracusa e la Valle dell'Anapo 

Paesaggi

Senza addentrarci nella polisemia che contraddistingue il termine paesaggio, il richiamo a Simmel (1985) per il quale la natura […] viene trasformata nell’individualità del paesaggio dallo sguardo dell’uomo, è doveroso, cioè un territorio diventa paesaggio quando lo si scopre come esperienza sensibile che impressiona e a tale impressione concorrono tutti sensi.
Quando Mauceri scrive: «non vi è regione che meglio di questa possa rievocare nell’animo del passeggiere tanto cumulo di memorie intorno alle civiltà passate, come anche da nessun’altra lo spirito umano può uscire cos’ ben nutrito e temprato» (Mauceri, 1908, 74), soffermandosi sul fatto che «il fascino delle rovine che messe insieme dal tempo in una posa artistica giacciono tristemente la natura ha aggiunto l’opera sua divina, ed un’armonia potente di colori vari e intensi» comunica la sua percezione del paesaggio. Sono stati coinvolti fattori individuali di tipo fisiologico, caratteriale, psicologico e l’esperienza, da meramente intellettuale, astratta e cosciente - tipica di uno studioso -, viene contaminata dalle sensazioni psico-fisiche.
Le sue narrazioni sembrano anticipare una delle più recenti definizioni di paesaggio quale «serbatoio profondo» che reca l’impronta dello spirito della cultura di un popolo (Venturi Firriolo, 2002).
La concezione di Mauceri del paesaggio rientra in quella fase che Artuto Lanzani definisce di tutela del «bello» inteso come visuale, quadro percettivo, alla base dell’approccio crociano, una concezione che ha ceduto il passo, «lentamente, ma progressivamente, ad una definizione di paesaggio come documento storico-naturale da tutelare» e valorizzare, oggi «la più consolidata nelle pratiche di pianificazione» (2006, 206).

Panorama di Siracusa dai Cappuccini, da Mauceri, Siracusa e la Valle dell'Anapo


Bibliografia
G. Carta, La geografia economica e militare dell’agrigentino nell’opera di Tiburzio Spannocchi, in: V. Scavone (a cura di), Il mare della Valle dei Templi… Agrigento città costiera, Atti del convegno (Agrigento 24-25/04/2006), Aracne, Roma 2007, pp. 37-46.
C. Caldo, V. Guarrasi (a cura di), Beni culturali e geografia, Patron, Bologna 1994.
T. Fischer, Storia naturale: Storia della formazione della terra. L'uomo, le razze umane, loro usi e costumi. Vita delle piante, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1902.
A. Lanzani, Paesaggi italiani, Meltemi, Roma 2003.
E. J. Leed, La mente del viaggiatore. Dall'Odissea al turismo globale, Il Mulino, Bologna 1992.
G.C. Sciolla, Studiare l’arte. Metodo, analisi e interpretazione delle opere e degli artisti, UTET, Torino 2001.
E. Mauceri, Palermo (nel passato), Pedone Lauriel Editore, Palermo 1906, p. 10.
E. Mauceri, Guida di Siracusa, Mauceri Salibra Editore, Siracusa 1908, p. 13.
E. Mauceri, Sicilia e Malta, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1928.
C. Tosco, Il paesaggio come storia, Il Mulino, Bologna 2007.
E. Turri, La conoscenza del territorio, metodologia per un’analisi storico-geografica, Marsilio,
Venezia 2002.
M. Venturi Firriolo, Etiche del paesaggio. Il progetto del mondo umano, Editori Riuniti, Roma 2002.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
SCAVONE Valeria 2009-05-27 n. 20 Maggio 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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