L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Bernard Tschumi. Il Parco archeologico di Alésia

Michele Costanzo

L’esigenza di mantenere uno stretto rapporto di tipo dialettico tra l’ambito teorico della progettazione e quello applicativo è un aspetto distintivo della personalità di Bernard Tschumi.  In questo senso, diversi testi teorici, tra i quali Manhattan Transcripts (1978) e Architecture and Disjunction (1998), si alternano all’attività progettuale, i cui esiti l’autore raccoglierà in tre volumi, dal 1998 al 2004, denominati Event Cities. Il cui fine è quello di analizzare in maniera critica/analitica il senso, le modalità, gli indirizzi formali in cui l’interrelazione tra teoria e progetto si traduce, nelle diverse occasioni, nell’organismo architettonico. Tale operazione ha come punti di riferimento la terna concettuale di Space, Event, Movement che, in tempi recenti, ha trasformato in Concept, Context, Content. «Introdurre Context e Content al posto di Event e Movement», egli afferma, «è un modo per metterli a confronto con le realtà di cultura e produzione» (1). In questo senso, i suoi edifici, considerati come parte di città, sono luoghi vitali, aperti, studiati per assolvere ad una molteplicità di attività, d’incontri, di scambi e dove, unitamente al luogo, l’uomo sociale è il soggetto principale.
Il progetto per il Parco archeologico di Alésia, in Francia (2004-) in corso di realizzazione, pur nella singolarità dell’idea che lo sottende, quella di ricostruire la cruciale battaglia del 52 a. C. tra le tribù galliche guidate da Vercingetorige e l’esercito romano guidato da Caio Giulio Cesare, risponde a questa impostazione teorica. Il Concept, che lo caratterizza, afferma Tschumi, è un genere di organizzazione, a un tempo, spaziale e socio-culturale, ossia «[...] simultaneously site-specific and social-programmatic» (2).
Il progetto consiste nella realizzazione di due edifici simili, di forma circolare: l’Alesia Museum e l’Interpretative Center. Il primo ricoperto di pietra e disposto sull’altura dove erano asserragliate le popolazioni indigene e il secondo di legno posizionato nella pianura. «La configurazione circolare di entrambi è studiata per favorire la presentazioni di sequenze visive; e per uno dei cilindri è data dalla necessità di una visione a 360 dell’ambiente in cui ha avuto luogo la battaglia» (3). Inoltre, tale forma cilindrica ha anche il significato di richiamare simbolicamente l’idea dell’accerchiamento del campo dei Galli operato dai soldati Romani.
Il programma dell’intervento si pone l’obiettivo di realizzare un luogo destinato a coinvolgere il pubblico, offrendo spazi pedagogici e ludici, disposti all’interno di una attenta organizzazione del parco realizzata in collaborazione con l’architetto paesaggista Michel Desvigne. «Celebrare, documentare e spiegare un avvenimento importante della storia di Francia: la battaglia di Alésia, la resistenza di Vercingetorige e la vittoria di Cesare; questo è l’obiettivo primario del progetto. Mediante due strutture con funzioni museali differenti e una ricostruzione parziale delle fortificazioni e numerosi percorsi pedonali attraverso un paesaggio quasi intatto dove sono le permanenze archeologiche» (4).
La ricostruzione si basa prevalentemente sulle descrizioni tratte dal De bello Gallico, in particolare da un passo di Cesare che recita: «Ipsum erat oppidum Alesia in colle summo admodum edito loco [...]. Cuius collis radices duo duabus ex partibus flumina subluebant. Ante id oppidum planities circiter milia passum III in longitudinem patebat; reliquis ex omnibus partibus collis mediocri interiecto spatio pari altitudinis fastigio oppidum cingebant» (5).
L’operazione costruttiva/ricostruttiva dell’ambiente della battaglia operata da Tschumi si sforza di mantenere un equilibrio tra la richiesta da parte degli archeologi di evitare gli eccessi scenografici e salvaguardare il contesto naturale, e la necessità di creare delle presenze volumetriche -costruzioni di vario genere con funzioni didattiche/museali, ludiche, commerciali- che possano essere facilmente identificate e utilizzate dai visitatori, finalizzate a far comprendere la dimensione storica del paesaggio.



L’Interpretative Center è una costruzione in legno e vetro situata a nord dell’antico villaggio romano, in una località denominata “Le pré haut”; la nuova costruzione visibile dalla strada dipartimentale, punta ad integrarsi col villaggio che si trova nella località denominata “Curiot”.
A piano terra, superato l’atrio d’ingresso, si trovano gli spazi pedagogici, ludici, commerciali, il ristorante, i servizi, gli uffici dell’amministrazione. Al centro della costruzione si sviluppa una rampa/scala, attorno ad un vuoto circolare coperto da una vetrata, che porta agli spazi espositivi e alle sale per conferenze e riunioni. Il parcheggio è sistemato nel piano sotterraneo. La copertura è un punto di osservazione panoramico a disposizione dei visitatori.



L’Alésia Museum è un edificio in pietra a due livelli con una scala centrale che, come la precedente costruzione, si sviluppa attorno ad uno spazio circolare illuminato dall’alto e si compone di sale espositive permanenti e temporanee.
Nelle sale permanenti è esposta una varietà di documenti storici con l’intento di descrivere un percorso che va dai tempi della preistoria al presente. I visitatori possono vedere, tra i vari reperti in mostra, una serie di oggetti in buona parte risalenti all’occupazione romana (ceramiche, anfore, bracciali, etc.), ma le scoperte archeologiche più importanti sono le sculture provenienti dalla città Gallo-Romana di Alésia.
Nelle sale per esposizioni temporanee sono organizzate mostre tematiche, destinate a succedersi con una cadenza temporale da regolare in base alle disponibilità e all’afflusso dei visitatori.



Note
(1) Cfr., Twenty Years After (Deconstructivism) an interview with Bernard Tschumi, «AD» n. 1, gennaio-febbraio 2009.
(2) Cfr., Tschumi on Architecture, Conversation with Enrique Walker, The Monacelli Press, New York 2006, p. 162.
(3) Ivi.
(4) Dalla relazione di progetto.
(5) Caio Giulio Cesare, De bello Gallico, VII, 69, Rizzoli, Milano 1974, trad. F. Brindesi. «La città di Alesia si trovava alla sommità di un colle molto elevato [...]. Le radici di questo colle erano bagnate da due parti da due fiumi. Davanti alla città si estendeva una pianura di circa tre miglia, dagli altri lati la città era circondata da colli di uguale altezza posti a non molta distanza».

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2009-05-02 n. 20 Maggio 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack