L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Adelina Picone

La casa araba d'Egitto

Costruire con il clima dal vernacolo ai maestri contemporanei.

Jaca Book, 2009. ISBN 978-88-16-40856-2, ? 32

Alberto Manco

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Il titolo si riferisce a un tipo di fabbricato che colpisce allo stesso modo di un evento singolare, tale ne sono la portata simbolica e la valenza pratica. La casa araba d’Egitto è concepita in base a tratti talmente specifici e caratterizzanti da staccarsi con nettezza da sperimentazioni e rivisitazioni filo-similari, sia pure le meglio eseguite. Essa rappresenta un modello di elegante esibizione di diversità, una diversità nella quale è racchiuso e cionondimeno esibito un valore intrinseco pressoché assoluto e indipendente rispetto a quello al quale aspirano, spesso maldestramente, i cuginastri e i falsi parenti oltremodo cari a certi archistar. Né vi è alcunché a che vedere, nel caso di questo volume, con edilizia ambientalista o bioedilizia che dir si voglia – almeno non quella di cui si sente parlare con accenti talvolta massimalisti e generici.

Il libro riempie un vuoto sull’argomento e lo fa con una linea espositiva originale. La casa araba d’Egitto è considerata in base ai suoi tratti “attuali”, che si leggono bene soltanto se si dispiegano e rispiegano i fattori eteronomi che hanno guidato il progetto e l’esecuzione di simili fabbricati. 

L’autrice racconta in modi diversi tra loro che cosa significhi “architettura”. Numerose le domande che susciteranno l’interesse dell’addetto ai lavori, ma anche del lettore occasionale. Possibile, ad esempio, riprodurre oggi un manufatto senza ridursi ad essere meri replicatori d’opera? Adelina Picone è convinta di sì, e propone la sua visione delle cose con una scrittura informata. Un discorso che serve a rivalutare la funzione degli elementi architettonici nel contesto loro proprio, oltre che riconsiderare come continuare a tenerli presenti nel contesto che muta – cosa ancora più ardua quando li si voglia mantenere vivi in ambiti remoti rispetto a quelli in cui si sono date le condizioni di una loro prima affermazione.

La sensazione che si ricava dalla lettura è quella di una piacevole riappacificazione con temi di importanza estrema, primo fra tutti quello di una ecocompatibilità visitata tenendosi a distanza dalla cattiva o pessima letteratura che ne fa a volte oggetto e mettendo in risalto l’antico legame tra l’essenziale e il contesto: detto altrimenti si tratta di “economia”, rivivificata nella sua ragione etimologica primaria. D’altro canto è noto come l’ecocompatibile sia quasi sempre più dispendioso del prodotto “tradizionale”: un innaturale e odioso sovvertimento in cui proprio ciò che veniva progressivamente dimenticandosi dell’ambiente è grottescamente divenuto, in tanta edilizia nostrana, “economico” e/o “tradizionale”. A questo proposito basti pensare che la casa araba d’Egitto fa del deserto un antefatto simbolico col quale misurarsi, un simbolo nel quale si rintracciano condizioni estreme, prime fra tutte suolo e clima, e la relazione con le quali viene risolta in maniera sorprendentemente efficace.

Partita da un interesse esplicito per Hassan Fathy, Adelina Picone si è ritrovata tra le mani un risultato che non è una monografia sul grande architetto ma un ragionamento che alterna domande e risposte. Ottima la suddivisione degli argomenti e di raro pregio l’impianto iconografico.



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Museo della Casa di Siwa. Codificazione dell'abitazione tradizionale realizzata da maestranze locali senza la guida di un progetto ma soltanto grazie alla applicazione degli accorgimenti funzionali, tecnico-costruttivi e di comfort ambientale che la tradizione popolare traspone nell'edilizia abitativa.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
MANCO Alberto 2009-04-07 n. 19 Aprile 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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