L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Claus en Kaan

Intervento nell’area centrale di El Prat de Llobregat

Michele Costanzo

El Prat de Llobregat è una cittadina di circa 60.000 abitanti sviluppatasi in stretta aderenza con il tessuto urbano di Barcellona. Questa caratteristica presenta molti degli svantaggi comuni alle periferie di grandi centri metropolitani e che pesano sul piano dello sviluppo economico, sociale e della qualità edilizia ed urbanistica.
Il centro è situato lungo la riva destra del delta del fiume Llobregat ed ha una piccola spiaggia ed una riserva naturale, il Llac de la Ricarda i del Remolar. Il rimanente del suo litorale è impegnato dalla presenza dell’aeroporto di Barcellona che occupa circa un quarto del suo territorio.
Lo scorso anno è stato bandito un concorso internazionale per individuare gli interventi necessari per migliorare la crescita della sua struttura urbana, indirizzare il suo riassetto edilizio e, con esso, lo sviluppo economico e sociale. Il progetto di Claus en Kaan, con Jaume Carné (2009) è risultato vincitore per l’incisiva proposta spaziale, la gradualità dei tempi previsti nel metterla in atto e la capacità di assorbire all’intermo della struttura organizzativa le eventuali nuove necessità che potranno sorgere nel corso degli anni (la durata della validità del piano è di circa un ventennio).
Il primo nodo problematico evidenziato dal progetto è stato considerato l’importante asse autostradale di Castelldefels che determina una barriera all’interno dell’area urbana, emarginando di fatto il settore nord della città (che i progettisti hanno denominato “Central Prat”).
La proposta è stata, dunque, quella d’interrare un tratto dell’autostrada di Castelldefel, che è il nome che assume la Gran Via de les Corts Catalanes nel tratto urbano di El Prat: la più lunga arteria e (insieme alla Avinguda Diagonal) la più importante di Barcellona. «Attualmente, se si cammina lungo Carrer Major bisogna fermarsi quando si arriva all’altezza dell’autostrada o altrimenti è necessario salire e scendere attraverso uno scomodo sovrappasso per andare dall’altra parte» (1).
A partire dalla rimozione di tale ostacolo, secondo gli autori, è possibile sviluppare tutta una serie diversificata di proposte, concatenate tra loro secondo un filo logico/conseguenziale.  
Il secondo intervento, dunque, è quello di utilizzare la superficie acquisita dall’interramento dell’autostrada, trasformandola in un’area verde che va a ricollegarsi con il Parc Central dell’area metropolitana di Barcellona. Un parco con una vegetazione lussureggiante per via della natura geologica del terreno che determina la composizione chimica delle acque freatiche in costante contatto con il suolo; una condizione simile a quella del parco de La Devesa a Girona, con alberi che superano i 40 metri di altezza.
Tale parco potrà essere utilizzato dagli abitanti di El Prat e da coloro che risidono nell’area centrale metropolitana di Barcellona. Si tratta di un vasto territorio di circa 70 ettari che collegandosi al Parc Fluvial del Llobregat, non solo acquisirà una foresta lungo il fiume, ma potrà altresì ospitare al suo interno, uno sport club di vaste dimensioni e un’area edificabile.
«Il punto di forza dell’insieme urbano di Barcellona sta nel suo compatto tessuto, che non è un patchwork di sezioni strettamente specializzate, ma ha un suo forte carattere proveniente dalla rete di infrastrutture in cui è inserito; Diagonal e Gran Via, giocano in questo un compito essenziale. Il collegamento con Prat Nord ha la funzione di rinforzare tale ruolo di prolungamento della Gran Via nell’area di progetto». (2)
In questa impostazione a carattere strutturale, è necessario prendere in considerazione alcuni aspetti geografici e paesaggistici come parte della singolarità del luogo: la vicinanza all’aeroporto, il fiume Llobregat e la piana con il delta circondata da tre rilievi collinari, quali: a ovest la cima Ramón facente parte del gruppo montuoso di Garraf, a nord la cima del Tibidabo che si trova nella catena montuosa di Collserola Mountain ed a est Montjuic.
La nuova città di El Prat, afferma Claus en Kaan, sarà costruita per parti, attraverso dei progetti rispettosi dell’iniziale impostazione teorica, anche se saranno portati avanti da differenti forze edilizie imprenditoriali; quando un progetto d’espansione di una città si prevede che abbia uno sviluppo temporale piuttosto ampio (circa vent’anni o più) e necessario che sia condotto a passi graduali e con un atteggiamento flessibile. La proposta per l’area di Central Prat, in questo senso, è in grado di adattarsi ai cambiamenti economici, politici ed estetici che si succederanno nel corso dei prossimi anni.

Il programma è impostato su due zone distinte: l’una, pari all’80% dell’ara coperta e destinata a edilizia abitativa, che riflette lo sviluppo urbano dell’attuale El Prat e l’altra, pari al 20% dell’ara coperta; riservata al resto delle attività a carattere metropolitano che unisce in sé spazi commerciali e produttivi e richiede una strategia urbana contemporanea. Queste due circoscritte strutture urbane non devono essere considerate come realtà differenti, in quanto nel corso del loro sviluppo andranno intrecciandosi tra loro per via dell’organizzazione degli spazi pubblici, del parco, della rete viaria urbana e di quant’altro.
Un’altra forma d’ideale collegamento sarà la conservazione della struttura dei blocchi edilizi che riflettono l’esperienza urbana del Pla Cerdà. Per cui, accanto agli uffici, alle strutture di servizio, in Central Parc saranno realizzati degli alloggi in blocchi urbani con ampi spazi verdi nelle corti interne. Nel progetto si prevedono diversi interventi rivolti al rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico come l’uso dei tetti per installare pannelli solari, dotando d’autonomia energetica gli alloggi.
Nella scelta tipologica/morfologica, basata prevalentemente su un tessuto di case a corte e nel mescolamento tra residenza e attività lavorative, nonché nello scambio tra abitazioni e strada (al fine di rendere il tessuto urbano più vicino ad un concetto di città, a un tempo, tradizionale e moderno), Claus en Kaan hanno messo in atto un interessante percorso concettuale che congiunge alcuni dei loro progetti a carattere urbanistico-architettonico con il progetto di El Prat; tra cui, particolarmente vicino, risulta essere il loro lavoro per l’isola artificiale di Ijlburg, ad Amsterdam (risalente al 1998 e attualmente in fase di realizzazione), mettendo, con questo, in diretta comunicazione due culture (l’olandese e la spagnola) pur rispettando le singole specificità.

I disegni sono stati gentilmente concessi dallo studio Claus en Kaan.


Claus en Kaan. El Prat de Llobregat

Localizzazione
El Prat de Llobregat, Barcellona, Spagna
Progettista
Prof. ir C.H.C.F. (Kees) Kaan, Claus en Kaan Architecten, Rotterdam
Jaume Carné Cabré, Barcelona
Collaboratori
Giovanna Carnevali and Giacomo Delbene, SELF Arquitectura s.l.p, Barcelona
Jean Pierre Pranlas, Atelier Pranlas-Descours, Paris
Team di progetto
Tommaso Arfuso, Marc Cabarrocas, Sebastian van Damme, Gloria Feliú, Darío
Fernández, Anna Ferres, Federico Gambi, Silvia Gatti, Marylène Gallon, Renata Gilio,
Rumi Kurabayashi, Sandro Monteiro, Lluís Marco Planells, Eva Santana, Antonio Santoro,
Marianne Seyhan, Marco Spada, Yaron Tam, Noëmi Vos
Ingegneria industriale
Aleksandar Ivančić, Barcellona
Ingegneria civile
Pere Santos, Barcellona
Biologo
Josep Lascurain
Management delle proprietà
Urban Input, Howard Pierce, Barcelona
Plastico
Michel Lluch, Barcellona
Programma funzionale
Residenziale: 902.000 mq; funzioni culturali, civiche, sociali ed educative: 232.500 mq; uffici: 405.000 mq; commercio: 210.000 mq; verde: 454.000 mq


Note

(1) Claus en Kaan, dalla relazione di progetto.
(2) Ibidem.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2009-04-04 n. 19 Aprile 2009
 
Hortus

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Alter-azioni

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peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

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