L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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A spasso con Stefan Forster

Enrico Puccini

L'incontro con il lavoro di Stefan Forster avvenne qualche anno addietro mentre studiavo Corviale e tentavo di documentarmi sui progetti di riqualificazione che si stavano portando avanti in altri paesi europei. Nel frattempo, passati ormai quattro anni, il suo carnet si è arricchito di molti nuovi interventi e, come lui stesso mi confida, ora è più interessato al lavoro sul nuovo che alle riqualificazioni.
L'opera di Stefan Forster coniuga il pragmatismo tedesco con il senso della storia mutuato attraverso il pensiero di Aldo Rossi; da noi, teoricamente, dovrebbe giocare in casa. Il suo unico mentore è Hans Kollhoff, un nome importante dello scenario tedesco, con cui vanta un'amicizia-stima di lungo corso. Dalle ceneri del post-modern ha sapientemente ereditato l'attenzione al passato: egli stesso sostiene di prendere ispirazione dagli edifici residenziali anni '20 che studia e cataloga in maniera febbrile. La prima sera del suo breve soggiorno romano, lo porto a visitare Testaccio, le architetture di Quadrio Pirani, Giulio Magni, Innocenzo Sabbatini. Ne studia con attenzione le masse murarie, le aperture, i chiariscuri e poi si concentra sugli ingressi, esclamando "questo è il mio tema". Ne discutiamo a lungo di fronte ad un carciofo alla giudia che sembra sapientemente disegnato da Gehry.
Il giorno dopo, a conferenza conclusa, decidiamo di fare un giro per la città. Subito la scelta ricade sul centro o, come suggerito da Paolo Melis, sull'Eur. Penso anche al Tiburtino ma alla fine si opta per il Gran Tour, come al solito. Desolante constatare come l'architettura moderna abbia prodotto così poco da noi, soprattutto in ambito residenziale, e che le poche realizzazioni soffrono della "solitudine degli edifici", incapaci di fare sistema.
Impressionato dalla città, o meglio dal suo centro, Forster mi domanda: "come può un architetto che vive in una città così bella fare delle brutte architetture?"
Inesorabilmente il discorso ricade sul tema della qualità architettonica. Parlando incominciamo a chiarire dei punti: mi dice che gli architetti italiani sono più bravi dei tedeschi perchè "hanno il senso della storia", ed inoltre è rimasto impressionato dai lavori dei nostri studenti e dall'attenzione che prestavano alla conferenza. É stato per cinque anni assistente a Darmstadt e conosce bene l'ambiente universitario tedesco: ciò mi fa presupporre che le nostre vituperate università non siano così male come a volte si dice.
Ma c'è qualcosa che mi sfugge. É sottinteso che in Germania la qualità media delle realizzazioni residenziali sia più elevata della nostra, ma se non dipende da noi, dagli architetti e dal nostro sistema formativo, da cosa dipende?. Ci sediamo al Caffè della Pace e iniziamo a discuterne.
Mi spiega: "In Germania è lo stato che fa l'urbanistica, valuta i masterplan, costruisce e controlla le opere di urbanizzazione e poi affida, o meglio rivende i lotti residenziali a diversi costruttori. Ognuno può costruire solo una parte dell'intervento". Non è possibile per un gruppo immobiliare costruire un intero quartiere come avviene di solito da noi. Si tenta di stimolare attraverso questo meccanismo la competizione fra costruttori-architetti; infatti il tema su cui lavorano tutti gli architetti tedeschi è come ottenere la maggiore qualità residenziale con il minimo dispendio economico. Poi il mercato giudica. Questa intersezione tra pubblico e privato, statalismo e libero mercato non è il solo punto di divergenza fra i nostri sistemi. Lui ha lavorato sia con le amministrazioni sia con i privati. Le prime costruiscono edifici che affittano mentre i secondi li vendono. Ergo sono proprio le lungimiranti amministrazioni tedesche che richiedono immobili di qualità, costruiti in mattoni, il suo materiale preferito, edifici che non necessitano di folli spere per la manutenzione una volta ultimati; al contrario, proprio come accade da noi, i privati, una volta venduti gli alloggi e coperta la garanzia decennale, si disinteressano degli immobili.
Anche i suoi interventi a Leinefelde sono frutto dell?incontro con un'oculata amministrazione, che lo ha chiamato a trasformare il suo dequalificato patrimonio residenziale in elementi prefabbricati (con il sistema WBS 70) in un campionario di possibili ipotesi di trasformazione. "Leinefelde è ora un simbolo ed il suo sindaco una star". A trovarne di amministratori così!
Un'altra cosa che colpisce è la cura dei dettagli nei suoi progetti, sceglie addirittura i citofoni. Mi confida che segue con particolare attenzione tutte le fasi della costruzione, anche perchè la legislazione tedesca glielo consente, mentre da noi una lungimirante legge antitrust obbliga gli architetti ad appaltare i lavori di esecuzione a terzi. Lui subito dice: "ma così te li rovinano!" Come dargli torto...

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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