L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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La“rottamazione” della Magliana

Tesi di Laurea di Fabrizio Battisti

Relatore prof. Leonardo di Paola
Correlatori proff. Benedetto Todaro, Maria Rosaria Guarini

La tesi è stata incentrata sulla verifica delle condizione di fattibilità economica sociale e procedurale di una ardita ipotesi di “rottamazione” del quartiere romano della Magliana.
Il quartiere della  Magliana nato negli anni ’60 in deroga alle prescrizioni edilizie del P.R.G. del 1962, si è sviluppato su di un’area di circa 70 ettari con abusi edilizi pari a circa un quarto dei circa 3 milioni di metri cubi di costruito senza alcun valore estetico, privo di servizi ed addirittura carente di opere di urbanizzazione.
Tale quartiere ormai da decenni è stato assunto come simbolo di degrado, emarginazione ed emblema della speculazione edilizia che nel secondo dopoguerra ha segnato il territorio del nostro Paese. Oggi, nella prima decade del terzo millennio, quel quartiere, che quarant’anni fa era “periferia”, si pone in una posizione logistica altamente strategica nelle dinamiche insediative metropolitane: a poche centinaia di metri dalle grande arterie di distribuzione autostradale che portano al GRA, all’aeroporto internazionale di Fiumicino e all’Eur, a soli due chilometri da Trastevere, a ridosso di uno dei polmoni verdi di Roma, la “Valle dei Casali”. Ma dal punto di vista del mercato edilizio la strategicità della zona è, attualmente, inibita proprio dagli effetti generati da quella modalità insediativa con la quale il quartiere è nato e si è sviluppato e che ha portato alla sua attuale dequalificata connotazione urbana caratterizzata da edifici di bassissima qualità edilizio-architettonica seriali e degradati, dalla mancanza di spazi verdi e di servizi, da problemi di congestione veicolare, dalla carenza di parcheggi, dalla forzata convivenza di funzioni residenziali e produttive. Tale condizione di mercato appare evidente confrontando i prezzi delle unità residenziali della Magliana con quelli delle abitazioni delle zone limitrofe, se mediamente un mq di edilizia residenziale alla Magliana vale circa 3.000 euro, a poche centinaia di metri, all’Eur, o sulle colline della Portuense, tale valore si raddoppia e in talune circostanze addirittura si triplica.
Partendo da queste constatazioni la tesi si sviluppa a partire dalla “intuizione” che quella differenza di valore che si registra tra le abitazioni del quartiere Magliana e quelle di quartieri limitrofi può essere considerata una ricchezza latente che si può far emergere se si eliminano quei fattori di degrado che caratterizzano  la zona attualmente e se si crea un ambiente urbano di qualità. In poche parole “rottamando” la Magliana.
A partire dalla applicazione della metodologia estimativa del “valore di trasformazione” la verifica dell’ipotesi assunta a base della tesi dovrebbe linearmente seguire il seguente semplice filo logico per la valutazione della convenienza: si prende un quartiere che vale X, si investe Y per rigenerarlo, e se quel delta di ricchezza pari al valore di mercato futuro Z del quartiere ricostruito detratti i costi X più Y, è tale da costituire un soddisfacente guadagno per chi è coinvolto nell’operazione che ne ripaga impegno e sacrifici, l’operazione è fattibile.
Nei fatti poiché l’operazione ipotizzata interessa per la maggior parte beni di proprietà privata di singoli proprietari/residenti nella tesi è stato sviluppato un percorso valutativo complesso finalizzato a verificare non solo la fattibilità finanziaria ma anche quella sociale, procedurale e tecnica, di un intervento di sostituzione e rigenerazione di un intero brano di città, soffermandosi in particolare sulle condizioni che permetterebbero nell’operazione di sviluppare un processo di auto sostentamento (cioè senza risultare penalizzante dal punto di vista finanziario per gli attuali proprietari/residenti) fondato sull’attualizzazione della rendita fondiaria che si genera a seguito di trasformazioni territoriali.
 E’ stato quindi delineato un processo di rigenerazione urbana rispetto al quale sono stati messi in evidenza i fattori di convenienza per i residenti proprietari degli immobili,  per gli investitori,  e per Comune di Roma valutando i pro ed i contro dell’operazione e ipotizzando alcuni scenari alternativi per il conseguimento del risultato stesso. E’ stata dimostrata la possibilità di auto-finanziare la sostituzione edilizia del quartiere a condizioni molto vantaggiose per residenti e collettività, in un arco temporale di circa venti anni e, contemporaneamente, attraverso una attenta gestione delle risorse si è dimostrata la possibilità di inserire nel programma di rigenerazione urbana importanti opere infrastrutturali ed ambientali che migliorano consistentemente la qualità urbana anche delle aree attorno al quartiere. La tesi ha quindi portato a prospettare le condizioni, non solo  per la rinascita di un quartiere ma per un intero settore urbano, a costo zero per la Pubblica Amministrazione.

Maria Rosaria Guarini 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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