L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Carlos Ferrater. Centro Esplai, El Prat de Llobregat

Michele Costanzo

Il progetto di Carlos Ferrater per il Centro Esplai (1) (2005-2007) è un’opera particolarmente rivolta alla funzione sociale dell’architettura e alla sua capacità di sviluppare il principio della convivenza, che è una delle fondamentali ragioni dell’esistenza. “L’architettura è in sé un lavoro collettivo”, osserva Ferrater, “con un obiettivo sociale a cui dare una risposta concreta”.
L’edificio sorge a El Prat de Llobregat, all’interno del quartiere San Cosme percorso da situazioni di povertà e di disagio sociale. La cittadina, poco distante da Barcellona, si sviluppa lungo la costa. L’area, di circa un ettaro, delimitata da due strade, Carrer del Riu Anoia e Carrer Segura, è uno spazio verde in prossimità del delta del fiume Llobregat, un ambiente naturale tra i più interessanti della Catalogna.

La costruzione nasce con l’intento di favorire con la propria attività (ovvero, con l’azione umanitaria che sviluppa), il recupero sociale ed economico del quartiere facendo attenzione, nel contempo, agli aspetti relativi alla eco-sostenibilità, all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’integrazione all’ambiente naturale circostante.
Per la messa in opera della struttura sono state adottate tecnologie e attrezzature basate sui principi del risparmio energetico tramite pannelli solari, del recupero/riutilizzo delle acque. Sono stati adottati, inoltre, criteri riguardanti: la ventilazione naturale e il ricircolo dell’aria, la salvaguardia dell’ambiente ed anche l’economicità dei materiali, impiegando quelli derivati da processi di riciclaggio.
Per meglio mettere in pratica tale disegno programmatico, l’architetto catalano si è avvalso della consulenza de la Universitat Politècnica de Catalunya e de la Escuela de Ingeniería de La Salle.
Nella realizzazione materiale dell’edificio hanno concorso, la Fundació Catalana de l’Esplai, l’Ayuntamiento del Prat de Llobregat, la Generalitat y el Ministerio de Trabajo.
La nuova sede si compone di un albergo-scuola per 340 posti letto (ogni stanza ha 4 letti con bagno e un balcone orientato a sud), a cui si aggiungono: una lavanderia, un ristorante-bar, una cucina, delle sale per l’incontro e il gioco dei giovani, una piscina, una sala per la ginnastica; e gli uffici per 200 addetti, con aule per la formazione, un auditorium (per 350 persone), una biblioteca ed altre attrezzature per l’incontro delle famiglie con gli educatori.
Nell’area esterna si trovano: una piscina, un giardino, degli spazi per il gioco infantile, un parcheggio.
Il Centro Esplai si caratterizza per il modo sobrio e diretto con cui Ferrater è riuscito a definire in senso spaziale e formale, la sua ragione d’essere e il suo interno equilibrio; e, soprattutto, per il rapporto che ha stabilito tra la duplice identità dell’organismo: di albergo-scuola per la gioventù e di struttura direzionale dell’associazione.
Il lavoro di Ferrater che in numerose occasioni si è sempre distinto per la severa impronta di tipo “logico-geometrica” (Marco Biraghi), trasmettendo alle sue opere un modo persuasivo e avvolgente di porsi come immagini architettoniche; in questo caso si rivolge alla forza espressiva del tratto iconico essenziale e scarno, alla riduzione dell’eccesso, del di più, dell’incongruo, senza tuttavia perdere il suo tocco elegante ed equilibrato, che corrisponde al suo modo attento e sensibile di gestire il processo progettuale in tutte le diverse fasi.
“Viviamo in un’epoca dove l’architettura si è convertita, per un verso, nella punta di lancia delle avanguardie artistiche“, egli osserva, “e, per l’altro, nel punto di oggetto di accesa discussione tra un’architettura globale e una radicata nel luogo che attende la propria tradizione e cultura con una profonda radice sociale e con rigore nella costruzione”.
In tale progetto, l’architetto sembra aver voluto far coesistere, quasi forzandole a convivere insieme, due diverse realtà: da un lato, l’attenzione riservata alle questioni tecnologiche, e dall’altro, il proprio linguaggio misurato, diretto, elegante, ma pragmaticamente disponibile a dare immediate risposte e alle molteplici necessità imposte dallo specifico carattere dell’organismo.
Stante l’eterogeneità delle attività contenute all’interno dell’albergo-scuola di natura, l’opera punta dunque ad una sintesi formale, attraverso la scelta di un rivestimento unitario; convertendo la complessità dell’organismo in un incisivo “segno” architettonico: una fronte urbana che non genera tuttavia conflitti, ma si offre piuttosto come uno spazio pubblico d’accoglienza.
Una delle peculiarità dell’edificio è il suo modo di vivere della luce e con la luce; si segnala, a tale proposito, l’attenzione al modo in cui essa è utilizzata, distribuita in modo graduale all’interno degli ambienti del lavoro, dell’incontro, dello svago, del riposo.
La fronte a nord, che si rivolge verso la città, è risolta in maniera figurativamente unitaria tramite l’impiego di un “involucro” che, tradotto in termini formali, si manifesta come un una sequenza di tratti di pareti metalliche inclinate che si distaccano dalla struttura interna in cemento armato, creando in alto, nella congiunzione con il solaio di copertura, dei lucernari. All’interno del volume, tali inclinazioni parietali creano un suggestivo gioco di luci ed ombre che rende gli spazi, soprattutto quelli degli uffici, particolarmente accattivanti.
Differentemente, le fronti a sud dove si affacciano le camere, sono contraddistinte dalla presenza di pannelli colorati che schermano i balconi filtrando l’insidiosa luce radente del tramonto e proteggendo, altresì, l’intimità dei loro ridotti spazi di relazione esterni.

Note
(1) L’Esplai è un’associazione no-profit composta di volontari che lavorano nel campo dell’educazione dei giovani durante il loro tempo libero. La sua origine deriva dallo Scout Movement e la sua attività ha cominciato ad avere una notevole diffusione in Spagna (particolarmente in Catalogna) a partire dagli anni Sessanta. Quello che caratterizza l’azione dell’Esplai è uno spirito pedagogico volto a promuovere lo sviluppo integrale del giovane. In questa attività l’associazione punta a coinvolgere non solo i giovani, ma anche le famiglie.

 

Carlos Ferrater. Centro Esplai, Prat de Llobregat

Progetto
Carlos Ferrater
Committente
Fundació Catalana de L’Esplai 
Collaboratori
Ramon Folch  (sociologo), Ivan Capdevila (ingegnere), Anna Moreso (ambientalista), Anna Pagès (architetto)
Superficie
9100 mq
Costo
11,7 milioni di euro (70% Fundació Catalana de L’Esplai, 30% Ayuntamiento de El Prat de Llobregat, Generalitat y el Ministero de Trabajo)
Premio Medio Ambiente 2008 de la Generalitat de Catalunya

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2009-02-19 n. 17 Febbraio 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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