L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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L'architettura e la necessità

Modelli di residenza temporanea a San Lorenzo

Tesi di laurea di Marco Lanna

Relatore: Prof. Rosario Gigli

“Per poter criticare i falsi bisogni l’architettura deve contenere prima una domanda su quali sono i bisogni dell’essere umano non in assoluto, ma in un determinato momento del tempo e dello spazio, contribuendo così a riformularli”

 

E. Rocca, Architettura, bellezza, bisogno, saggio introduttivo a Estetica e architettura, a cura di E. Rocca, 2008

Il lavoro di tesi di laurea qui presentato muove da un’esigenza che travalica l’architettura nella sua accezione immediata di disegno dello spazio. Deriva invece da un interrogativo che si è formulato e chiarito nel tempo, nel corso del percorso degli studi: in quale maniera il progetto architettonico costituisce una risposta ai bisogni di una comunità? Quali bisogni è in grado di rappresentare? In un’epoca in cui il tempo della percezione tende sempre più al limite dell’istante infinitesimo l’architettura sembra chiamata a divenire la fotografia di sé stessa: a convertirsi in accattivante immagine bidimensionale infinitamente riproducibile, strumento estetico di propaganda del gruppo sociale che ne ha voluto la costruzione. Indubbiamente l’architettura è capace e propensa a questo, essendo forse fra i testi artistici quello a più larga e immediata diffusione. Lo statuto disciplinare dell’architettura, tuttavia, non vive unicamente del suo carattere estetico-comunicativo, ma altrettanto della sua vocazione concreta all’utilità. Un’architettura utile è quella che sa leggere attentamente nelle pieghe del tessuto sociale le necessità inespresse e si propone di rappresentarle (di risolverle) valutando con attenzione, in un’ottica assieme sociale ed economica, il rapporto fra costi e benefici del proprio intervento. Questo lavoro di tesi intende esplorare la doppia valenza comunicativa ed utilitaria dell’architettura, ricercando una ripartizione equilibrata del “valore estetico” fra l’immagine complessiva del progetto e il carattere compiuto del nucleo funzionale fondativo. 

Il tema scelto è quello della residenza provvisoria, una forma dell’abitare sempre più diffusa nel mondo contemporaneo ma non ancora dotata di una conformazione esteticamente consolidata. Si tratta di un modo essenziale di intendere la casa, concepita come luogo d’appoggio per persone momentaneamente “delocalizzate” dal proprio ambito di appartenenza: studenti, professionisti, turisti, immigrati, persone soggette a cure mediche specialistiche e loro familiari. Questo modo di abitare non richiede grandi superfici, ma presuppone fantasia e intelligenza per sfruttare uno spazio il più piccolo possibile. Il progetto opera in questa direzione, isolando un’unità minima (di spazio e di senso) costituita da una parallelepipedo di misura 420 cm x 420 cm x 460 cm nel quale, con varie configurazioni, trovano posto tutti gli ambienti costitutivi di una casa: soggiorno, camera da letto, bagno, cucina, studio. L’altezza è studiata in modo da consentire in ogni ambiente la realizzazione di un soppalco aperto, la cui quota di calpestio è posta a 230 cm da terra. In questa maniera l’ingombro a terra è sensibilmente ridotto rispetto a una casa normale e sono fatti salvi gli standard imposti dalla normativa. La ricerca tecnologica è indirizzata a individuare soluzioni che, a fronte di dimensioni contenute, garantiscano il massimo risultato in termini di benessere e economia di consumo energetico: ne deriva la scelta di una parete in legno, dal coefficiente di trasmissione del calore di appena 0,18 Kw/mqK in 28 cm di spessore. Le unità minime si prestano ad essere montate fra loro secondo varie conformazioni dimensionali e vari schemi tipologici: la casa lineare, la casa a patio, la casa centrale, il duplex. Esiste inoltre la particolare tipologia dello studio professionale, montata anch’essa secondo schemi distribuitivi e dimensionali variabili. I vari appartamenti costituiti dalle aggregazioni di unità minime sono organizzati secondo un principio di composizione lineare: l’elemento architettonico di scala urbana è costituito da un telaio che racchiude i nuclei abitativi disponendoli in una successione lineare. Sono studiate tre tipologie di telaio, variabili per larghezza: 6 m (un solo piano), 8 m (due piani) e 12 m (due piani). I telai si prestano ad essere “riempiti” dalle unità minime con densità diverse; altrettanto, la conformazione urbana del quartiere varia di densità a seconda che si succedano telai larghi o stretti. La sequenza dei telai presenta, in ogni caso, alcune regole codificate: ogni coppia vi è un percorso urbano attrezzato, sotto forma di strada o di portico attrezzato con servizi e attività commerciali al dettaglio. Lo spazio intermedio fra i due telai acquisisce la valenza di corte privata, sebbene aperta. 

Il sistema così costituito è pensato in modo slegato a una collocazione specifica e vuole essere infinitamente ripetibile; l’esercitazione progettuale è tuttavia proseguita ipotizzando un caso particolare applicato a un’area degradata del quartiere di San Lorenzo, a Roma. L’area, posizionata fra Via dei Reti e il Cimitero del Verano, fra la Tangenziale e la Città universitaria, ha una densità di servizi tale da giustificare una simile destinazione residenziale. Essa presenta un dislivello di sette metri fra Largo Passamonti, dove passa l’attuale tangenziale, e la chiesa di San Lorenzo al Verano. Questo dislivello è sfruttato per creare una piastra alla quota superiore sulla quale trovano posto i telai con le unità abitative; al livello inferiore, accessibili da un asse urbano pedonale di nuova creazione, trovano posto servizi di livello urbano e metropolitano e parcheggi coperti. Un edificio di grande dimensione travalica la scala minuta dei telai abitativi e garantisce il collegamento formale fra il livello inferiore e quello superiore: esso contiene alcuni servizi di appoggio alla residenza temporanea quali luoghi di culto, spazi di riunione, sale di studio e spazi per la ristorazione. 

 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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