L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Ortus Artis 2006 International Design Competition: dal concorso all’opera

Certosa di Padula, Salerno

Alfonso Giancotti

Nel mese di settembre scorso, nella Certosa di San Lorenzo a Padula, si è tenuta una manifestazione di arte contemporanea dal titolo Ortus Artis e Fresco Bosco, ideata e curata da Achille Bonito Oliva.
La Certosa di San Lorenzo, edificata a partire dal 1300 e investita da un processo di restauro avviato nel 1982 da parte della Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, occupa un’area complessiva di oltre 50'000 mq ed è stato dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità a partire dal 1998.
Questo recente evento, di fatto, altro non rappresenta che una nuova tappa del  programma Le opere e i giorni che ha permesso a oltre cento artisti,  nell’arco degli ultimi tre anni, di esporre le proprie opere al fine di comporre di un vero e proprio museo di arte contemporanea all’interno del complesso architettonico della Certosa.
All’interno del programma di valorizzazione degli spazi della Certosa, inoltre, sono state promosse a partire dal 2003 una  serie di iniziative che hanno interessato il tema dell’architettura del paesaggio attraverso il ridisegno dell’hortus conclusus di pertinenza delle celle monastiche della certosa.
Negli anni 2003 e 2004 sono stati invitati 10 paesaggisti di fama internazionale, tra cui il tedesco Stefan Tischer e lo studio olandese West 8, per il progetto, cui ha fatto seguito la realizzazione, del recupero di alcuni di questi spazi all’aperto, mentre altri ancora sono il frutto di attività di workshop condotti con studenti universitari.
Nel 2006, la stessa soprintendenza di Salerno e Avellino, in accordo con il curatore Bonito Oliva, ha promosso un concorso internazionale di architettura in forma aperta per il disegno, finalizzato alla realizzazione (per un importo massimo dei lavori di 25milaeuro) del giardino della cella n.25, un rettangolo delle dimensioni di 12 metri per 29 metri per una superficie complessiva di circa 400mq, accessibile dal cortile principale dell’impianto certosino.
Al concorso sono state presentate quasi 200 proposte tra i quali la giuria, presieduta da Achille Bonito Oliva, ha selezionato quella dello studio Archi-Pelagus, composto dagli architetti Simone Ferretti, Stylianos Kountalis e Tiziana Pescosolido.
Una risposta eccezionale, a fronte di una procedura che, caso quasi unico che raro nel nostro paese, ha condotto in breve alla realizzazione della proposta, la cui inaugurazione è avvenuta proprio all’interno dell’evento Ortus Artis e Fresco Bosco.
Il progetto intende misurare lo spazio dell’hortus conclusus attraverso l’individuazione di elementi di forma circolare disposti sulla superficie del giardino, la cui morfologia risulta rimodellata al fine di segnalarne la giacitura.
Queste superfici artificiali, che si propongono di dialogare con quella naturale del giardino sono in realtà superfici riflettenti che concorrono al disegno di un’immagine fortemente suggestiva quanto essenziale, che permette allo spazio “riconfigurato “ di suggerire un invito alla riflessione.
Per meglio descrivere l’obiettivo dei progettisti è opportuno, a parere di chi scrive, rimandare direttamente ad alcune considerazioni contenute nel testo che ha accompagnato la proposta in sede di concorso:

“… Ci s'immerge in un deserto-eremo, scevro da superflue contaminazioni. Partendo dalla propria immagine, l'uomo s'interroga sull'esistenza, spogliandosi del sé per un contatto diretto con gli elementi primordiali: la terra, simbolo di materia e  fertilità, e il cielo, simbolo dello spirito divino. Gli specchi sono gocce cadute dal cielo, distillato del divino, oasi cui l'uomo può attingere scegliendo se rimanere in superficie o procedere in profondità. L'invito è disegnare un percorso che, in bilico tra uno specchio e l’altro, attraversi i gradi principali dell'atto cognitivo (conoscenza dell'altro da sé, conoscenza del sé, consapevolezza della condizione umana), fino a misurare la propria anima rispetto al cielo. Sullo sfondo i cipressi, creando uno stacco paesaggistico fra il giardino/individuo e il paese/collettività, simboleggiano l'anelito a trascendere la dimensione materiale, innalzandosi verso il cielo/spirito.”

Sotto il profilo tecnico la realizzazione ha preso avvio mediante la posa di cilindri di contenimento del terreno, deputati a delimitare l’area riservata agli specchi che sono stati realizzati con elementi in acciaio inox provvisti di idoneo bordo perimetrale per l’alloggiamento dell’impianto di irrigazione e , contestualmente, dei corpi illuminanti.
Il terreno è stato modellato mediante l’uso di una geogriglia in polipropilene, in grado di supportare la posa dello strato di terra di coltivo miscelato a lapillo a granulometria fine e il soprastante strato di prato in zolle, della specie cynodon dactylon x traansvalensis che si segnala per la sua peculiare colorazione verde e grigia.

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2009-01-08 n. 16 Gennaio 2009
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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