L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Forum des Villes 2008

La prospettiva europea sulla città

Federico De Matteis


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Si è svolto a Montpellier, dal 2 al 3 dicembre 2008, il Forum des Villes, promosso dalla Presidenza francese dell'Unione Europea, quale momento di riflessione sulle possibilità di implementazione della Carta di Lipsia a 18 mesi dalla sua introduzione.

Il Forum, che é stato coordinato con la conferenza annuale del Programma Urbact II, dedicato allo sviluppo urbano sostenibile, ha posto al centro del dibattito il documento varato il 25 novembre dai Ministri Europei per lo sviluppo urbano, primo tentativo di avvicinare la Carta di Lipsia ad una dimensione più operativa, per ipotizzarne possibili applicazioni a livello delle realtà locali.

La Carta di Lipsia, promossa nel 2007 dalla Presidenza tedesca, si é posta come primo documento condiviso a livello comunitario sulla qualità urbana, individuando valori europei condivisi sulla città, sia nei suoi aspetti materiali sia in quelli legati al processo di crescita e sviluppo. L'idea dello sviluppo urbano integrato, che deriva da un processo di governance che coinvolga tutti gli attori in ogni fase della crescita, diviene centrale nel momento in cui le autorità locali necessitano di strumenti per governare gli interessi in gioco, pur contribuendo in maniera molto limitata al finanziamento delle operazioni di trasformazione. Il soggetto pubblico si pone dunque come tutor della crescita urbana, divenendo garante del buon esito delle operazioni condotte in partnership tra soggetti pubblici e privati.

Nella Carta di Lipsia, l'idea di sviluppo urbano integrato si lega direttamente ad un principio qualitativo generale, riassunto nel termine tedesco Baukultur: attraverso questo fondamento culturale, chi costruisce o trasforma la città - sia i progettisti sia gli amministratori - dovrebbero essere in grado di garantire la qualità di quanto viene realizzato.

É chiaro che la Carta di Lipsia si pone come un documento di indirizzo molto generale, che enuncia dei principi etici ancora prima che strategici: ridurre lo sprawl urbano promuovendo modelli di città compatta, incrementare la mobilità sostenibile all'interno delle aree urbane, mitigare l'impatto delle città sui cambiamenti climatici. Il documento del 25 novembre compie un passo in avanti, delineando una prima strategia operativa, che coinvolga i programmi europei dedicati allo sviluppo regionale (in prima fila Urbact, poi Espon, Interreg, ecc.) insieme alle autorità locali (regioni e città) nell'impostare e portare a termine delle azioni concrete per l'implementazione della Carta di Lipsia.

Chiaramente la difficoltà nell'implementazione consiste proprio nel riuscire a produrre delle ricadute concrete delle strategie elaborate nella sfera politica transnazionale sulle realtà locali. Sebbene molti dei problemi legati alla qualità urbana, in tutte le sue accezioni, siano condivisi (con diversi gradi di problematicità) a livello europeo, le soluzioni operative differiscono invece di molto, poiché necessariamente legate alle specifiche realtà locali. Evidentemente il ruolo di coordinamento europeo, proprio per non imporre politiche top-down che si rivelino nella pratica inattuabili, si limita a proporre gli indirizzi strategici, delegando l'attuazione ai programmi operativi esistenti, unici a poter ipotizzare forme di coordinamento transnazionale tra autorità di gestione, enti locali, centri di ricerca ed altre organizzazioni.

L'implementazione sta muovendo i suoi primissimi passi proprio in questi giorni, ed il Forum des Villes di Montpellier ne é stato per certi versi testimone. La gran quantità di reti transnazionali già esistenti non sembra, al momento, essere in grado di controbilanciare la forte spinta al localismo che tuttora si ravvisa nell'operato sul territorio; le reti servono al più come luogo di scambio e condivisione di esperienze, variamente articolate nell'intero spettro dello sviluppo sostenibile, che va dalle policies stabilite a livello regionale sino alle azioni dei comitati di inquilini nei quartieri degradati.

Come questa quantità di esperienze, spesso divergenti, che coprono l'intero territorio europeo, con aree di convergenza e di competitività, possano essere abbracciate all'interno di un'unica etica urbana di stampo "europeo" (tralasciando per un istante il carattere marcatamente "mitteleuropeo" della Carta di Lipsia) é ancora tutto da comprendere, così come sembra difficile immaginare il trasferimento di alcune best practices da regioni caratterizzate da una sosfisticata cultura della governance ad altre che hanno da poco aperto i loro sistemi economici al libero mercato. Altrettanto complessa sembra essere la possibilità di trovare delle applicazioni concrete per i nuovi strumenti finanziari promossi dalla UE (Jessica, Jeremie, Jaspers e Jasmine, rispettivamente dedicati ai fondi di sviluppo urbano, alle piccole e medie imprese, alla grandi infrastrutture ed al microcredito).

Le difficoltà nell'implementazione non sono dunque poche, e sono certamente sintomo di una prospettiva sul futuro delle aree urbane che, seppur in sintonia su buona parte dei valori da promuovere, trova difficoltà nello stabilire strategie condivise per perseguirli.

Il Forum des Villes ha rappresentato dunque l'occasione per vedere, uno accanto all'altro, approcci sostanzialmente diversi a problemi comuni quali il trasporto sostenibile, la riqualificazione dei quartieri degradati, la realizzazione di insediamenti ecologici, la promozione delle piccole e medie imprese o altri dei numerosi aspetti dello sviluppo urbano contemporaneo in Europa. Un quadro senz'altro complesso - forse in virtù di un coordinamento "scientifico" abbastanza debole, che ha affiancato esperienze e speaker di provenienza del tutto eterogenea - ma senz'altro testimone di una forte vitalità delle città europee, la gran parte delle quali si trova oggi a dover governare poderosi processi di trasformazione.

Come tutte le visioni strategiche europee, la Carta di Lipsia richiederà molto tempo per dare i suoi frutti, trovare campi di applicazione concreti, ed essere valutata nei suoi aspetti più operativi. Nel frattempo, non resta che osservare in che modo gli attori della trasformazione urbana si metteranno all'opera per dare, ciascuno in maniera differente, la propria interpretazione della qualità delle città europee.

Il sito del Forum des Villes 2008

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE MATTEIS Federico 2008-12-04 n. 15 Dicembre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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