L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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"Roma interrotta" alla Biennale di Venezia

11. Mostra Internazionale di Architettura

Alessandro Camiz

“Roma è una città interrotta perché si è cessato di immaginarla” (1)  

Trent’anni dopo La Biennale di Venezia riapre il gioco allargando l’orizzonte dei confini urbani a quelli dell’area metropolitana: l’itinerario creativo ritrova l’immaginazione. Aaron Betsky (2) ha voluto riproporre nella prima sala delle Artiglierie dell’Arsenale, i disegni originali di Roma interrotta, come premessa all’addizione “Uneternal City, a trent’anni da Roma interrotta”. In questa sezione, 12 studi di architettura, di cui 5 italiani, 4 europei e 3 statunitensi, sono stati invitati a immaginare nuovi strumenti per il progetto urbano nell’area metropolitana di Roma, sulla falsariga della mostra allestita da Piero Sartogo ai Mercati Traianei di Roma nel 1978 (3). Tale esposizione si iscriveva nella serie delle mostre, tese alla costruzione di un dialogo tra architettura e arte contemporanea, ideate da Piero Sartogo in collaborazione con Achille Bonito Oliva e gli Incontri Internazionali d’Arte, tra le quali ricordiamo “Contemporanea” (Roma, 1974), “Amore Mio” (Montepulciano 1970)(4), “Vitalità del Negativo” (Roma, 1970) , e costituisce senz’altro un eloquente esempio di progetto moderno in forte continuità con il passato (5). “Per scoprire scenari nuovi tra i quali sentirci a casa nello sviluppo selvaggio di quella che un tempo era la città e oggi è un territorio urbano confuso, dobbiamo scoprire e ripensare il passato dal quale essa si è, in maniera apparentemente inesorabile, formata” (6). Il pacchetto “Roma Interrotta- Uneternal City” ripropone dunque con forza “il tema dell'addizione tenendo conto dell'unità spaziale/figurativa del progetto preesistente”. “Roma interrotta”, divenuta ormai una vera e propria icona del progetto urbano radicato nel contesto storico (7), era un progetto innovativo ideato da Piero Sartogo nel 1978, promosso dagli Incontri Internazionali d’Arte, al quale parteciparono 12 grandi architetti internazionali invitati a configurare una “Nuova Roma” intervenendo sul nucleo storico della città. Il progetto del '78 prendeva in esame l'area descritta nella Pianta di Roma di Gianbattista Nolli (1748) ultimo grande disegno urbano della città, ed invitava a riprogettare lo sviluppo di Roma come se non fossero avvenute le incoerenti trasformazioni urbanistiche seguite all'Unità d'Italia, al regime fascista e alla speculazione edilizia post-bellica. Con i progetti dei dodici architetti invitati, Piero Sartogo, Costantino Dardi, Antoine Grumbach, James Stirling, Paolo Portoghesi, Romaldo Giurgola, Robert Venturi, Colin Rowe, Michael Graves, Leon Krier, Aldo Rossi, Robert Krier, fu allestita nel 1978 una mostra ai Mercati Traianei di Roma insieme ad un convegno dal titolo “Roma-Città Futura”. Questa maniera di concepire il progetto urbano, prescindendo dalla città borghese ma in continuità con la città precapitalista (8) e in stretta relazione con l’arte contemporanea, criticata da alcuni come operazione accademica, si rivelava già allora come vera operazione di Avanguardia. “Roma interrotta” è diventata, insieme alla Pianta del Nolli, nel tempo una vero emblema di scuola (9), anche in ragione di un suo itinerario espositivo internazionale che ha toccato tra l’altro sedi prestigiose come il Cooper Hewitt Musem di New York, l'Architectural Association di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Centro de Cultura Contemporanea di Barcellona. L’accostamento tra le due esposizioni, messo in atto all’Arsenale, è un significativo omaggio alla mostra del 1978. Al termine della mostra, le opere esposte saranno destinate alla Collezione permanente del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma. A breve sarà pubblicata, per i tipi di Johan & Levi Editore, una nuova pubblicazione su Roma interrotta, nelle due versioni italiana e inglese, che riproporrà anche i testi e i progetti originali della mostra del 1978.

Note
(1) G. C. Argan, Le mappe del desiderio: proposte di architettura per una Roma diversa, “Modo”, n. 13 (ottobre 1978) pp. 39-42.
(2) A. Betsky, Interrogazioni sull’architettura: meditazioni sullo spettacolo lì fuori,  in 11. Mostra Internazionale di Architettura, “Out there: Architecture Beyond Building”, Installazioni, Volume I, Venezia 2008 pp. 14-21
(3) M. Costanzo, Addizioni, “(H)ortus” (settembre 2008).
(4) M. Costanzo, Museo fuori dal museo. Nuovi luoghi e nuovi spazi per l’arte contemporanea, Milano 2007, pp. 33-36.
(5) G. Strappa, Inaugurazione della Consulta dei Beni Culturali dell’Ordine Architetti P.P.C. di Roma e provincia, Roma 2 aprile 2008.
(6) A. Betsky, Roma re-interrotta: verso un'archeologia critica, "Roma interrotta", La Biennale di Venezia "Out there: Architecture Beyond Building", Venezia 2008, a cura di A. Camiz.
(7) A. Camiz, The Nolli plan as a palimpsest for creative urban design, in Giambattista Nolli, Imago Urbis, and Rome, Studium Urbis, Rome 2003.
(8) A. Camiz, Periferie significanti Vs. sradicamento, disidentità relazionale ed invisibilità degli spazi collettivi nella città capitalista, in Periferie? Paesaggi urbani in trasformazione, “ArchitetturaCittà”, n. 2, Milano 2007, pp. 15-17-
(9) A. Ceen, Roma ripercorsa. Redefining lost urban connections, Studium Urbis, Rome 2005.

Nota bibliografica
G. Muratore, Giocando con Roma, “La Repubblica” (22/5/1978)  p. 13.
L. Thermes, "Roma interrotta": dodici interventi sulla pianta del Nolli, "Controspazio" (4/1978).
C. Dardi, Sette interventi attorno al tridente (C. Dardi e M. Colocci, con A. Cappelletti, M. Fazzino, E. Puglielli, C.Polidori, A. Zattera), in "Roma interrotta, catalogo della mostra", Roma, 1978, pp. 48-64.
P. Carl, J. DiMaio, S. Peterson, and C. Rowe, Roma interrotta: sector eight, “Modulus: the University of Virginia School of Architecture review”, 1979, pp. 76-88.
F. Dal Co, Roma interrotta, “Oppositions. A Journal for Ideas and Criticism in Architecture, Published for The Institute for Architecture and Urban Studies”, MIT press,  n. 12, Spring 1978, pp. 109-118.
M. Fagiolo, “Roma interrotta": i cavalieri dell'utopia eccellente contro i cavalieri della restaurazione, in Nolli, Vasi, Piranesi : immagine di Roma antica e moderna,  Roma 2004.
M. Costanzo, Museo fuori dal museo. Nuovi luoghi e nuovi spazi per l’arte contemporanea, Milano 2007, pp. 33-36.
M. Romani, Dalla città eterna a una Roma più vivibile, “Liberazione” (11/9/2008) pp. 10-11.
P. Sartogo, Roma interrotta, in 11. Mostra Internazionale di Architettura. Out there: Architecture beyond building, Installazioni, vol. 1, Venezia 2008, p. 155.
G. Lonardi Buontempo, Roma interrotta, in 11. Mostra Internazionale di Architettura. Out there: Architecture beyond building, Installazioni, vol. I, Venezia 2008, p. 154.
G. Dorfles, L'architettura muore se è soltanto virtuale, “Corriere della sera” (18/09/08) p. 45.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CAMIZ Alessandro 2008-10-02 n. 13 Ottobre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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