L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Putrajaya Precinct 4 Waterfront Development, Kuala Lumpur

Studio Nicoletti Associati

Cristiano Tavani

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Da sempre l’acqua è una risorsa per una città, ma anche un’opportunità, una linfa che anima tutto: il waterfront, sia esso fiume, lago o mare, costituisce lo spunto economico, turistico, ma anche culturale della città che vi si specchia. In Oriente la parola waterfront è inflazionata, di fatto non ci stupisce più. Dubai come Macao o Singapore sono città-brand, occasioni immobiliari con affacci sull’acqua, con isole a forma di palma in stile arabeggiante, dal sapore fiabesco, con ponticelli e canali simil-veneziani con edifici che ci sorprendono per la loro opulenza, una gara per l’impossibile realizzato, che nella carrellata infinita di landmark obnubilano e irritano la nostra percezione, ma che vanno bene per turisti onnivori di superluoghi o cittadini apolidi del mondo che si accontentano di paesaggi artificiali e di architetture lussuose, riccamente decorate, ma senza autore.  
Lo studio Nicoletti, insieme a Hijjas Pasturi Associates, è risultato vincitore di un Corcorso internazionale  per la progettazione del nuovo waterfront Precinct 4 di sviluppo residenziale a Putrajaya, città situata poco a sud della capitale Kuala Lumpur, divenuta il nuovo centro amministrativo federale della Malesia. Anche Kuala Lampur non è certo estranea a edifici iconici: le due torri gemelle sono le più alte del mondo. Per decongestionare la capitale, diversi uffici di governo sono stati spostati a Putrajaya che è stata istituita solo di recente. La città, ancora in fase di massiccio sviluppo, costruita con una serie di ponti che oltrepassano un lago artificiale, è stata soprannominata Garden City in virtù della sua vegetazione lussureggiante, fatta di giardini e di parchi.  L’area del  progetto è localizzata lungo il waterfront del lago. Il progetto prevede una serie di otto torri sostenibili, le cui unità abitative variano da 150 a 350 per  ogni torre da completare entro il 2010. Le torri, alte dai 12 ai 18 piani, sono concepite in un blocco permeabile e brillante di architettura bioclimatica.
Questo progetto non è immune al fascino del landmark, infatti nelle intenzioni dei progettisti c’è l’esigenza di lasciare un segno indimenticabile, moderno, islamico e tropicale che ricorda lo skyline dei gusci ricurvi del Tjibau Cultural Center di Renzo Piano. Il progetto è ben lontano dal lusso e dal glamour dei nuovi edifici delle metropoli asiatiche, piuttosto come nella Nuova Caledonia si lascia invece trasportare da concetti ben più importanti che sono ambiente e paesaggio, le parole chiave che hanno guidato la strategia progettuale. Si tratta di due concetti differenti, anche se il primo funge da “rivelatore” del secondo. L’ambiente è un concetto astratto, di natura scientifica omnicomprensivo di una serie di azioni legate alla sostenibilità, mentre il paesaggio è un concetto concreto perché è un’entità fisica percepibile attraverso i sensi e riconoscibile per la diversità degli elementi che lo compongono.


Il paesaggio, come insieme di manufatti artificiali innestati sul substrato naturale, costituisce la somma e l’interazione di natura e di cultura, come forma che l’uomo, coscientemente e sistematicamente, ha impresso al paesaggio naturale, come espressione di un'identità locale tra azione dell’uomo e natura. Il progetto di Nicoletti è un’idea forte che esalta le caratteristiche del contesto, sensibile al paesaggio a livello urbano e a livello architettonico. A livello urbano il master plan si estende su un penisola che si protende nel lago in cui gli edifici posti tra terra e acqua costituiscono un nuovo waterfront fatto di blocchi radiali permeabili, non chiusi, mani aperte le cui dita sono disposte in modo tale da evidenziare le visuali prospettiche verso il lago e rispondere alla vocazione della città giardino. Gli edifici diventano artefici di un nuovo paesaggio che realizza una nuova qualità di vita attraverso spazi pubblici aperti sul lago con inedite prospettive verso di esso. A livello architettonico, gli edifici, coerenti all’approccio progettuale, a loro volta ruotano, si assottigliano, sorprendono ed  emozionano, ma nel loro imporsi sottintendono una grande capacità di integrarsi nel contesto e di far proprie, innovandole, le valenze culturali del sito. Visti dal di fuori, dal fronte opposto e dall’acqua, diventano un punto di riferimento, un landmark che ricorda però più una regata di eleganti barche a vela che un lussuoso yacht degli emirati arabi.
Veniamo all’Ambiente. Termine oggi fin troppo abusato, ci spinge, in funzione della Convenzione Europea del Paesaggio e del Protocollo di Kyoto a pensare Glocal, ovvero global più local. Due concetti opposti, uniti nella stessa parola, a indicare una delle tendenze più forti della contemporaneità e cioè pensare in modo globale ai temi di più ampio respiro come il mercato globale, la salvaguardia del pianeta, la sostenibilità, pensare l’ambiente come patrimonio comune culturale e naturale e contemporaneamente anche agire però su base locale, cioè nel pieno rispetto delle caratteristiche proprie di ogni luogo, della sua specificità e fisionomia inconfondibile. Il progetto ha una forma organica ispirata al mare, basato sulla tradizione islamica, attraverso un permeabile blocco di architettura bioclimatica. L’obiettivo è stato quello di progettare un modello di design residenziale sostenibile che fosse ispirato però all’architettura islamica di paesi come il Turkmenistan, il Kazakihstan e il Marocco e avesse una sua unicità che si esplicitasse senza vernacoli o falsi storicismi. L’innovazione progettuale è stata quella di saper interpretare le forme e le tecniche tradizionali attraverso nuove tecnologie. La struttura portante è infatti ad esoscheletro, si rifà alla carpenteria navale i cui i pilastri si uniscono nella sommità attraverso archi a sesto acuto che sono una rivisitazione dell’architettura islamica: il loro profilo ricorda le cupole delle moschee islamiche dell’architettura araba e dell’India. Ogni edificio è poi protetto da una leggera pelle esterna di brise-soleil che collega e protegge i pilastri  controllando la radiazione solare giornaliera senza comprometterne la visuale verso l’esterno e allo stesso tempo garantire la privacy degli appartamenti e delle terrazze. La distanza tra il brise-soleil della facciata e la facciata di vetro permette una libera circolazione dell’aria negli appartamenti come alternativa all’aria condizionata. Strategie sostenibili come terrazze, tende, ventilazione naturale e spazi a verde sono tutti elementi integrati nel progetto che concorrono a produrre il 50% in meno di emissione di CO2 per un edificio simile. Altre misure di riduzione del carbonio consistono in accorgimenti quali l’uso di varie fonti energetiche come il CHP, una pompa di calore a superficie d’acqua accoppiata con turbine a vento e acqua del lago, riciclo dell’acqua per le lavatrici e lavapiatti, raccolta differenziata e riciclaggio rifiuti.
L’aspetto spettacolare dell’edificio è la sua trasparenza e rarefazione verso l’alto dove la copertura a tetto giardino, è equipaggiata di piscine, bar, caffè e area di sosta dove i brise-soleil filtrano, come il fogliame degli alberi, il sole della Malesia.
Sul waterfront di Putrajaya, acqua e terra dialogano, ambiente e paesaggio non creano opposizioni insanabili che prefigurano terreni fertili per la speculazione, perché progettare significa analizzare l’esistente, osservandone i vincoli e le eventuali eccezioni, comprendere ciò che è globale, senza ignorare ciò che è locale, ascoltare la natura, senza adattarla alle costruzioni e alle presenze umane, ma come fonte meravigliosa di inesauribile ispirazione.

Manfredi Nicoletti. Putrajaya Precinct 4 waterfront development, Kuala Lumpur

Progetto architettonico
Studio Nicoletti Associati + Hijjas Kasturi Associates
Committente
Putrajaya Holdings ltd.
Project Team Studio Nicoletti
Manfredi Nicoletti, Luca Nicoletti
Architetto incaricato: Luca Maugeri
Design team: Daniele Altana, Pasquale Onorato
Consulente energetico: Thomas Lefevre - Hoare Lea, Londra
Project Team Hijjas Kasturi Associates
Progetto: Serina Hijjas
Architetto incaricato: Amir Hamzah
Superficie lotto
50.000 mq
Superficie costruita
Piano terra 40.000 mq; totale 280.000 mq
Costo
€ 184.166.000
Cronologia
Concorso 2007; esito 2008; realizzazione 2010

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
TAVANI Cristiano 2008-09-20 n. 12 Settembre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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