L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

Sicilia. Una centralità periferica nell’architettura contemporanea

Maurizio Oddo

oddo.jpg

Ritenuto utilissimo e, per quanto riguarda l’architettura siciliana, perfino imprescindibile da Ugo Rosa, e un ottimo strumento per penetrare all’interno della multiforme realtà dell’architettura siciliana da Franco Purini, il libro dedicato all’architettura contemporanea in Sicilia, costituisce il primo contributo sistematico dedicato all’architettura costruita sull’isola negli ultimi settant’anni. Risultato di un lungo ed appassionato lavoro di ricerca, scorrendo le 990 pagine di cui risulta composto, il volume mostra un quadro pressoché completo delle opere tra quelle realizzate nell’arco temporale che va dal 1943 ad oggi. In questo modo il libro colma una lacuna sentita da chi si interessa delle vicende edilizie dell’isola, costituendo una ricognizione esaustiva e aggiornata sulle opere di buona architettura realizzate all’interno del territorio siciliano. Le opere analizzate sono tutte completate, salvo rare eccezioni come il Ponte sullo stretto di Messina che chiude idealmente la rassegna, impostata a partire da perfettibili criteri tassonomici, utili in ambito storiografico. Una capillare ricognizione che è anche una rappresentazione convincente dell’intero universo siciliano, ricomposto per frammenti paralleli e per evocazioni traslate. Mettendo in buon ordine un numero elevato di edifici, emerge che il contemporaneo in Sicilia non e’ solo Gibellina la Nuova o il quartiere Zen di Gregotti, ma soprattutto il risultato della creatività di talenti locali e di tanti giovani studi di architettura, alcuni dei quali si sono formati all’estero. Le opere incluse nella pubblicazione, analogamente alle indicazioni del DARC della Regione Sicilia, sono sintetizzate in schede che forniscono le indicazioni principali dei lavori presi in esame. Rifiutando l’assunzione acritica del contesto siciliano in cui si sviluppa l’architettura degli ultimi 70 anni, la ricerca segna una ri-cognizione necessaria, avviando lo studio dell’architettura contemporanea in Sicilia affinché essa possa essere letta e compresa quale componente distinta di una realtà in grado di dare più importanza alle diversità che non alle uguaglianze omologanti di oggi. L’architettura siciliana disegna una vicenda dalla quale è possibile trarre insegnamenti utili e duraturi, soprattutto per ciò che concerne il modo attraverso il quale si può essere contemporanei a pieno titolo senza per questo rinunciare a ciò che fa, della stessa contemporaneità, qualcosa di diverso e di specifico in ogni luogo. Se ci sono storie troppo raccontabili – e raccontate – ed altre resistenti ad ogni racconto, carico di temporalità, l’architettura contemporanea in Sicilia pare appartenga alla seconda categoria, a causa della forzata marginalità assegnatale che ne accentua l’apparente solitudine culturale. Sulla architettura del nostro secolo - scrive acutamente Paolo Portoghesi, focalizzando la situazione siciliana - la storia è stata scritta seguendo il criterio dell’esclusione. L’aggettivo moderno ha offerto il termine di paragone per le esclusioni e per le inclusioni, sottraendo non solo alla glorificazione, ma anche alla analisi e alla comprensione, una vastissima area di cose progettate e realizzate. Sarà compito delle future generazioni restituire alla storia questo territorio inesplorato sottraendolo alla strana condizione in cui si trova: presente nella storia della città, nella storia della cultura e nella memoria collettiva ma assente dalla storia dell’architettura ufficiale, scritta dagli opinion leaders che dettano legge nell’ambito ristretto della loro disciplina. E’ arrivato il momento di riconoscere che l’architettura contemporanea in Sicilia è tale non in virtù dell’adesione forzata ad un codice ma per l’aderenza alla condizione contemporanea che rifiuta l’isolamento perseguito da una modesta classe di pseudo intellettuali, ovattati entro i confortanti recinti del loro sapere. Oggi il confronto con le epoche precedenti è acquisito e non occorre sottolineare il distacco dalla tradizione passata; occorre invece ricostruire lo svolgimento interno della tradizione contemporanea che ormai possiamo guardare volgendoci all’indietro, pur perseguendo la storia, nonché la inscindibile critica, di un’esperienza ancora in corso, evitando di sovrapporre alla realtà etichette teoriche preconcette e di sfuggire al troppo conformismo o alla troppo gratuita voglia di nuovo.

 

Dalla presentazione di Franco Purini

La Guida dell’architettura contemporanea in Sicilia, redatta da Maurizio Oddo è un ottimo strumento per penetrare all’interno della multiforme realtà dell’architettura siciliana. L’autore, un giovane studioso che ha già al suo attivo un’ampia serie di contributi sull’architettura della sua regione, ha portato a termine un prezioso lavoro di ricerca presentando un quadro pressochè completo delle opere a vario titolo più rilevanti tra quelle realizzate nell’arco temporale che va dal 1940 a oggi. In questa capillare ricognizione Maurizio Oddo ha dimostrato di possedere una solida preparazione teorica, una considerevole conoscenza della storia dell’architettura e una notevole capacità di interpretare con sicuri argomenti critici motivazioni e risultati di quella che si propone nel suo complesso come una avvincente narrazione. Scorrendo sessant’anni di architettura siciliana si profila infatti un racconto talmente denso di episodi di rilevante interesse e di non pochi risultati di autentica eccellenza da configurarsi come un’esemplare avventura culturale e soprattutto umana. Costruendo questa narrazione l’autore di questo completo panorama propone anche una rappresentazione indiretta ma al contempo convincente dell’intero universo siciliano, che chi sfoglierà il libro potrà ricomporre per frammenti paralleli e per evocazioni traslate. Sintetizzate in esaurienti schede, le opere incluse in questa utile pubblicazione descrivono nel loro insieme un panorama architettonico il quale, nella quantità e qualità delle architetture selezionate, rivela una invidiabile vitalità che ha il merito di smentire quel luogo comune che vede l’architettura italiana prigioniera di una crisi endemica, una decadenza senza rimedio.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
ODDO Maurizio 2008-09-19 n. 12 Settembre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack