L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Collectif

Nuove forme dell’habitat collettivo in Europa

Carola Clemente


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Ad un anno di distanza dalla grande esposizione promossa dal Pavillon de l’Arsenal “Logement, matière de nos villes”, ritorna in Francia una nuova esposizione sul tema dell’abitare collettivo.
Il centro Arc en rêve di Bordeau, uno dei più attivi centri di Europa di promozione e comunicazione dell’architettura contemporanea, propone fino al 26 ottobre 2008 una selezione di 45 realizzazioni che rappresentano esempi singolari o significativi delle nuove forme dell’abitare collettivo, selezionate sul territorio europeo per le loro qualità architettoniche e le prospettive potenziali che aprono sulla condizione dello sviluppo della città contemporanea.  
Questa selezione è frutto di una ricerca condotta in tutta l'Europa dei rappresentanti più significativi della creazione architettonica impegnata sulla riflessione attiva sull’alloggio collettivo. Questo viaggio è commentato e reso vivo, grazie al lavoro di sei fotografi - Marco Bohr, Marja Pirilä, Aurore Valade, Gaëlle Deleflie, Francesco Jodice, Rafal Milach - che riescono a riportate il sapore originale degli interni e degli esterni degli spazi dell’abitare sociale, con i suoi scorci poetici e senza cancellarne i segni di quella marginalità sociale che, con alterne fortune, che queste realizzazioni dovrebbero tentare di ricucire.

La missione di questa esposizione è molto ambiziosa: l’intento è quello di riuscire a comunicare e rendere esplicita la forza delle linee di indirizzo progettuale che danno luogo allo spazio dell’abitare, le posizioni strategiche che portano a ripensare lo spazio condiviso e le tutte le posizioni teoriche stratificate e messe alla prova da decenni di esperienze e di uso quotidiano delle realizzazioni che le hanno seguite.
La selezione delle realizzazioni presentate è il risultato di una fase esplorativa, basata su una selezione concorsuale organizzata con la collaborazione di 11 corrispondenti europei, che compongono il comitato scientifico della mostra.   
Questa selezione si presenta come un campionario articolato e ben documentato, una piccola antologia di soluzioni innovative che in nessun modo vuole dare una valutazione di merito dei vari interpreti dell'architettura europea in materia di residenza, ma solo testimoniare il rinnovato interesse dei professionisti di tutta Europa sul tema dell’abitare, declinato con tutte le accentuazioni regionalistiche del caso; le declinazioni sono di carattere formale, tecnologico, sociale e dimensionale. Proprio per questo motivo si comprende anche l’inserimento di alcune realizzazione di abitazioni collettive anche di livello medio alto; proprio il carattere esplorativo della selezione ha portato a non restringere la valutazione alla casa popolare propriamente detta.  
La difficile scelta dei curatori operata per selezionare i 45 progetti di alloggi collettivi è stata compiuta a partire dall’individuazione di uno o più caratteri significativamente innovatiti di riposta alla crisi dell’offerta di residenzialità collettiva; i criteri individuati per operare la selezione hanno investito differenti aspetti del progetto, alcuni sulla qualità degli spazi esterni altri sull’innovazione dei criteri di vivibilità delle parti comuni e del singolo alloggio.
Sono stati quindi valutati la qualità ed il trattamento delle parti comuni, la qualità e la quantità degli spazi di condivisione, l’efficacia distributiva, la quantità e la gestione dello spazio degli ambienti di vita, la relazione interno/esterno e lo sfruttamento e ottimizzazione dell’illuminazione naturale negli ambienti interni, la flessibilità e la capacità “evolutiva” degli ambienti a fronte della loro adeguatezza agli usi attuali, la ricchezza e la varietà tipologica, la ricchezza di stimoli spaziali per facilitare la vita collettiva a fronte della garanzia della privacy individuale, la realizzazione programmatica di un reale mix funzionale sociale e generazionale degli utenti, l’interazione degli edifici con attrezzature pubbliche di servizio ai residenti, le condizioni di inserimento urbano e di orientamento in rapporto con il clima del luogo e con il paesaggio circostante ed infine la capacità di raccogliere e rilanciare l’evoluzione dei nuovi modi dell’abitare.

 

Lungi dal voler classificare gli esempi selezionati e farne categorie ripetibili, questa esposizione vuole mettere insieme la testimonianza di queste realizzazioni per costituire un precedente da diffondere come riferimento di qualità quotidiana dell’architettura dell’abitare, ottenuto operando scelte dalle scelte ambiziose portate avanti dagli architetti e sostenute dalle loro committenze. L’intento educativo è sempre presente in tutte le iniziative dell’Arc en reve e, in questo caso più di altri, questa raccolta di esempi, oltre ad indagare le qualità potenziali del abitare collettivo, intende promuovere una azione partecipativa a scala continentale per realizzare una web gallery sull’housing in Europa, sulla base di un programma di azione articolato in quattro punti: promuovere la qualità architettonica dell’abitare collettivo, mostrare come l’edilizia residenziale può rappresentare una risposta in termini di sviluppo sostenibile, mettere in evidenza la pluralità delle identità europee dell’abitare, ed infine valutare l’investimento sullo sviluppo sostenibile anche in termini di utilizzo collettivo, e quindi ottimizzato, dello spazio comune e dello spazio pubblico.
Un altro innegabile punto merito è quello di aver raccolto e messo a confronto solo esempi realizzati negli ultimi cinque anni e già sottoposti alla prova dell’uso da parte dei loro abitanti, questo per verificare effettivamente i nuovi scenari dell’abitare sotto la pressione effettiva dei nuovi modi dell’abitare; questa scelta, che nulla leva alla efficacia della riflessione e della ricerca sul solo progetto, rende più vibrante ed immediata la metabolizzazione del messaggio dei curatori. L’architettura proposta in questa esposizioni, in molti casi, è valutata anche come catalizzatore di processi di riqualificazione sociale della città e delle condizioni di convivenza dei suoi abitanti, la qualità degli spazi progettati e realizzati non può prescindere dalla qualità della vita degli individui che la abiteranno. Vedere l’interpretazione del pensionato, della giovane coppia o degli adolescenti delle periferie di mezza Europa che rende vivo lo spazio definito dal tratto contemporaneo dei vari progettisti mette a disposizione del visitatore e dell’osservatore esterno un elemento in più per valutare l’efficacia abitativa, oltre che tipologica, tecnologica e morfologica delle nuove realizzazioni proposte.
Oltre a prendere atto della grandissima presenza di esempi provenienti dai paesi nordici , Olanda e Danimarca in primo luogo, e a sottolineare la quasi assenza di esperienze italiane, ad eccezione di Cino Zucchi con il suo intervento per il Nuovo Portello, non ci resta che apprezzare – ed invidiare un po’ - l’iniziativa del centro di Bordeaux, rimando in attesa dello sviluppo del loro data base e soprattutto dell’imminente architecture & sustainable development - European Forum for Architectural Policies, organizzato sempre a Bordeaux e sempre all’Arc en rêve, dal Ministero della Cultura e della Comunicazione, nel quadro delle attività della Presidenza francese dell’Unione Europea, il 9 e il 10 ottobre 2008, occasione in cui sicuramente la discussione aperta da questa esposizione sarà ripresa e ampliata.

 

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Portfolio completo dei progetti esposti su http://www.cyberarchi.com

« Collectif / nouvelles formes d'habitat collectif en Europe »
dal 4 luglio al 26 octobre 2008
Arc en rêve centre d'architecture  
www.arcenreve.com
Entrepôt - 7 rue Ferrère
33000 Bordeaux
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
web: www.arcenreve.com

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CLEMENTE Carola 2008-09-18 n. 12 Settembre 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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