L'editoriale di (h)ortus


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La città della postproduzione

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Juan Navarro Baldeweg. Museo della grotta di Altamira

Michele Costanzo

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Il Museo della grotta di Altamira, realizzato da Juan Navarro Baldeweg a Santillana del Mar, Santander (1994-2000), nasce dall'esigenza di realizzare la replica di una sua limitata porzione, decorata da graffiti paleolitici, per salvaguardare le figurazioni originali raffiguranti, prevalentemente, animali e scene di caccia, danneggiate a seguito dell'eccesso di anidrite carbonica sviluppata da una presenza incontrollata di visitatori.
I dipinti della grotta, che risalgono a 14.000 anni fa, sono rimasti preservati nel tempo da un provvidenziale crollo avvenuto nella sua imboccatura circa mille anni dopo la loro esecuzione. Scoperti nel 1879, fin dall'inizio le figurazioni sono state oggetto costante di curiosità e interesse da parte del pubblico, diventando sempre più nel tempo una ricercata meta turistica.
Nel 1979 sarà presa la decisione di chiudere l'accesso alle preziose testimonianze, a un tempo, storiche, antropologiche, artistiche per evitare loro danni irreparabili. A seguito di un approfondito lavoro d'indagine la cueva sarà riaperta nel 1982, ma con accesso limitato ad 8.500 persone l'anno.
Fin dal momento della sua chiusura si era pensato alla necessità di realizzare una riproduzione della caverna, circoscritta ad alcuni affreschi, per assecondare le esigenze dell'attività turistica della zona.
Già negli anni Sessanta era stata eseguita, per il Deutsches Museum di Monaco, una copia della grotta di Altamira con i suoi dipinti; come pure, alla fine degli anni Settanta, in Dordogna (Francia), era stato avviato il progetto di realizzazione di una replica delle grotte di Lascaux, anch'esse in grave stato di deterioramento, che nel 1983 sarà aperta al pubblico con il nome di Lascaux II.

L'incarico affidato a Navarro Baldeweg non sarà solo quello di realizzare una duplicazione della celebrata grotta, ma anche di costruire una struttura didattica/scientifica per offrire ai visitatori l'idea dello spazio ambientale in cui sono stati concepiti gli storici affreschi; e questo, tramite un opportuno apparato informativo composto: dalla presentazione di brevi filmati, da ricostruzioni documentaristiche, da immagini del paesaggio del paleolitico superiore e dall'esposizione di resti archeologici di vario genere, in osso e in pietra (punteruoli, raschiatoi, perforatori, oggetti di ornamento, punte di lance e arpioni), testimoni della vita quotidiana e dell'attività della caccia.
Per definire l'area dell'intervento ed individuare il giusto equilibrio tra ambiente naturale e nuova presenza volumetrica del museo, facendo sì che quella porzione del paesaggio della Cantabria fosse ancora in grado di mantenere il suo carattere evocativo, è stato affrontato uno studio urbanistico/ambientale della zona; il cui fine è stato quello di conservare il più possibile il senso di un territorio incontaminato, con una minima aggiunta, dunque, di presenze artificiali ad esso estranee.
Per assecondare le esigenze del programma sarà individuata una zona collinare non lontana dalla grotta originaria, raggiungibile a piedi attraverso un breve sentiero, e con lo stesso suo orientamento.
A completare il quadro del progetto d'insieme, come osserva José Antonio Lasheras, un ruolo importante è dato all'intervento di "restauro" dell'area esterna alla grotta, che si sviluppa su oltre 150.000 metri quadrati «[...] come un'ulteriore risorsa naturale. Realizzato sulla base dei dati paleoambientali provenienti da Altamira; una ricostruzione paesaggistica che fa ricorso agli alberi e agli arbusti più frequenti durante i periodi di occupazione paleolitica della caverna» (1). In questo modo guardando il paesaggio esterno dalla nuova grotta è possibile, attraverso l'ambiente naturale "ricomposto", collegarsi alla natura storica e percepire le, nel contempo, le immagini interne con la stessa luce radente, propria della grotta originale.
Il progetto di Navarro Baldeweg, pur accentrando tutte le funzioni in un unico organismo, si presenta tuttavia frammentato per meglio aderire con la sua conformazione al contesto, senza peraltro volersi totalmente mimetizzare con il suo caratteristico disegno, al leggero, morbido declivio della collina; cercando, attraverso la configurazione della nuova costruzione, un punto d'incontro con l'atemporalità dell'ambiente naturale circostante, come pure, tra vero e falso, tra storia e necessità del presente.
Il programma dell'intervento, inoltre, si completa con la demolizione delle passerelle che conducevano alle grotte originali e di un padiglione che era a loro vicino e con lo spostamento del parcheggio (per 200 auto e 10 pulmans) verso il confine occidentale dell'area.
«Il complesso è costituito», come scrive Navarro Baldeweg, «da due aree differenziate: in una è ospitata la replica, mentre l'altra si estende linearmente a partire dallo spazio che accoglie i visitatori. I tre bracci che costituiscono questo secondo nucleo contengono le sale espositive, un auditorium, una libreria e una caffetteria» (2).
L'organismo si sviluppa per corpi longitudinali accostati. I corpi si dispongono seguendo una geometria lineare che si apre leggermente a ventaglio.
Gli spazi interni sono contraddistinti dalla presenza di travi a V che corrono in alto a diversa altezza e sostengono i piani inclinati delle coperture, parzialmente nascoste dallo strato verde del prato. Il disegno delle travi è arricchito da dei piani inclinati ancorati ad esse che indirizzano all'interno dei diversi ambienti espositivi la luce proveniente da nord, nonché i percorsi dai visitatori. Tali strutture lineari proseguono idealmente verso l'esterno dove si trovano terrazze e spazi di sosta, di riposo, d'incontro.

Note

(1) José Antonio Lasheras, Il Museo di Altamira, «Lotus» n. 103, gennaio-aprile 2000.
(2) Juan Navarro Baldeweg, dalla relazione di progetto.

Dati progetto

Titolo
Museo della grotta di Altamira
Progetto
Juan Navarro Baldeweg
Collaboratori
A. Lupberger, A. Galmés Cerezo, J. Bretón Lesmes, D. Delbrück, A. Kaiser, A. Jaque Ovejero, M. Bernardini Asenjo, M. Maugeri, S. Streck
Strutture
MC-2 Julio Martinez Calzón
Impianti
ARGU Ingenieria Y Servicios S.L.
Committente
Consorcio para Altamira (Ministerio de Cultura, Fundación Marcelino Botin, Diputación Regional de Cantabria, Ayuntamiento de Santillana del Mar, Ministerio de Economia y Hacienda)
Direzione lavori
Juan Navarro Baldeweg, Jaime Bretón Lesmes, Eduardo González Valeyos
Impresa
NECSO Entrecanales y Cubiertas S.A.
Localizzazione
Santillana del Mar, Cantabria, Spagna
Cronologia
1994-1997; 1997-2000 progetto


Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2008-06-26 n. 9 Giugno 2008
 
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