L'editoriale di (h)ortus


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La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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L’eredità del cemento

Quartiere radioattivo

a cura di Ewa Gorzadek e Stach Szablowski

ISTITUTO POLACCO DI ROMA
via Vittoria Colonna 1  -  via dei Prefetti 46 (scala c - piano 1)
Inaugurazione lunedì 12 maggio 2008 ore 19.00


Artisti:
Pawel Althamer, Kuba Bakowski, Rafal Bujnowski, Michal Budny, Jan Dziaczkowski, Mikolaj Dlugosz, Ryszard Gorecki, Nicolas Grosspierre, Aneta Grzeszykowska & Jan Smaga, Agnieszka Kalinowska, Szymon Kobylarz, Jaroslaw Kozakiewicz, Maciej Kurak, Hieronim Neumann, Jozef Robakowski, Julia Staniszewska, Wieslaw Stepien, Wojciech Wilczyk, Julita Wojcik, Karolina Zdunek
nonché Brygada Kryzys

Lunedì 12 maggio 2008 alle ore 19.00, l’Istituto Polacco di Roma è lieto di presentare, presso le sedi di via Vittoria Colonna 1 e di via dei Prefetti 46, il quarto appuntamento di “Transfert Gallerie Polacche a Roma” realizzato in collaborazione con il Centro d’Arte Contemporanea Zamek Ujazdowski di Varsavia.
Nel 2007 il Centro ha presentato a Varsavia la mostra “L’eredità del cemento. Da Le Corbusier ai Blokers*” a cura di Ewa Gorzadek e Stach Szablowki. Per la mostra romana è stata studiata una seconda edizione del progetto, L’eredità del cemento. Quartiere radioattivo, che presenta una selezione di opere già esposte in Polonia insieme a lavori inediti.

Il progetto è dedicato a una delle più importanti conseguenze legate alle idee architettoniche modernistiche: il fenomeno del quartiere residenziale basato sugli standard tecnologici dell'edilizia prefabbricata. “L’eredita del cemento” si concentra sul caso polacco e gli artisti invitati presentano le più diverse strategie e punti di vista sulla discussione nata intorno a questa edilizia: dalla fascinazione estetica per l'omogeneità e la geometricità dello spazio, ai progetti di tipo documentaristico, sociale e analitico, fino alle speculazioni futurologiche sul destino che attende i quartieri prefabbricati.

La mostra è costituita dalle opere di ventuno artisti che qui si rapportano con la storia e col presente del fenomeno: da lavori celebri, addirittura iconici, di Pawel Althamer o di Jozef Robakowski, a progetti nati appositamente per questa esposizione, fino alle opere di Ryszard Gorecki, Maciej Kurak e Julita Wojcik che verranno prodotte e realizzate a Roma.

Nella seconda metà del XX secolo la Polonia è stata uno dei paesi in cui i quartieri, costruiti con blocchi prefabbricati e l'uso di tecnologie simili, furono salutati come “la soluzione definitiva” e universale del problema abitativo. Di conseguenza è in questi quartieri, che rispecchiano l'utopia modernistica, che è cresciuta e ha abitato la maggior parte della popolazione polacca.
Il sottotitolo della mostra, “Quartiere radioattivo”, è una citazione ripresa da un brano classico della leggendaria punk band polacca Brygada Kryzys, che descrive in modo lapidario e violento il fenomeno che costituisce il tema curatoriale della mostra: l'eredità del cemento costituita dai caseggiati modernistici.

L’eredità del cemento. Quartiere radioattivo è il tentativo di vedere questi quartieri come esperienza universale di uno spazio sociale ed estetico: un'esperienza che in Polonia divide milioni di persone. Tra le diverse dimensioni del complesso problema costituito da questo tipo di edilizia abitativa (di cui si può parlare in termini architettonici, politici, sociali, economici, ideologici), ai curatori della mostra interessa soprattutto l'aspetto culturale. “Il quartiere, il palazzo, l'alloggio costruito con blocchi prefabbricati sono la cornice che da generazioni forma la sensibilità, la consapevolezza e l'immaginazione dei residenti: l'impronta che il quartiere moderno ha lasciato sulla cultura polacca”. (Ewa Gorzadek e Stach Szablowski)

* i “blockers” sono esponenti della sub-cultura nata nei quartieri prefabbricati.

TRANSFERT Gallerie Polacche a Roma

è un progetto dell'Istituto Polacco di Roma, a cura di Ania Jagiello, che intende presentare in Italia l’arte contemporanea polacca attraverso un programma di sei mostre ospitate su due sedi – in via Vittoria Colonna 1 e in via dei Prefetti 46 – realizzate grazie alla collaborazione con alcune tra le più autorevoli gallerie e istituzioni della Polonia. Lo scopo è produrre tanti punti di vista e chiavi di lettura sulla realtà artistica polacca quanti ne suggerisce il prisma di attività svolte da ogni istituzione invitata. Dall’inizio del 2008, nell’ambito di Transfert, sono stati realizzati progetti espositivi in collaborazione con il Bunker d’Arte di Cracovia, la Galleria Entropia di Breslavia, la Galleria Raster di Varsavia e, attualmente, con il Centro d'Arte Contemporanea Zamek Ujazdowski di Varsavia. Ulteriori collaborazioni sono previste con la Galleria Nazionale d'Arte Zacheta (giugno-settembre) e la Foksal Gallery Foundation (settembre-novembre), entrambe di Varsavia.
Ogni mostra di Transfert è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo in versione italiana progettato dall'artista Kuba Bakowski. Il materiale prodotto resterà quale strumento di documentazione della scena artistica polacca dalla seconda metà del XX secolo ad oggi.
   
ISTITUTO POLACCO DI ROMA

Via Vittoria Colonna 1 – 00193 Roma
tel +39 06 36000723 - fax +39 06 36000721
lunedì-venerdì,  ore 14.00 - 18.00, chiuso sabato e festivi

Via dei Prefetti 46 (scala c - piano 1) - 00186 Roma
tel +39 06 68805610 - fax +39 06 68307465
lunedì-venerdì,  ore 16.00 - 19.00, chiuso sabato e festivi

ingresso libero
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. | www.istitutopolacco.it

ufficio stampa | Alan Santarelli
tel. 06 99702002
mob. 348 4153676
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Hortus

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