L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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I want to believe & Take your time

L’opera d’arte nell’opera di architettura a New York. Cai Guo-Qiang al Guggenheim Museum e Olafur Eliasson al MOMA.

Due mostre di artisti contemporanei che si tengono a New York in questi giorni pongono in stretta relazione gli eventi e le installazioni proposte con l’architettura che le ospita.

Alfonso Giancotti 

I want to believe

Un Guggenheim Museum impacchettato e ricoperto di ponteggi per consentirne il restauro ospita una importante e consistente mostra del cinese Cai Guo-Qiang, che dal 1995 vive e opera a New York.
La mostra-evento raccoglie tanto una serie di sculture in argilla, realizzate per il padiglione dell’Arsenale in occasione della 48a Biennale di Venezia del 1999, per la quale l’artista tra l’altro ha ricevuto il Leone d’Oro, quanto una serie di installazioni realizzate nel corso degli ultimi dieci anni.
Le sculture in argilla rappresentano delle copie in composizione di sculture realizzate da artisiti della Cina Maoista negli anni Sessanta e si alternano con teli disposti a terra sui quali è deposta della polvere da sparo e teli disposti a parete il cui disegno astratto è il frutto degli effetti prodotti dalle fiamme stesse.
Il tema della distruzione del rapporto tra uomo e natura è espresso dalle installazioni composte da branchi di lupi che si schiantano verso una parete di plexiglas, delle dimensioni pari a quelle del muro di Berlino, dove l’installazione è stata presentata per la prima volta, e da tigri trafitte da frecce.
La più suggestiva delle installazioni, che implementa il proprio fascino nell’atto di misurarsi con l’invaso spaziale a spirale del museo progettato da Frank Lloyd Wright, è l’installazione “Innoportune: Stage One” che si compone di una serie di autovetture, opportunamente e liberamente sospese all’interno dello spazio cavo, dalle quali fuoriescono fasci di neon luminosi, a simulare e rappresentare chiaramente l’atto di un'esplosione.
L’installazione è stata presentata per la prima volta a Seattle in occasione di un evento in memoria dei tragici eventi dell’11 settembre 2001.
Completano la performance una serie di video che riproducono le esplosioni realizzate dall’artista in aree abbandonate o desertiche.
Il tema comune della produzione artistica di Cai Guo-Qiang, primo artista cinese ad esporre le proprie opere al Guggenheim Museum, è dichiaratamente quella della rappresentazione del conflitto metaforico e fisico prodotto dalla società contemporanea, al quale l’artista si propone di conferire un valore estetico autonomo.
La mole complessiva delle opere esposte nella mostra, curata da Alexandra Munroe, senior curator per l’arte asiatica al Guggenheim Museum, è di ottanta lavori.


Take your time

Gli spazi del MOMA accolgono, invece, i lavori sul tema della luce e della geometria descritta dagli elementi progettati da Olafur Eliasson.
E’ la prima mostra retrospettiva dell’artista danese a New York, che per l’occasione propone una serie di venticinque opere tra installazioni e lavori fotografici, di cui sei inediti, tra i quali l’opera da cui la mostra prende il nome. Questa consiste nella realizzazione di uno specchio di grandi dimensioni leggermente ruotante disposto a soffitto che distorce la percezione dell’osservatore che vi si riflette.
La percezione è, peraltro, il filo conduttore dell’intero corpus di lavori, che si sostanzia nella possibilità, da parte del visitatore, di instaurare un rapporto di interazione percettiva e fruitivi con gli eventi disposti lungo i tre livelli nei quali si snoda l’esposizione.
Le opere, che a parere di chi scrive accelerano questo principio di interazione, estendendolo allo spazio che da esse viene occupato, sono Ventilator e Room for one color, che superano il concetto di semplici opere all’interno di uno spazio espositivo, diventando parte integrante di quello stesso spazio.
La prima si compone di un ventilatore, sospeso al centro del Marron Atrium; una sorta di pendolo deputato a descrivere traiettorie che occupano l’ampio invaso dell’atrio, fino a raggiungere un'altezza prossima a quella dello spettatore. L’installazione si configura come la materializzazione degli studi geometrici e delle traiettorie infinite, omaggio a quell’idea di Endless Space che gli valse il premio Kiesler nel 2006, all’interno di un programma che prende il nome di Endless study.
Il rapporto di reciproco scambio fisico e percettivo tra osservatore, artista e spazio espositivo viene raggiunto e amplificato dall’installazione Room for one color, realizzata attraverso l’uso di luci monocromatiche che alterano la percezione visiva dello spazio da parte di coloro che lo attraversano, virandolo verso i colori del giallo con consistenti ombre di colore nero.
L’installazione che occupa l’atrio di distribuzione del terzo piano e una galleria allo stesso livello, rafforza questo fattore di alterazione all’atto del passaggio negli ambienti che presentano l’abituale illuminazione del museo.
L’approccio fortemente “emotivo” della ricerca artistica di Olafur Eliasson ha indotto la Public Art Fund a commissionare all’artista danese quattro installazioni monumentali, che riprodurranno artificialmente altrettante cascate per un'altezza fino a 36 metri da collocarsi sempre a New York sull’East River, a Lower Manhattan, a Brooklyn e sulla costa nord della Governor’s Island.
Questa spettacolare attrazione sarà attiva dalle sette del mattino alle dieci di sera dal mese di luglio prossimo fino al mese di ottobre.



Cai Guo-Qiang. I want to believe

dal 22 febbraio al 28 maggio
 
Guggenheim Museum, New York
5th Avenue, 1071(89th street)
Take your time. Olafur Eliasson

dal 20 aprile al 30 giugno 2008

The Museum of Modern Art, New York
11 West 53 Street, (between Fifth and Sixth avenues)


 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2008-05-19 n. 8 Maggio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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