L'editoriale di (h)ortus


fave.jpg
Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
Continua...

PDF

MVRDV/UWM. Skycar City. A Pre-emptive History

Actar, Barcelona - New York 2007

Recensione di Michele Costanzo

arca003.jpg

L'ipotesi presa in esame in Skycar City. A Pre-emptive History, libro a cura di Winy Maas e Grace La, è quella di una possibile liberazione della società dalle limitazioni che le citycars impongono al trasporto urbano, nonché alla comunicazione interpersonale, attraverso la loro sostituzione con le skycars che offrono all'utente una libertà di movimento pressoché assoluta. Questo porta anche, come diretta conseguenza, ad una concezione di città completamente nuova (1).
Tale idea prende spunto da un precedente scritto di Winy Mass, e contenuto nel libro di MVRDV, KM3, intitolato appunto SkyCarCity. «Possiamo aspettarci SKYCARCITY quanto prima. Saranno studiate», scrive l'autore, «le drammatiche possibilità dell'uso delle sky-cars che si muovono liberamente tra gli edifici. Questo porterà a città con "strade" ad ogni livello, o forse ad una città perfino senza strade.
E' una città dove le luci del traffico sono rimpiazzate con un sistema di navigazione a bordo della macchina. Essa può usufruire di parcheggi dovunque, e di avvalersi di un criterio del tutto rivoluzionato per gli indirizzi. E' senza segni, perché questi saranno regolati da uno schermo nella macchina, funzionante mediante un'interspaziatura tridimensionale basata sulle possibilità di manovra della sky car»(2).
Il nuovo libro Skycar City, parte da una domanda cardine che Maas e La fanno comparire sul margine in basso della copertina: "Che cosa potrebbe accadere alle nostre città se fossero inventate delle macchine in grado di volare: rispettose dell'ambiente, silenziose, disponibili skycars che si muovono senza arrecare disturbo tra gli edifici?".
L'interrogativo, riassume l'essenza del libro, in quanto, da un lato, manifesta una sorta d'esitazione o d'intima resistenza a proporre qualcosa di cui non sono note le conseguenze dei suoi effetti e, quindi, la volontà di controllare il problema in maniera razionale esaminando la questione in ogni sua possibile piega e, dall'altro, il fascino dell'azzardo che il tema pone, per la sua valenza utopica e  che, tuttavia, stimola, incuriosisce, solletica a ricercare. Tale duplice atteggiamento concettuale è rafforzato da una serrata sequenza di ulteriori quesiti posti da Maas nelle pagine iniziali del libro. Le risposte "possibili" sollecitate da tale, singolare, ipotesi di studio, saranno diluite nel succedersi delle pagine, capitolo dopo capitolo, tuttavia, espresse con la consapevolezza di essere, per il momento, del tutto teoriche anche se impostate con un metodo scientifico.
Del resto lo scopo dichiarato di tale studio è quello di contribuire a trasmettere una maggiore consapevolezza sul tema della città, della sua crisi in senso generalizzato, della sua incapacità a corrispondere alle necessità molteplici di una società globalizzata, nonché della necessità di affrontare l'impegno di una sua radicale trasformazione in un tempo più o meno prossimo. «Nel medioevo, il diametro delle città era, più o meno, pari a 5 chilometri (percorribili in un'ora di cammino a piedi), negli anni Cinquanta pari a 15 chilometri (percorribili in un'ora di percorso in automobile), nel Duemila pari a 500 chilometri (percorribili in un'ora di volo aereo). Quale sarà l'identità del futuro sistema urbano quando le infrastrutture risulteranno cambiate in modo radicale?» (3).
Con tale ulteriore domanda, gli autori affrontano il problema in maniera immediata e diretta prendendo in esame la skycar come sostituto dalla tradizionale citycar, ossia come strumento teorico/pratico per ipotizzare la crisi dell'attuale assetto urbano e della mobilità in senso tradizionale. "La skycar appare per la prima volta nelle pagine di Popular Mechanics, più di un secolo fa", si legge nella premessa, "nell'aprile del 1906, quasi 15 anni dopo è immaginata nelle illustrazioni di Albert Robida. Venendo solo tre anni dopo il volo dei fratelli Wright e sei anni dopo l'automobile di Karl Benz, il concetto di skycar è stato presente per un secolo nei film, nella letteratura e nelle illustrazioni, esposizioni universali, libri di fumetti: è un'icona del futuro".  
Così, partendo dall'elemento in sé rivoluzionario della skycar (non schiava della superficie e in grado di muoversi liberamente nello spazio), di cui peraltro il libro presenta dei modelli sperimentali, viene ad aprirsi un ventaglio di ipotesi progettuali volte a rispondere ad una serie di problemi che il veicolo pone: dai nuovi assetti di parcheggio, alle nuove tipologie urbane. Le nuove città avranno una concezione spaziale a sviluppo "tridimensionale" con "strade" ad ogni livello. In questo diverso tipo di metropoli i traffici leggeri saranno rimpiazzati con un sistema di navigazione aerea, con la possibilità di parcheggiare in maniera più complessa e libera, all'interno di torri o in strutture alveolari a sviluppo verticale.
L'obiettivo dello studio, è quello di prefigurare un mondo futuro in cui la congestione urbana, le difficoltà e i costi di comunicazione, di trasferimento da un luogo ad un altro siano debellati attraverso la conquista di un diverso assetto basato sullo sviluppo spaziale della dimensione familiare-lavorativa-sociale, lontano dal radicamento al suolo dell'attuale sistema, alla sostanziale "bidimensionalità" del suo sviluppo.

Note

(1) L'occasione dello studio è stata offerta dal Marcus Price, un nuovo premio internazionale di architettura biennale, istituito per riconoscere i talenti emergenti. La giuria del premio, con sede presso la University of Wisconsin-Milwaukee School of Architecture & Urban Planning, ha conferito il primo Marcus Prize Studio a MVRDV. In aggiunta, la Fondazione ha invitato gli architetti Maas e La (docente della UWM Faculty), a svolgere presso la University of Wisconsin-Milwaukee una ricerca progettuale per una semestralità insieme a dodici studenti che hanno lavorato sul tema della Skycar City, producendo un cospicuo materiale d'indagine teorica e progettuale, in seguito rielaborato e rifuso nel libro.
(2) Winy Maas, Skycar City, in: MVRDV, KM3, Actar, Barcelona 2005, p. 472.
(3) Winy Maas, Skycar City, Actar, Barcelona 2007, p. 22.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
COSTANZO Michele 2008-05-12 n. 8 Maggio 2008
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

vg_flickr_11

Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

Joomla Templates by Joomlashack