L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Proceed and be bold: il mito di Sambo

 

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 Samuel "Sambo" Mockbee ritratto a Newbern (Foto T. Hursley)

Tutta la vicenda di Rural Studio, le sue radici così come il percorso tracciato per il futuro, fanno riferimento ad una figura divenuta ormai mitica: Samuel “Sambo” Mockbee, l’uomo che nel 1992 ha fondato l’atelier di progettazione della Auburn University. Mockbee, che è venuto a mancare alla fine del 2001 a causa di una leucemia, sopravvive oggi nell’impronta profondamente etica che egli stesso ha voluto lasciare sul Rural Studio. L’idea di costruire per la gente, assicurando a ciascuno una architecture of decency, sembra voler evocare un senso classico di decorum, secondo cui persino il più derelitto degli esseri umani ha diritto al riparo di una casa. Quest’assunto si trovava alla base della fondazione del Rural Studio, spingendo Mockbee a condurre i suoi studenti lontano dalle distrazioni del campus di Auburn, per lavorare in una delle contee più povere della nazione più ricca del mondo. Affrontare e risolvere quotidianamente questo paradosso attraverso l’architettura è il compito che Mockbee si è posto, ponendolo al contempo agli studenti transitati per Newbern nei primi anni della sua fondazione.
Personaggio pieno di carisma e talento, Mockbee, oltre a essere docente e architetto con un'intensa pratica professionale a Jackson, nel Mississippi, si dilettava di pittura, andando a ricercare, attraverso le sue tele, le radici mitiche dell’architettura del sud degli Stati Uniti. La sua ricerca non si concentrava dunque sugli aspetti meramente funzionali, quanto piuttosto sul carattere degli edifici tradizionali, la loro origine coloniale mescolata agli aspetti “indigeni”, memoria di un passato di ricchezza agricola basata sullo sfruttamento dei più poveri, come si legge nelle classiche fotografie di Walker Evans, scattate a Hale County negli anni trenta. La memoria delle architetture del sud compare nelle prime opere di Rural Studio, adornate di bizzarre coperture asimmetriche e irregolari, citazioni delle vecchie barns della campagna agricola, parzialmente dirute ma ancora oggi presenze riconoscibili nel paesaggio; porticati e tettoie intese per condurre l’aria fresca all’interno delle abitazioni nelle torride estati subtropicali, o ancora piccole strutture produttive quali forni, capanni o affumicatoi.

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Walker Evans, fotografie scattate a Hale County, Alabama, intorno al 1936

La scomparsa prematura di Sambo ha causato a Rural Studio un lutto profondo, che ha portato all'elaborazione di una nuova rotta da seguire. Dopo la sua morte l’architettura di Rural Studio è cambiata negli intenti e nelle forme, perdendo parte della sua espressività a favore di una costruzione più razionale e semplificata, forse priva del primordiale afflato mistico ma anche più concretamente radicata nella realtà del territorio. “Proceed and be bold”, una frase di Samuel Mockbee, è divenuta una sorta di motto dell’atelier. Procedete e siate coraggiosi: l’architettura vera, soprattutto se ambisce a essere veramente costruita per la gente, richiede grande coraggio, capacità di affrontare e superare gli ostacoli, abilità di vedere nel futuro.

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Samuel Mockbee, schizzi per il progetto del memoriale dell'11 settembre a Ground Zero 

Non poteva mancare, a Newbern, un memoriale per Sambo. Il Subrosa Pantheon è stato progettato dallo stesso Mockbee per ricordare un’amica scomparsa: dopo la sua morte, sua figlia Carol, pur non essendo architetto, ha deciso di passare un anno a Rural Studio per realizzare da sola la struttura, dedicandola al padre. Il Pantheon di Newbern è un piccolo cilindro ipogeo interamente in calcestruzzo a vista, al quale si accede da uno stretto adito che taglia attraverso una collinetta. L’interno del cilindro è inondato dalla luce naturale che proviene dall’occhio centrale, nel quale una scultura metallica produce un intricato gioco di ombre. Al centro del pavimento una vasca; su un lato, una piccola nicchia offre ai visitatori un luogo per sedere e contemplare, sotto una placca in bronzo che riproduce la firma di Sambo. L’afflato mistico giunge qui ad un altissimo livello, invitando anche chi non ha conosciuto Mockbee a riflettere sulla personalità di un uomo che ha saputo creare tanto, e continua ad ispirare i giovani studenti ancora a sette anni dalla sua morte.



La fortuna di Rural Studio

Nei suoi oltre quindici anni di vita, Rural Studio ha acquisito una certa notorietà nel mondo architettonico degli Stati Uniti, per il carattere sociale del lavoro che vi viene svolto e l’approccio di tipo “hands on”. Numerose iniziative analoghe sono state inaugurate in altre parti del Paese, a testimonianza di quanto la didattica unita alla pratica costituisca il contraltare rispetto alla teorizzazione astratta e radicale che viene condotta nel jet set delle università Ivy League e nelle altre scuole di avanguardia negli Stati Uniti. Si tratta dunque di un modello di architettura sostenibile, dal punto di vista ecologico ma anche sociale, pensato per fornire ai futuri professionisti un fondamento etico per la loro attività.
Naturalmente non sono mancate le critiche a quest’approccio: carità bianca per poveri afroamericani, uso degli indigenti come “cavie” per le stramberie architettoniche di Mockbee e discepoli e quant’altro. La fortuna degli edifici realizzati in quindici anni da Rural Studio testimonia di successi ma anche di fallimenti: così la celebre Glass Chapel di Mason’s Bend, realizzata nel 2000, giace in uno stato di parziale abbandono, coperta da un trailer che è stato parcheggiato – in maniera palesemente intenzionale – a coprirne il prospetto principale; il primo Boys and Girls Club di Akron, adiacente al cantiere del nuovo edificio, è abbandonato già da tempo. Le case sembrano resistere meglio al passaggio del tempo: “adottate” dai loro proprietari, queste singolari architetture hanno seguito, dalla loro inaugurazione, un processo di graduale trasformazione, invecchiando sino a diventare edifici “quasi normali”. Nella realtà, non cristallizzate nelle algide fotografie di Timothy Hursley, le abitazioni mostrano i colori e le patine dei materiali, l’accumulo di piante, oggetti e cianfrusaglie: le modifiche indotte dall’uso. La Hay Bale House, “opera prima” di Rural Studio, è oggi un’architettura dissimulata in mezzo alle numerose casupole di Mason’s Bend; la Butterfly House appare curata e vissuta, come anche la Lucy House, completata all’indomani della scomparsa di Mockbee, è perfettamente custodita con un piccolo giardinetto in tema con l’aspetto “informale” di tutte le architetture di Rural Studio. Sorti diverse per architetture diverse, che non vengono “imbalsamate” se non nelle pellicole fotografiche, bensì immesse nel fluire vitale delle cose, subendo dunque trasformazioni non sempre coerenti con quanto voluto dall’autore, ma forse proprio per questo motivo ancor più antropologicamente legate ai fruitori locali.

È questa la vicenda di Rural Studio: una success story dell’istruzione architettonica, che rinuncia alla complessità dei progetti per affrontare al suo posto la ricchezza del mondo reale; un luogo dove l’etica del costruire è legata strettamente all’etica dell’insegnare e dell’apprendere, nella ricerca di un senso più dignitoso del fare architettura.

Note

Un particolare ringraziamento va a Francesco Bedeschi, della University of Arkansas, che mi ha consentito di visitare Rural Studio e le sue interessantissime architetture. 

(1) Gli studenti vengono selezionati per partecipare al Rural Studio in base alle loro prestazioni accademiche: si tratta pertanto del "top half" della loro "class". Da alcuni anni la Auburn University ha avviato anche un'esperienza parallela, "Urban Studio", che si occupa di progettare e realizzare interventi in piccoli centri urbanizzati. Anche in questo caso gli studenti vengono selezionati in base al merito.
(2) Oltre alle numerosissime pubblicazioni internazionali su Rural Studio, in Italia sono apparsi i seguenti testi: L. Nicholson, "Rural Studio, Alabama: Architettura per l'emarginazione", Casabella, n. 668, giugno 1999, p. 38-43; G. Borrella, "Rural Studio. Intervista con Andrew Freear", Lotus International, n. 124, 2005, p. 116-123; A. Foppiano, "Rural Studio: Taboo Landscape", Abitare, n. 455, novembre 2005, p. 150-159; Red., "Rural Studio: Servizi nel parco a Marion, Alabama", Lotus International, n. 130, 2007, p. 71-74. Su Rural Studio sono inoltre state pubblicate dalla Princeton Architectural Press di New York due monografie, entrambe di Andrea Oppenheimer Dean, con fotografie di Timothy Hursley: Rural Studio: Samuel Mockbee and an architecture of decency, 2002, e Proceed and be bold: Rural Studio after Samuel Mockbee, 2005. Va notato che questi ultimi due libri non vengono molto apprezzati dalla "gente" di Rural Studio, che trova le fotografie di Hursley troppo "patinate", inadatte a raccontare la vera essenza del lavoro concreto svolto dagli studenti.
(3) Una curiosità sulla storia di quest’edificio: durante la costruzione sono stati sottratti alcuni utensili custoditi all’interno del cantiere. Dopo aver segnalato il fatto alle autorità di Akron, è stata adottata una delle contromisure più antiche quanto efficaci: un grosso cane da guardia dorme ora all’interno dell’edificio, dissuadendo qualsiasi visitatore non gradito dall’entrare all’interno fuori dagli orari di lavoro.

Link

Il sito ufficiale di Rural Studio  

Sustainability - American Public Media

Su Rural Studio - Una trasmissione radiofonica

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
DE MATTEIS Federico 2008-06-09 n. 9 Giugno 2008


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
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Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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