L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Microrealities

Un progetto sui luoghi e sulle persone di Aldo Cibic e Cibic & Partners

Alfonso Giancotti

microrealities1.jpgMicrorealities è il nome di una ricerca presentata nel 2004 dallo Studio Cibic & Partners in occasione della biennale di Venezia. L’anno seguente il progetto viene ampliato per essere esposto alla Kunsthaus di Graz, nella sezione No-visions della mostra “M Stadt. Paesaggi urbani europei”, unitamente ad un progetto del gruppo olandese MVRDV.
É un’indagine che investe quattro territori, o forse sarebbe meglio definirli scenari, la cui selezione risponde a criteri diversi in termini di localizzazione geografica e caratteristiche tipologiche.
Il denominatore comune tra i progetti è il tema del recupero di spazi congestionati, marginali, degradati, dimenticati, potenziali o addirittura inesistenti.
La ricerca prodotta, che di fatto si compone di quattro progetti, si propone l’obiettivo di avviare una riflessione sulla possibilità di riscattare questi luoghi della città mediante la fusione, al loro interno, dello spazio pubblico con quello privato.
Il primo progetto, dal titolo SHANGHAI: 100 NUOVE STAZIONI DEL METRO, Un’occasione per produrre identità e senso di appartenenza nelle periferie esprime il risultato di una lavoro dello studio per la metropoli cinese. I luoghi dell’attraversamento diventano delle nuove centralità, arricchendosi di funzioni sociali, ludiche e commerciali.
In analogia al progetto di Shanghai muove quello denominato LE PORTE DELLA CITTÀ, nuovi simboli per nuovi confini. Muta lo scenario, la città è Milano, precisamente la stazione di Cascina Gobba, dove la tangenziale della città e la linea della metropolitana trovano un punto di intersezione. L’intervento proposto suggerisce a questo ambito sub-urbano di assolvere a un valore altro, che esalti la collocazione strategica attraverso l’insediamento di attività di servizio e di svago.
Il terzo progetto, CENTRO COMMERCIALE + SPAZI PUBBLICI + … La possibilità di creare nuovi centri urbani, non si indirizza a un luogo fisico prestabilito, quanto piuttosto esplora le possibile forme di aggregazione di un sistema di spazi e funzioni che appartengono alla vita pubblica della città con la realtà del centro commerciale, in oggettiva e continua crescita.
L’ultimo tema di ricerca, LA CITTÀ DEGLI ORTI. Riappropriarsi delle stagioni, analizza le possibilità di un modello alternativo di spazio sub-urbano, facilmente raggiungibile dalla città, che consenta all’individuo di riavvicinarsi all’elemento naturale.
Nel maggio del 2006, questo percorso di ricerca è stato raccolto e raccontato in un libro edito da Skira, presentato dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio in occasione di una mostra presso palazzo Barbaran dal titolo Microrealities. Un progetto sui luoghi e sulle persone di Aldo Cibic e Cibic & Partners.
L’analisi di questo lavoro chiarisce, a mio parere, come l’approccio progettuale di Aldo Cibic debba molto alla sua formazione di designer, in termine di attenzione allo studio dei processi che sottendono alle azioni dell’uomo. Queste ultime, infatti, nell’atto dello studio preparatorio alla stesura del progetto, vengono attentamente osservate e registrate, anche attraverso l’intervista diretta.
É importante, prima di ogni ulteriore considerazione, definire univocamente l’ipotesi di partenza del teorema che i progetti sviluppano, che si sostanzia nel ruolo centrale ricoperto, al loro interno, dall’individuo contemporaneo, chiamato a identificarsi attraverso la propria capacità, necessità (o volontà) di consumare.
Su questo dato, che per Cibic rappresenta unicamente l’esito della fase di oggettivo studio del reale, la propria posizione nel dibattito, ampiamente in corso, in materia di sociologia urbana, chiunque è libero di obiettare.
Senza questa premessa, non troverebbe giustificazione la scelta, affidata ai progetti di non creare spazi o luoghi in grado di favorire lo sviluppo di nuovi usi e abitudini per gli abitanti della città. I progetti avanzano la proposta di plasmare, o meglio di ri-trattare la materia esistente, cogliendone le potenzialità e fornendo nuovi impulsi per la crescita e il miglioramento degli spazi che l’analisi del quotidiano ha indicato come vitali.
Il risultato di questo percorso di ricerca porta a creare delle vere proprie sceneggiature di vita ordinaria, una sorta di neo-realismo in cui la forma dell’architettura non è chiamata ad assolvere funzioni altamente evocative, quanto piuttosto a produrre immagini semplicemente funzionali al significato e al valore della sceneggiatura stessa, piegandosi di fatto all’azione dell’uomo.
L’obiettivo della ricerca quindi, per ammissione dello stesso Cibic, è “…che debbano essere le azioni che si svolgono all’interno degli edifici a definirli: le architetture diventano gli abiti delle attività.”
In questo io ravviso la sostanza e il significato del progetto che si propone di dare consistenza scientifica e immagine architettonica alla logica del consumo superando ogni etichetta di progetto utopico, elaborando una concezione certamente immaginaria della città, applicandola però a una società reale più che ideale.
Il risultato atteso dal lavoro è nell’opportunità di trasformare i luoghi della necessità in luoghi di benessere urbano, di trasformare luoghi di cui le dinamiche della città contemporanea impongono la fruizione, in luoghi in cui il cittadino si rechi in maniera consapevole, quasi oltre la necessità.
Se osserviamo con più attenzione e meno distacco il brulicare di gente e di automobili negli anonimi centri commerciali delle periferie non solo milanesi, nelle stazioni metropolitane o ancora lungo le principali vie d’accesso alle città, forse viene da pensare che questa riflessione non si propone di analizzare un problema così lontano dal reale.

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
GIANCOTTI Alfonso 2007-10-12 n. 1 Ottobre 2007
 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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