L'editoriale di (h)ortus


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Dopo quasi vent’anni di assenza – trascorsi, forse colpevolmente, a indagare architetture in luoghi più distanti del pianeta – sono ritornato a Urbino, alla ricerca non soltanto delle opere di Giancarlo De Carlo (e di tutti gli illustri architetti che lo hanno preceduto nella città di Federico da Montefeltro) ma anche della possibilità di fare un personalissimo punto sullo stato dell’architettura. Avevo sentito parlare da più parti del pessimo stato di conservazione degli Continua...

La città della postproduzione

Questo libro raccoglie una serie di saggi sulla postproduzione intesa sia quale condizione che connota oggi i territori europei, sia quale atteggiamento progettuale – realizzare non è più sufficiente e non è più centrale servono interventi altri, altre sovrascritture. Come nella prassi cinematografica, raramente la presa diretta esaurisce il momento di formalizzazione di un film: è necessario applicare un complesso di operazioni quali il doppiaggio, il montaggio, il missaggio che seguono la fase delle riprese e precedono la commercializzazione.
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Cosa rimane a questa enorme popolazione di professionisti?
Molto interessante è l’indagine limitata ma significativa fatta sulla percezione del mercato da parte degli stessi professionisti, riportata a chiusura della ricerca del Cresme. Lungi dall’essere una sterile consultazione di autocoscienza di categoria, come sono stati spesso molti simposi sulla materia, riporta un quadro molto consapevole dei limiti e delle prospettive di una professione che evolve con grande velocità, le cui criticità sono nette ed evidenti. La grande maggioranza dei professionisti è consapevole della imprescindibile necessità di investire in competenze tecniche e gestionali nuove, non fornite dalla formazione di base e comunque continuamente messe in discussione dalla innovazione di processi da gestire quotidianamente. Quasi il 50% degli intervistati definisce l’architettura come tecnica e mestiere, una risposta che, senza concedere al dispregiativo della praticoneria e del tecnicismo, testimonia invece la consapevolezza della necessità di esercitare una professione caratterizzata da una profonda consapevolezza tecnica, intesa quindi come arte del fare bene, che si consolida nel tempo fino a diventare maestria.
Se a questo aggiungiamo la quantità di nuova linfa che è stata portata negli ultimi dieci anni il quadro tracciato dal Cresme può apparire meno fosco di quanto lasci intendere la sua prima lettura. È vero, il confronto internazionale è schiacciante e la struttura della piccola e della micro impresa non può presentarsi come competitiva al livello imprenditoriale e non può sopportare lo sforzo di investimento economico e umano richiesto dalla continua necessità di aggiornamento e differenziazione delle competenze; questo è un dato inaggirabile del rapporto. L’altro dato importante di questa ricerca è quello della grande omogeneità di tipologia di impegno e di settore di riferimento dei professionisti, quasi tutti orientati alla progettazione pura; gli architetti italiani hanno una formazione generalista, poco incline alla specializzazione tematica – ritenuta una naturale caratura della professione dell’ingegnere – e sono quindi concentrati quasi tutti sullo stesso segmento di mercato.
I grandi spazi aperti dallo sviluppo del Partenariato Pubblico-Privato, o dalla Gestione integrata degli immobili (Facility Management) solo per riportare i principali, sono ancora territorio delle grandi società di progettazione e di ingegneria o delle grandi strutture internazionali di gestione immobiliare. Queste società si sono molto rapidamente organizzate per offrire servizi in Italia costruendo agili strutture operative di consulenza e servizio sul territorio, decentrando l’offerta seguendo la geografia dei grandi patrimoni consolidati. Queste strutture coniugano infatti al loro interno capacità gestionali e competenze tecniche finalizzate alla gestione integrata.
Sul partenariato publico-privato va fatta un’ulteriore precisazione; in questo settore molto spesso il ruolo del promotore e del realizzatore sono preponderanti su quello della progettazione. Questo comporta che il progettista, quale che sia la sua specializzazione, si trova in un rapporto di evidente subalternità rispetto alle due figure egemoni del processo, in modo particolare nel caso delle piccole opere sul territorio come servizi e attrezzature pubbliche di piccola scala.
A fronte di un quadro previsionale di congiuntura assolutamente non rassicurante e di una organizzazione del mercato della progettazione architettonica così strutturato, non ci resta che sperare nella capacità duttile di reazione di quel 50% di giovani professionisti che non si sono ancora del tutto configurati in un assetto bloccato e autoreferenziale, che hanno avuto modo di vedere, attraverso periodi di professione o di formazione all’estero, come si può lavorare in modo più efficace e anche più appagante e che quindi hanno ancora risorse intellettuali e materiali per trovare un nuovo assetto più maturo e competitivo che possa anche andare oltre il semplice e consunto “fare rete” che ci prospettano i nostri colleghi più anziani.
La progettazione di domani e di dopodomani, lungi dall’essere meno creativa e affascinante, dovrà essere più informata, intelligente e imprenditorialmente consapevole altrimenti rischierà di soccombere alle asperità del sistema.

Lo studio del Cresme si chiude con una bella e suggestiva citazione di Vitruvio sulla Scienza dell’architettura e sulla natura composita delle competenze dell’architetto, a cui noi desideriamo affiancare anche una più recente riflessione di Walter Gropius tratta da “L’Architetto come organizzatore dell’economia edilizia moderna” del 1928.

“Lo sviluppo attuale dell’economia edilizia non può lasciare alcun dubbio sul fatto che grandi forze siano all’opera per introdurre metodi di produzione industriale in questo ramo dell’economia, finora quasi esclusivamente riservato all’artigianato. È fin troppo comprensibile che gli ambienti legati all’artigianato e gran parte della cerchia degli architetti si rivoltino contro l’influenza progressiva di questi nuovi metodi, temendo una contrazione del loro ambito specifico di lavoro dovuto a questo mutamento economico. (…) Il processo di trasformazione nel campo dell’economia edilizia è del tutto affine a quello che si è verificato in innumerevoli settori della produzione umana con l’introduzione delle forze meccaniche e dei loro raffinati strumenti di lavoro, le macchine (…).
Il dato di fatto più elementare, nell’ambito dell’economia politica, è la necessità di soddisfare i nostri bisogni nel modo più economico, cioè con il minor dispendio di denaro, di lavoro e di materiale, grazie a un’organizzazione sempre crescente.
Il potere e il ruolo dell’architetto dipenderanno in futuro dalla sua capacità spirituale di trasformarsi, dalla sua forza nel risolvere i suoi alti compiti in modo adeguato al nostro tempo caratterizzato dalla tecnica e dall’economia, cioè dalla sua capacità di concepire il costruire come forma di processi vitali. Se assumerà questo atteggiamento egli, nonostante la pressione dei metodi industriali, non perderà terreno anzi ne guadagnerà. Potrà così spiegare al pubblico, attraverso la sua attività, che l’ingegnere sarà in grado di soppiantarlo, perché l’essenza della sua professione non è quella del tecnico bensì quella di un organizzatore che abbraccia il tutto, che deve riunire in un solo pensiero tutti i problemi scientifici, sociali, tecnici, economici e formali del costruire, fondendoli sistematicamente in un’opera unitaria grazie al lavoro collettivo di numerosi specialisti e lavoratori.
(…) È del tutto ovvio che l’industria non lascerà passare senza trarne profitto, la straordinaria congiuntura economica che riguarda la costruzione di alloggi nel nostro paese. Noi architetti tuttavia dobbiamo porre i problemi, grazie alla nostra visione sintetica dei numerosi rami dell’industria e della scienza relativi alla costruzione, esercitando così un’influenza determinante sullo sviluppo della nuova architettura”.

 
Walter Gropius “Der Architekt als Organisator der modernen Bauwirtschaft und seine Forderungen an die Industrie”, in Probleme des Bauens, hrsg., Von F. Block, Muller & Kiepenheuer, Potsdam, 1928, pp.202-214 (trad. It. M. De Benedetti, il testo tradotto è stato tratto da M. De Benedetti, A. Pracchi, Antologia dell’architettura moderna, Zanichelli, Bologna, 1988, pp. 497-500)

CRESME, Il Mercato della progettazione architettonica in Italia, Milano, IlSole24Ore, 2008
Il rapporto è scaricabile integralmente sul sito del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori www.awn.it

Rapporto completo in formato PDF

 

Riferimenti

Building Design, 2008 World Architecture 100, The world’s Top 100 firms revealed, January 2008;
Camusi, M.P.; Dini E., (a cura di), Sviluppo e futuro per le professioni intellettuali italiane, Censis, Roma, 2003;
Censis, Professione Architetto: il rilancio della progettualità, Dossier di ricerca realizzato dal Censis, Roma, 2000;
Champy F., Sociologie de l’architecture, Editions Repères, La Découverte, Paris, 2001
Roma G., Professionisti alla prova del mercato. Audizione parlamentare di G. Roma Direttore generale Censis, Camera dei Deputati, Censis, Roma, 2007;
"Architetti in Europa Formazione e Professione" - ricerca finanziata dal "Jacques Delors Research Grant within the European Culture" dell'Accademia di Yuste con il sostegno della Commissione Europea per il Premio "Charles V" dell'Accademia Europea della Fondazione Yuste - 1999.

Collegamenti web

Cresme
 
Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

ArchiEuro

Censis, Centro Studi Investimenti Sociali 
 
Building Design

 

Autore Data pubblicazione Volume pubblicazione
CLEMENTE Carola
2008-04-15 n. 6 Aprile 2008


 
Hortus

Lo spessore della città

La ricerca Lo spessore della città prende corpo nel 2010 in occasione del secondo bando FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base – Bando Futuro in Ricerca), pubblicato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il bando nelle sue tre edizioni (2008, 2010, 2012) è indirizzato a sostenere ricerche di base di giovani studiosi. La stesura del progetto nella sua prima versione è il tentativo di tradurre assunti teorici, costruiti su nuove necessità di dialogo tra architettura e città, in concreti strumenti operativi.  Continua...

Alter-azioni

Questo libro raccoglie una serie di saggi sull’alterazione, ovvero sul rapporto interpretazione e realtà, sostanzialmente sul come si possa aumentare la realtà oltre l’impiego di strumenti tecnologici. Con l’espressione “realtà aumentata” si vuole qui sostenere l’autonomia della visione, la sua non necessità di protesi da altri impostate, a favore di un potenziamento delegato alla sola teoria. L’obiettivo è aggiornare il binomio teoria-progetto, superare inutili dualismi, affermare la coincidenza dei due termini non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello degli strumenti. Continua...

peperone_giallo_trasphortusbooks è un progetto editoriale che nasce dall’esperienza di (h)ortus - rivista di architettura. Raccogliere saggi e riflessioni di giovani studiosi dell’architettura, siano esse sul contemporaneo, sulla storia, la critica e la teoria, sul progetto o sugli innumerevoli altri temi che caratterizzano l’arte del costruire è la missione che vogliamo perseguire, per una condivisione seria e ragionata dei problemi che a noi tutti, oggi, stanno profondamente a cuore.

hortusbooks si propone come una collana agile, aperta ad una molteplicità di contributi nel campo dell'architettura. I volumi vengono pubblicati con tecnologia print on demand dalla casa editrice Nuova Cultura di Roma e possono essere acquistati on-line tramite i maggiori canali di diffusione.

Il paesaggio chiama

paesaggio_chiama_tIn tante città mediterranee e anche qui, nella magnifica cornice dello Stretto di Messina, l’attuale urbanesimo genera immense aree abitate che non sono più né urbane né rurali. Ci guardiamo attorno e nella banalità che ci circonda cerchiamo nuove gravità, proprio in questi luoghi destrutturati, perché è qui che possono e devono prendere forma i paesaggi del nostro tempo. L’importanza del paesaggio è sentita quasi sempre in termini solo difensivi, senza la consapevolezza della sua rilevanza sociale e economica, e di conseguenza senza un coinvolgimento culturale e politico delle comunità. Continua...

Valle Giulia Flickr

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Il gruppo Valle Giulia Flickr nasce tre anni fa dall’idea di uno studente di architettura con la passione della fotografia.
Da un piccolo gruppo di appassionati, accomunati dalla voglia di imparare l’arte fotografica e di utilizzarla come strumento per “parlare” di architettura, si è arrivati ad un gruppo che oggi conta più di 260 iscritti.
Lo spirito del gruppo è quello della condivisione come mezzo di conoscenza, sia in campo architettonico che fotografico, e i contest proposti danno l’occasione agli iscritti di confrontarsi su varie tematiche in campo architettonico e sociale. Continua...

Dal paesaggio al panorama, dal panorama al paesaggio

camiz_copertina_tUna mostra che presenti fotografie di paesaggi naturali, così come un osservatore li vede durante una gita, un'escursione, un viaggio, anziché una mostra semplice come si potrebbe credere (perché si potrebbe azzardare che un panorama è sempre bello), si presenta come una mostra piuttosto complessa. In effetti, è la fotografia del paesaggio naturale che è più complessa di quanto non sembri. Infatti, se appunto un ambiente naturale ci appare quasi sempre come bello, in particolare se incontaminato, una sua fotografia non è detto che lo sia. Continua...

Il Giardino dei Cedrati di Villa Pamphilij

cedratiDalla loro domesticazione le piante da frutto sono sempre state utilizzate come elementi costitutivi di diverse tipologie di giardini. In molti giardini storici, a  fronte di esempi virtuosi di conservazione di aree a frutteto o di singole piante da frutto, molto più spesso questi spazi coltivati sono andati perduti, gradualmente sacrificati ad altre priorità nei necessari restauri vegetazionali con perdita di risorse genetiche di valore, ma anche dell’identità dei luoghi. Lo studio di un’ipotesi di recupero del Giardino dei Cedrati in Villa Doria Pamphilj (Roma), oggi profondamente cambiato nella sua forma, struttura e funzione e in progressivo abbandono, rappresenta l’applicazione di un innovativo approccio metodologico, esempio di quella  integrazione di discipline necessaria per non prescindere dalla natura sistemica  di questo luogo. Continua...

Rassegna Italiana | 5 Temi 5 Progetti

Il complesso di risorse culturali, artistiche, ambientali, che sono proprie di un paese noi lo chiamiamo Patrimonio (ma anche l'insieme dei cromosomi che ogni individuo eredita dai propri ascendenti). Le Case sono le abitazioni dell'uomo e l'Esterno è ciò che sta fuori, che viene da fuori. Il termine Tecnologia è composto da arte e discorso, dove per arte si intende(va) il saper fare, in altri termini il progetto del saper fare. La Catastrofe indica i grandi sconvolgimenti provocati dalla natura o dall'uomo. Continua...

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